Domande a cura di Valeria Campagnale

I Cromia Oscura nascono nel 2009 dalla mente del chitarrista e compositore Damien, che dopo aver trovato la giusta lineup, viene pubblicata la prima demo omonima. Dopo concerti nell'underground catanese, vengono pubblicati gli Ep "Novilunium Tenebrae" nel 2010 e "It's time to leave this world" nel 2011. Tra cambiamenti di line up e aggiuntivi esibizioni in Sicilia, il gruppo registra l'EP "Pandaemonvm" nel 2012, distaccandosi dalle sonorità melodiche per abbracciare un black metal aggressivo e veloce. Un altro EP, "Lava", nel 2014 ed uno split nel 2016 con Velchans e Kratos. Con l’ultimo cambio di lineup, sempre con Damien, che rimane l'unico membro originale, si aggiunge Karnak nel 2014 in veste di bassista e nel 2016 successivamente cantante e bassista, e Chaos alla batteria nel 2016.  I Cromia Oscura stanno registrando il nuovo disco dal titolo "My Heart In A Very Dark Place",  la cui uscita è prevista per questo 2017.

A parlarci del nuovo lavoro, sono proprio la band.

 

Ciao ragazzi, benvenuti nelle pagine di Insane Voices Labirynth. Direi di partire direttamente con le presentazioni della band per i lettori che ancora non vi conoscono.

 

DAMIEN (Guitars): Salve! Grazie a voi per la disponibilità e per il tempo dedicatoci, sarà un vero piacere rispondere a queste domande, saluto e ringrazio anche i lettori di Insane Voices Labirynth. Dunque, iniziamo...

I Cromìa Oscura sono una band black metal catanese fondata da me all'inizio del 2009 per poter dar sfogo alle mie emozioni. Oltre ad essere chitarrista, amo principalmente comporre musica sin da bambino, e in quel preciso momento della mia vita, a 15 anni, avevo un disperato bisogno di creare questa band. Da quell'anno, cambiando diverse formazioni, abbiamo pubblicato dei demo e degli Ep e fatto molti concerti in giro per la sicilia.

 

Per quando riguarda il nuovo disco, che anticipazioni potete darci? Che sonorità dovremo aspettarci?

 

DAMIEN: Il soundwriting è cambiato nel corso del tempo, da un black metal melodico agli inizi ad un black aggressivo e claustrofobico, fino a qualche anno fa. Questi cambi sono dovuti alla mia crescita personale e rispecchiano ogni fase della mia vita. Ad esempio, nel 2015 avevamo fatto un intero album Cromìa Oscura, ma è stato completamente eliminato. Le canzoni che avevo composto non le sentivo oneste, non mi appartenevano, e quel genere black così veloce e claustrofobico (quasi un grindcore black metal) non mi appartenevano più. Troppe tensioni accumulate negli anni, troppi fattori tossici come il cancro, un gran casino. Tutto questo aveva portato a quel tipo di soundwriting, ma non ero più io. Quindi, piuttosto che far uscire un album di cui non ero soddisfatto, ho preferito buttare tutto e prendermi una pausa. Dopo essermi schiarito le idee e aver trovato la pace interiore ho cominciato a scrivere il materiale del nuovo album "My heart in a very dark place" e il processo è stato molto naturale, terapeutico e rilassante. Le sonorità di questo nuovo album sono di stampo prettamente melodico, ma non solo. Ogni canzone ha un mood differente e troviamo diversi momenti particolari all'interno del disco. La cosa che accomuna i brani tra loro è questo onnipresente disperato senso di ingiustizia tra le melodie che avvolgono il disco, il che lo rende un vero disco Cromìa Oscura.  Abbiamo appena finito le voci, mancano gli ultimi ritocchi e poi via col mixing e mastering. Personalmente, sono soddisfattissimo del risultato poiché a mio parere è il lavoro più bello, entusiasmante, completo e maturo che questa band abbia mai fatto. 

 

KARNAK (Vocals&Bass): Noi Cromìa Oscura abbiamo deciso di distinguerci. Le nostre sonorità, evocate dai nostri sentimenti, tendono a toccare le corde dell'anima di chi ascolta, suscitando malinconia e depressione in un modo tutto nostro.

 

Le tematiche dei testi invece che argomenti toccheranno?

 

KARNAK - Le tematiche dei testi che abbiamo accuratamente scritto io e Damien, riescono a dare la parola alla nostra musica in modo impeccabile. Le nostre tematiche esplorano diversi mondi del malessere e diverse visioni della vita ricordando a tutti che la vita è soltanto dolore.

 

DAMIEN - Esattamente, e aggiungo inoltre che queste tematiche si basano su eventi realmente accaduti che riflettono, così come nel soundwriting, anche nei testi.

 

Il titolo sarà "My Heart In A Very Dark Place", lo trovo molto darkeggiante, con una vena romantica…non è una critica, è che sono cresciuta anche con l’ondata dark anni ’80 e questo titolo mi fa tornare indietro nel tempo, proprio a quel genere. Com’è nato?

 

DAMIEN: Sono un grande appassionato di quel genere, quindi da un certo punto di vista hai centrato perfettamente il punto definendolo darkeggiante e romantico. Il titolo è stato preso dall'omonimo brano che aprirà il disco, e ci è sembrata la scelta più giusta poiché rispecchia appieno il significato dell'album e anticipa le sonorità e le tematiche dei brani. E' un viaggio all'interno della nostra anima in chiave estrema ma che vuole toccare le corde del cuore di chi lo ascolta. 

 

Una piccola anticipazione sull’artwork?

 

DAMIEN: Preferirei non rivelare nulla poiché non voglio rovinare la sorpresa. In ogni caso, anche se banale da dire, rispecchia completamente tutto quello che andrete ad ascoltare. L'unica anticipazione che posso dare, è che siamo ritornati col nostro vecchio logo.

 

 

KARNAK: L'artwork scelto per quest'album esprime in modo malinconico il nostro modo di vedere la vita.Ogni singola cosa inserita proviene dal nostro stato d'animo e dal nostro essere.

 

Come mai tanti cambi di lineup nella storia del gruppo? Non c’era l’alchimia giusta per creare musica oppure sono stati dovuti ad altre cause?

 

DAMIEN: Direi entrambe le cose. Con alcuni vecchi membri coetanei, sono rimasto in buoni rapporti poiché andavamo a scuola insieme, e in questo caso si è trattato semplicemente di intraprendere diverse strade musicali, senza dissapori o cose del genere. In altri casi...beh. Diciamo che non hanno mai avuto la giusta chiave per risolvere il loro puzzle mentale.

 

Se doveste tornare indietro, rifareste esattamente ciò che avete fatto o cambiereste qualcosa? Se si, cosa?

 

DAMIEN: Assolutamente sì, rifarei un milione di volte tutto quello che ho fatto. Sono in pace con me stesso, ho sempre seguito solo il cuore e la mia passione per la musica.

 

Può sembrare una domanda scontata ma è stato difficile emergere dall’underground che è un fittissimo sottobosco in cui nascono e proliferano tante band? 

 

DAMIEN: Onestamente, io penso che l'unico modo che ha una band per uscire dall'underground è quello di non farsi inghiottire dai pensieri di quelle quattro persone che vengono a vederti sempre negli stessi posti, ma allargare i propri orizzonti, paragonarsi ai grandi, puntare in alto e soprattutto, muoversi il culo. E' fondamentale se si vuole uscire, guardarsi intorno e provare ad uscire da dove si proviene. A meno che una band vuole rimanere di proposito underground con un pubblico di nicchia, nulla in contrario, ogni band è liberissimo di farlo. Non so se i Cromìa siano realmente usciti dall'underground, ma sicuramente il mio obiettivo non è quello di rimanere in Sicilia. Nonostante tutto, io sento che siamo ancora all'inizio della nostra carriera, ho ancora molte cose in mente da fare con questa band, e sicuramente non ci sentiremo mai "realizzati" o "arrivati", ma cercheremo sempre di evolverci, sperimentare e migliorarci come abbiamo sempre fatto, sia come band che come singoli musicisti, una cosa che purtroppo vedo manca a molte band.

 

Cosa vi sentireste di raccomandare alle giovani band emergenti che si affacciano ora sulla scena?

 

DAMIEN: Siate persone umili ma prepotenti nel soundwriting. Non abbiate paura di mostrare quello che siete realmente musicalmente non fatevi intimidire dal duro lavoro. Distruggete gli schemi mentali e siate sempre affamati di ciò che fate, e soprattutto, divertitevi. Se vi rompete i coglioni o avete altro per la testa da non riuscire a mantenere una dura costanza, non credo che otterrete molti risultati a livello personale e musicale, figuriamoci come band. Nulla è facile nella vita, quindi se volete suonare e fare determinate cose con la vostra band, provateci, a prescindere da tutte le difficoltà che si incontrano. 

 

Quali sono state e sono tuttora le vostre principali influenze musicali e quanto incidono nella musica che componete?

 

DAMIEN: Le influenze incidono al 100% sulla musica che compongo. Con orgoglio, posso dire che sia io che Karnak e Chaos rispettiamo e amiamo ogni singolo genere musicale, da questo punto di vista siamo abbastanza inclini a qualsiasi tipo di influenza, impossibile citarne solo alcune. Personalmente, è da un po' di tempo che sono affascinato da compositori come Gustavo Santaolalla e Akira Yamahoka. Quello che hanno composto è assolutamente eccezionale, la loro genialità mi ha ispirato tantissimo, al tal punto che in MHIAVDP sentirete molto la loro influenza anche negli arrangiamenti.

 

Ringraziandovi per il tempo a disposizione, volete aggiungere qualcosa?

 

DAMIEN: Ringrazio i lettori e voi per questa splendida chiacchierata! Rimanete sintonizzati sulla nostra pagina Facebook per tutte le nostre news. Alla prossima!