OTTOBRE 2017

I Death, inizialmente nati col moniker Mantas, fu un gruppo musicale death metal/technical death metal, nato 1983 ad Orlando, in Florida. Fondati e sciolti, nel 1999, dal chitarrista Chuck Schuldiner. Il nome del gruppo, è alla morte del fratello di Shulinder, accaduta nel 1974 per un incidente stradale. I Death, innovatori del death metal che con l'esordio di “Scream Bloody Gore”, datato 1987, furono il primo modello di death, e che con “Spiritual Healing”, il loro terzo full lenght, del 1990, andarono a muschiare death e jazz, dando vita al flusso technical death metal.

“Death by Metal” fu il primo demo della band, allora ancora come Mantas, nel 1984, con le prime versioni di “Legion of Doom”, “Mantas”, “Power of Darkness”,” Evil Dead” e “Death By Metal”.

Sempre nello stesso anno, Schuldiner sciolse la band per dare vita ai Death, mantenendo quasi la stessa lineup, con Rick Rozz e Kam Lee e reclutato il bassista Dave Tett. Schuldiner fu anche l’autore del logo, originariamente con la lettera T capovolta per rendere l’idea della croce rovesciata, giusto per sottolineare il satanismo e la morte.

La band registrò due demo “Reign of Terror” e “Infernal Death”, quest’l’ultimo conteneva “Arch Angel”, “Baptized in Blood” e “Infernal Death”. Con il secondo demo, Lee e Rozz vennero licenziati ed arrivò Scott Carlson al basso e Matt Olivio alla chitarra, ex membri dei Repulsion.  Non trovando il batterista adatto, la band si sciolse per volere di Schuldiner che si trasferì a San Francisco. 

Rifondò nuovamente il gruppo con Eric Brecht, batterista dei Dirty Rotten Imbeciles, e con Erik Meade al basso. Nuovi brani, nuovo demo “Back from the Dead” però anche questa formazione non ebbe vita lunga, una volta sciolto nuovamente il gruppo, il chitarrista tornò in Florida, cambio lo stile con melodie, assoli e riff più affini alla nuova scena. Nel 1986 Schuldiner suonò come chitarrista ritmico nell’album “Strappado”, degli Slaughter. Schuldiner, con Chris Reifert, rifondò i Death, registrando la nuova demo, “Mutilation”, che fece ottenere al gruppo un contratto con l'etichetta Combat Records.

I Death pubblicarono nel 1987 il loro album “Scream Bloody Gore”, che vide John Hand, come secondo chitarrista anche se in realtà, pur apparendo nella formazione, in realtà non suonò mai nel debut album.

“Scream Bloody Gore”, un disco improntato su tematiche horror e chitarre seppur violente anche orecchiabili.

Non contento del successo ottenuto dall’album, Schuldiner cambiò ancora la lineup, sostituendo Chris Reifert con Rick Rozz, aggiungendo Terry Butler al basso e Bill Andrews alla batteria, già membri dei Massacre. Così formati, i Death, pubblicarono nel 1988 il secondo album “Leprosy”. Abbandonando l’horror e toccando invece argomenti sociali, ed il nuovo approccio filosofico di Schuldiner. Il brano “Pull the Plug” diventò il simbolo per il pubblico che seguiva la band.Il gruppo partì per un tour europeo, nel quale Rick Rozz vebìnne licenziato a causa di contrasti con la band e fu sostituito da James Murphy.  Con quest’ultimo, il gruppo, diede vita nel 1990, al terzo album “Spiritual Healing”, in cui la tematica sociale si rivela l’anima dei testi. “Living Monstrosity” tratta l’uso della cocaina tra le donne incinte, “Altering the Future” parla dell'aborto. Anche la musica cambia, con l’aumento qualitativo. “Spiritual Healing” diede vita al technical death metal, con scheletri musicali innovativi. James Murphy fu licenziato dopo il tour in Messico per essere sostituito da Paul Masvidal. e prima di dare inizio ad un nuovo tour europeo, Schuldiner decise di sciogliere nuovamente i Death, a quanto pare dando colpa all’organizzazione del tour non organizzato adeguatamente. Andrews e Butler però ignorarono la presa di posizione di Schuldiner e continuarono il tour, con il nome Death, ingaggiando il chitarrista Walter Trachsler ed il vocalist Louie Carrisalez. Ovviamente questa scelta scatenò una rivolta dei fans e di Schuldiner che avviò un'azione legale contro i due compagni di band.  Schuldiner riprese possesso del nome Death, Andrews e Butler furono allontanati dalla band. Schuldiner abbandonò l'idea di una band con formazione fissa, suonando solamente con musicisti ingaggiati per registrare album e per i live. 

I primi musicisti scelti furono Steve DiGiorgio, Sean Reinert e Paul Masvidal.

Con questi musicisti, Schulinder registrò l’album “Human” che uscì nel 1991, che riscontrò un grande favore da parte di pubblico e critica che, con tecnica e stile più personale, combinando thrash metal, progressive metal, heavy metal jazz e progressive rock. “Suicide Machine” fu il brano che più ebbe maggior apprezzamento di questo album. 

DiGiorgio dovette lasciare i Death per tornare con la sua band, i Sadus, e venne sostituito da Skott Carino, che partì in tour con il gruppo, durante il quale, venne pubblicata la raccolta “Fate: The Best of Death”.

Il manager musicale Eric Greif, al termine del tour, venne licenziato, Greif seguì i Death dal 1988 al 1992. Il licenziamento però, violò il contratto tra Greif e i Death, dopo l’’azione legale da parte dell’ex manager Schuldiner, per evitare il processo, risarcì il Greif. Fu Schuldiner stesso a condurre la band fino alla fine della carriera artistica. Nel 1993, Reinert e Masvidal , lasciarono per tornare ai Cynic, vennero sostituiti da Gene Hoglan proveniente dai Dark Angel e Andy LaRocque già nei King Diamond, inserendo nuovamente Steve DiGiorgio nella formazione. Nacque così il nuovo album, “Individual Thought Patterns” pubblicato nel 1993. Album considerato come il miglior lavoro fino ad ora registrato. Di questo, “The Philosopher”, fu l’elemento. Come per “Human” gran parte dei testi si ispirarono comunque alla vita quotidiana e ai problemi dell'industria musicale.

LaRocque, terminato il disco, abbandonò e venne sostituito da Ralph Santolla per la tournée che supportò l’album. Nel 1994 Schuldiner lasciò l'etichetta discografica Relativity Records , firmando un contratto con la Roadrunner Records. Con quest’ultima, il gruppo pubblicò “Symbolic”, album che fu pubblicato nel 1995. Santolla e DiGiorgio, vennero sostituiti da da Kelly Conlon e Bobby Koelbe. 

Un album robusto “Symbolic”, tecnico e articolato, le cui tematiche furono simili alle precedenti. “1,000 Eyes” parla del diritto di privacy, “Crystal Mountain” di corruzione religiosa, mentre il brano “Symbolic” l'innocenza. 

Schuldiner, sciolse di nuovo la band e si distaccò dalla Roadrunner Records per dedicarsi al un suo progetto musicale heavy, i Control Denied, nati nel 1995, ma si rese subito conto che il materiale composto, era più adatto ad una band death e fu così che rimise insieme i Death, con Shannon Hamm, Scott Clendenin e Richard Christy. I nuovi Death, pubblicarono, nel 1998 “The Sound of Perseverancecon” con Nuclear Blast. Il gruppo fece due tour, toccando gli Stati Uniti ed Europa, terminati questi, Schuldiner sciolse per l’ennesima volta il combo, per dedicarsi ai Control Denied. Questi ultimi, pubblicarono l’album d'esordio nel 1999, “The Fragile Art of Existence”, disco con sonorità heavy e progressive metal, arrivando ad ottenere buone critiche.

Sfortunatamente, a Schuldiner venne diagnosticato un tumore al cervello nello stesso anno e nel 2001 si spense a 34 anni.

 

Discografia:

1987 – Scream Bloody Gore

1988 – Leprosy

1990 – Spiritual Healing

1991 – Human

1993 – Individual Thought Patterns

1995 – Symbolic

1998 – The Sound of Perseverance

Live album:

2001 – Live in L.A. (Death & Raw)

2001 – Live in Eindhoven

Raccolte:

1992 – Fate: The Best of Death


Label: Relativity

Anno di pubblicazione: 1991

Genere: techno-death 

 

Tracklist:

1.Flattening of Emotions  

2.Suicide Machine  

3.Together as One  

4.Secret Face  

5.Lack of Comprehension  

6.See Through Dreams  

7.Cosmic Sea  

8.Vacant Planets  

9.God of Thunder - cover Kiss (Japanese Bonus Track)

 

Lineup:

Chuck Schuldiner – voce, chitarra

Paul Masvidal – chitarra

Steve DiGiorgio – basso

Sean Reinert – batteria

 

 

Pubblicato nel 1991, “Human”, quarto album della band Death, è un disco che porta sonorità innovative che vanno oltre al death-metal, divenendo un apripista per il genere techno death, contaminato da jazz, prog e fusion. 

Un album massiccio, elaborato, forse l’album migliore della band, di sicuro il disco della svolta artistica. Uno stile differente rispetto agli album precedenti, dove la ricerca nella scrittura e nell'esecuzione si fa appunto più tecnica, restando sempre violenta. 

In "Human" otto i brani che con il tempo sono divenuti i grandi classici senza tempo, come "Lack Of Comprehension”, "Cosmic Sea”, o "See Through Dreams”. 

Testi pesanti con tematiche intime che fanno parte dell’essere umano, moti di disagio, rabbia, aggressività. 

Chuck Schuldiner, con la sua voce tagliente, interpreta alla perfezione la sofferenza e la depressione dei testi.

"Human" è di per sé un album di alto livello quanto musicalmente, quanto nelle tematiche, e sono proprio queste che personalmente mi hanno sempre colpito favorevolmente. 

In “Suicide Machine”, Schuldiner, nella sua genialità, riesce a toccare la delicata tematica del suicidio in modo inverso, non per volere della vittima ma da qualcosa di molto più grande, più artificioso. “Controllare la loro vita, Decidere quando e come saranno morti, Vittima di qualcun altro, Quelli che soffrono non hanno voce, Manipolazione del destino, Quando si tratta di vivere, nessuno sembra preoccuparsi, Ma quando si tratta di voler fuori, Quelli con potenza, saranno lì”. Come a dire che l’essere umano non è padrone della propria vita e soprattutto della propria morte.

I Death, con questo album, hanno segnato una svolta stilistica che si evolse in tutti i lavori successivi, ma non solo, con "Human", furono precursori di un genere e ispirazione per le generazioni a venire.