LUGLIO 2017

La band vide la propria nascita con Kim Bendix Petersen, cantante dei Black Rose e conosciuto nell'ambiente come King Diamond, che unendosi al gruppo dei Brats, in cui suonavano Hank Sherman, Michael Denner alle chitarre e Timi Hansen al basso. Successivamente entrò Kim Ruzz alla batteria e con l’aggiunta di questo elemento, il nome del gruppo cambia in "Mercyful Fate". Heavy metal classico influenzato da Iron Maiden e Judas Priest con l’aggiunta di ciò che diventerà in seguito il black metal. La figura di Diamond è basilare, da sempre ispirato dal re dello shock rock Alice Cooper, riesaminandone, esagerando volutamente, l’attitudine, il trucco che rese quasi a simile a quello del bassista dei Kiss, Gene Simmons. Agli occhi, due nere ali di pipistrello sul viso coperto di cerone bianco, una croce rovesciata sulla fronte, simbolo blasfemo che rivelano la filosofia e le idee credenti di Diamond, influenzato dalla cultura di Aleister Crowley. D’altra parte, King Diamond non ha mai nascosto la propria vede satanista e la sua collaborazione con la Church Of Satan, fondata da Anton LaVey nel 1966. A perfezionare questo look mefitico, orecchini a croce, rovesciata ovviamente e asta del microfono costruita con due ossa incrociate. Riguardo al suo stile vocale, riprende ancora una volta lo stile inequivocabile di Alice Cooper nel suo vocalizzo alterato, e prendendo da Rob Halford il falsetto rendendolo acuto. La band viene considerata dopo due demo dall'etichetta inglese Enbony Records che chiede al gruppo due canzoni che verranno inserite nella compilation “Metallic Storm”, ma Il contratto più importante arriva dalla Rave-On Records, label olandese, con cui i Mercyful Faith pubblica 1982, l'EP omonimo.

Nel 1983, arriva il contratto con la label Roadrunner Records e iniziano le registrazio i per l’album “Melissa” che viene pubblicato l’anno stesso. Album che riceve successo sia pubblico che dagli adetti ai lavori. La voce acuta in falsetto di King Diamond è contrastata dalle atmosfere oscure e tematichei sataniste. Il titolo del disco derivano dal teschio che i Mercyful portano durante i concerti ed i contenuti riprendono la storia della vita di una strega. 

“Don't Break the Oath”, secondo album della band esce nel 1984, considerato il capolavoro della carriera della band in cui ripresenta lo stile del primo disco ma accompagnato da una tecnica più precisa, le atmosfere sono maggiormente oscure. 

Dopodiché, all’interno dei Mercyful iniziano ad esserci discrepanze, King Diamond è deciso a procedere con la forma tetra con la quale il gruppo è diventanto famoso, invece Hank Sherman desidera una piega commerciale in stile hair meta che all’epoca furoreggiava. Arrivati ad un bivio, i Mercyful Faith si sciolgono. Hank Sherman formerà i Fate, King Diamond, si dedicherà al suo più che propizio progetto solita con Michael Denner e Timi Hansen. Nelle copertine dei suoi album, il suo nome apparirà il simbolo dell’infinito con dalla croce di Lorena al di sopra di esso, questo è il simbolo della Church Of Satan e che appare nelle prime pagine della Satanic Bible di LaVey.

Nel 1992 King Diamond non soddisfatto della Roadrunner Records, termina i rapporti ed essendo senza contratto, risolve col riunire la band, che torna con i membri originali ma senza Ruzz, che abbandonò da tempo la scena e viene sostituito da Morten Nielsen. Così composto, il gruppo nel 1993 pubblica “In the Shadows”, disco che vede come special guest Lars Ulrich in "Return of the Vampire". Immediatamente l’uscita di questo album, Timi Hansen e Morten Nielsen, abbandonano il gruppo, venendo sostituiti da Sharlee D'Angelo e da Snowy Shaw. Nuovo combo, nuovo album, infatti nel 1994 viene pubblicato “Time” dopodiché Snowy Shaw lascia il gruppo e rimpiazzato subito da Bjarne T. Holm. Nel 1996 i Mercyful pubblicano “Into the Unknown”, nel 1998 “Dead Again” e al termine della loro carriera, esce nel “9” nel 1999.

 

Discografia (studio album):

1983 “Melissa”

1984  “Don't Break the Oath”

1993  “In the Shadows”


1994  “Time”


1996   “Into the Unknown”


1998   “Dead Again”


1999    “9”

 

EP:

1982  “Nuns Have No Fun”

1994  “The Bell Witc”h

 

Raccolte:

1987 – “The Beginning”

1992 – “Return of the Vampire”

1992 – “A Dangerous Meeting” (A nome King Diamond)

2003 – “The Best of Mercyful Fate”

 

Singoli:

1983 – “Black Masses”

1993 -  “Egyp”t

2009 – “Evil”

 

 


Dopo il successo del primo album “Melissa”, i Mercyful Fate tornano con questo disco eccezionale che continua con le stesse cupe sonorità, cattiveria e compattezza, rimanendo fedele sia alle tematiche mefistofeliche tra Heavy Metal e cori melodici.

Nove brani in cui il falsetto di Diamond è onnipresente come fosse un’autocelebrazione e che accompagna perfettamente il tessuto sonoro. 

"A Dangerous Meeting" apre l’album con chitarra seguita a ruota da batteria che aprono alla voce ed alle altre chitarre condendo il tutto con distorsioni, il suono della campana al termine è un’idea geniale. Più sfarzoso, il secondo brano "Nightmare", riff, cavalcate ed assoli maestosi. "Desecration of Souls", riff pungenti, la voce piena di ostilità e disprezzo e la chitarra principale sottolinea i concetti cantanti. "Night of The Unborn", distorsione di chitarra molto potente che accompagna in un brano ritmato, il falsetto è tenuto per tutta la durata ad eccezione della cantilena.

Tuoni, vento, rintocchi di una campana, un organo che riecheggia, un’ invocazione satanica, una risata malefica. Questo è lo stupendo intro di “The Oath”, il pezzo migliore in assoluto di questo album, se non addirittura, a mio giudizio, di tutta la produzione artistica della band. Grande basso e la voce in un giuramento satanico rinnegando le promesse battesimali ed in cui Diamond riprende uno dei motti di Aleister Crowley: “Do what thou wilt shall be the whole of the law” “Fa ciò che vuoi sarà tutta la legge”.

Anche la traccia successiva, "Gypsy", ha quel ritmo incalzante e trascinante anche se non ha nulla a che vedere con il brano precedente.

Veloce e tempestosa "Welcome Princess of Hell", in cui il falsetto onnipresente lascia spazio ad una invocazione. "To One Far Away", è un intermezzo creato da coro, arpeggi e chitarra 

A chiusura, "Come to The Sabbath", intro con lirica ed assolo, parla della preparazione al rito nero, tra tempeste musicali, c’è una fantastica alternanza di voci.  "Don't Break the Oath", come ho detto in precedenza, è sicuramente il miglior album dei Mercyful Fate. 

 

Tracklist:

1. A Dangerous Meeting 

2. Nightmare 

3. Desecration of Souls 

4. Night of the Unborn 

5. The Oath 

6. Gypsy 

7. Welcome princess of Hell 

8. To one far Away 

9. Come to the Sabbath

 

Line up: 

King Diamond – Voce, Tastiere, Clavicembalo

Hank Shermann – Chitarre

Michael Denner – Chitarre

Timi "Grabber" Hansen – Basso

Kim Ruzz – Batteria