Gli Entirety sono una Black Metal band di Varese attiva dal 1993 (inizialmente con il nome di Hecatomb) con oltre 10 pubblicazioni ed una line-up in continuo cambiamento. In questa occasione ci soffermiamo su un EP datato 1997,che la band ristampa sotto Masked Dead Records .“In Caelo Omnia Acciderunt” (“Tutto è Stato Fatto In Cielo”), limitato a 25 copie in un formato speciale (mini cd con mini dvd case, veste grafica tutta nuova ed con ogni copia numerata a mano),presenta un black metal d’influenza svedese con una sezione ritmica motosega alternata ad episodi rallentati (qua e là si sentono Dissection ed In Flames,senza però scadere nel plagio o nella citazione).

“Il Risveglio” apre il disco con i suoi effetti di vento che creano un alone dark sul quale una tastiera spettrale pesa l’atmosfera prima del boato black di “Monolith” che spazza via ogni quiete e trasportando l’ascoltatore in piena atmosfera ‘svedese’,unendo ai classici stilemi del genere  momenti dal sapore ‘solare’, piazzando momenti acustici all’interno della struttura del pezzo e creando un contrasto di sicuro effetto.In questo senso si può parlare di black metal ‘arioso’,dove alla claustrofobica sintassi black si sostituiscono momenti più aperti. 

“Jahi Goddes of Lust and Emptiness”,terzo brano d che ci arriva all’ascolto,è più centrato sulla matrice death,anche se la melodia la fa da padrona nelle schitarrate di Giovanni Caironi ed Alessio Di Paola,che dominano lo strumentale centrale ben portato avanti dal drumming di Stefano Visintin.I passaggi pre-chorus e il ‘ritornello’ poggiano più su un black d’atmosfera (l’incursione tastieristica funge da cerniera fra le componenti death e black),mentre le chitarre fondono melodia e potenza in uno dei brani più riusciti del disco.

“Deserts of Vast Eternity” è invece una commistione tra cavalcata e power ballad che si apre con un riff dal sapore mediterraneo ma suonata su canoni black.Il basso di Davide Macchi è protagonista in tutto il pezzo (e rispetto agli altri pezzi,è più in vista e presente),trascinando il brano insieme alle tastiere di Stefano Pozzi che risultano in verità,nell’aspetto ‘di produzione’ del brano, un po’ troppo in avanti rispetto al resto degli strumenti,soprattutto quando prende il sopravvento nel finale,con un solo pianistico molto azzeccato ma che,a causa forse del troppo volume,rischia di confondere l’ascolto.Ciò nonostante la band dimostra di avere inventiva e spunti brillanti (un assolo di stampo melodic death e la voce di Paolo Di Diego che rimane su registri aggressivi).

Si arriva ad “Evil Passion” che si apre in un misto di atmosfere dolci e malinconiche.La chitarra classicheggiante è leggermente indietro rispetto al resto degli strumenti e il drumming di Visintin risulta un po’ impreciso quando il brano si apre ed esplode.Esplicitamente melodic death nelle influenze,questo brano mostra una produzione più bilanciata,soprattutto nella parte strumentale centrale (molto maideniana),dove le tastiere sono ben amalgamate alla chitarra.Forse meno curata nell’arrangiamento,la canzone risulta un po’ monotona in rapporto alla sua lunghezza,e forse rischia di stancare.

Chiude il disco “The Isle”, introdotto da un’atmosfera che si sposta da atmosfere classicheggianti a momenti  cupi ed inquieti.Di colpo il brano si detona ed infuria in una disperata rincorsa in stile symphonic.Spesso i cori sono troppo presenti,a volte sovrastando il resto,ma il pezzo si sussegue alternando momenti acustici a vere e proprie bordate sonore.Purtroppo le tastiere,anche in questo caso sono spesso troppo presenti,ma comunque il brano  si fa apprezzare per un arrangiamento molto riuscito e per la voce di Di Diego che dà la prova migliore del disco.

Di sicuro impatto e pregevole per la sua originalità,“In Caelo Omnia Acciderunt” è un disco che va (ri)ascoltato sino alla fine,perché non annoia ed è suonato con passione,è liricamente interessante e con una copertina che già fa intuire cosa si andrà ad ascoltare.

Al di là dei difetti di produzione,e di alcune imprecisioni qua e là,gli Entirety mostrano,nonostante la datazione del lavoro,una freschezza ed un senso di originalità assai spiccato;una cosa davvero rara nel contesto sonoro in cui la band opera.

 

TRACKLIST :

Il Risveglio

Monolith

Jahi Goddess Of Lust And Emptiness

Deserts Of Vast Eternity

Evil Passion

The Isle

 

LINE-UP:

Giovanni Caironi – Guitars

Paolo Di Diego – Vocals

Alessio Di Paola – Guitars

Stefano Visintin – Drums

Stefano Pozzi – Keyboards

Davide Macchi – Bass

 

 

Ed

70/100