12 GIUGNO 2017

Oggi andiamo ad analizzare un altro gruppo del genere black metal nostrano, secondo prodotto dei Gort, fondati nel lontano 2002, si sono fatti attendere per ben otto anni dopo "Sixth's Day Cancer", per questo comeback ma il risultato ripaga senz'altro l'attesa e fa ben sperare per la nostra scena nazionale. Abbiamo comunque avuto modo di ritrovarli in alcuni split album.
L'etichetta è sempre la Lupus Niger, il suo curatore è ormai un vero habituè della scena black. Il quartetto partenopeo ci regala quarantacinque minuti di black old school, riporta direttamente alla fine degli anni novanta, inizialmente nascondendo le proprie qualità e rendendo tutto essenziale, creando un vero e proprio punto di forza, esimendo quei suoni confusionali e creando atmosfere ragionate.
L'uso dei medici della peste come immagine di copertina, ci dava già un piccolo anticipo di ciò che avremmo potuto trovare come tematica dei testi, relazioni con odio, morte e correlazioni notevoli in latino. Estratti interessanti su come il singolo individuo debba sfoggiare una padronanza di sé in rapporto con ciò che lo circonda (Epicureismo). Il tutto accompagnato ed enfatizzato dallo screaming straziante della voce di Lord Lemory.
Tutto il prodotto, dalla tempra un po' Scandinava, riporta alla mente delle band specifiche quali Nargaroth, Bathory, Judas Iscariot e Celtic Frost. Il gruppo ci propone anche delle digressioni che rendono questo disco una piccola perla del genere. Particolare anche la scelta di sfoggiare un bel basso, cosa purtroppo non scontata, in quanto messo sempre in secondo piano come strumento, soprattutto in "I Am Thy End", si percepisce particolarmente questa idea, oltre che un notevole rimarcamento del lato emotivo che questo disco vuole portare avanti. Lo ritroviamo infatti anche in "Odium Vincit Omnia" e nella conclusiva "Miasma". In tutti gli altri brani è presente questa percepibile solidità della band, con delle "selvagge" linee di chitarra, batteria e basso, tutto incorniciato dagli scream strazianti che citavo poche righe sopra.
In conclusione, questo è senza dubbio alcuno un album riservato ai nostalgici ma anche alle persone che approdano per la prima volta in un genere che da sempre fa parte della storia della musica.

 

Noemi Di Marco
70/100