I Cromìa Oscura si formano a Catania nel Marzo 2009,sotto l'idea del "MasterMind" Demien Aldwych . Il suo approccio al genere Black  inizia all'età di 15 anni sebbene il suo interesse verso la musica,sotto ogni sua forma,si manifesti molto prima. La storia della band si concretizza nel 2010 con i primi live e la registrazione del primo full lenght "Novilunium Tenebrae" nonostante la formazione sia ancora in via di modifica riescono comunque a pubblicare il loro primo EP nel 2011 "It's time to leave this world". Solo un anno dopo l'entrata del batterista Hammerfury,così come l'omonimo eroe di Kingdom rush,permette alla Band di rifiorire e dare seguito a quella che è la formazione attuale.

Altro gruppo sempre proveniente dalla Sicilia sono i Velchans,formatosi nel lontano 2003 con il loro Black un po' "Old Style" trasformano in musica una malinconia quasi straziante,ricordando a tratti anche un altro gruppo nostrano pioneristico in questo genere, i "Forgotten Tomb", senza venir meno alla loro forte personalità. 

Infine,come in ordine di tracce relativo al disco che analizzeremo dopo,troviamo i Kratos,terzetto nato nel 2007. Con loro assistiamo ad un genere un po' embrionale,ricorda leggermente gli anni 80,rimanendo sul melodico senza il tramestio che distingue questo genere in particolare.

l'Album che andiamo ad analizzare è uno split a tre e,insieme ai Cromìa Oscura,vede protagonisti,come abbiamo indicato prima, Kratos e Velchans. Tutto Black nostrano e nello specifico siciliano.L'etichetta partenopea che li ha uniti (Ypogeios) ci ha visto bene,andando a pescare in una terra di grandi compositori, (Vincenzo Bellini,Alessandro Scarlatti,Francesco Paolo Frontini..) tre gruppi che si sono ben distinti nel genere.

Il compito di aprire le danze spetta ai Cromìa Oscura con un Black metal acrimonioso e compatto con ben 4 tracce di forte impatto.Si percepisce appieno la voglia di mettersi alla prova e,perché no,anche di migliorarsi. Vengono seguiti dai Velchans,i cinque ennesi che hanno alle spalle ben 14 anni di esperienza e li fanno sentire tutti,così come i loro scream particolarmente graffianti. La chiusura del cerchio viene lasciata ai Kratos un po' meno avanzati musicalmente parlando ma con una riscontrabile voglia di fare,necessitano ancora di qualche messa a punto.

Il voto generale che mi sento di dare per l'intera opera è di seguito riportato. 

 

 

Noemi Di Marco

70/100