GENNAIO 2017

Degli Iron Maiden si è detto tanto in lungo e in largo, partiamo dall’inizio.

Negli anni in cui imperava il punk, Steve Harris, iniziò a far parte integrale di quell’ondata che prese vita come NWOBHM, New Wave Of British Heavy Metal. La band, come tutti sanno, deve il suo nome al film “L’uomo dalla maschera di ferro”, e dopo la classica gavetta per farsi spazio appunto tra la musica punk, con un’attenzione dell’immagine scenica a partire da Eddie che diventerà ufficialmente la loro mascotte, effetti pirotecnici, registrano il loro primo EP “The Soundhouse Tapes” nel 1979. 

Questo primo lavoro, trova l’entusiasmo e l’approvazione tra labels e pubblico, tant’è che le copie vengono vendute subito tutte e ciò porterà il gruppo a far parte della compilation “Metal for Muthas” l’anno successivo e gli Iron Maiden appariranno per la prima volta dal vivo in tv nella trasmissione della Top of the Pops.

“Iron Maiden” il loro album d’esordio del 1980, arrivò al quarto posto della classifica inglese con in copertina Eddie in cui pugnala il ministro Thatcher, il che suscitò non poche polemiche. La formazione del 1980 era composta da Paul Di Anno alla voce, Clive Burr alla batteria (scomparso nel 2013), Tennis Stratton alla chitarra, sostituito da Adrian Smith nel 1981, Dave Murray alla chitarra e Steve Harris al basso.

Paul Di Anno venne allontanato per via dei suoi problemi con alcool e droga e il suo posto venne prese da Bruce Dickinson che darà nuova vita alla band incentrando molto sulla voce tutto il lavoro. Con “The Number of the Beast” del 1982 si ha una svolta decisiva verso l’heavy metal mentre prima il suono era più punk rock. I suoni dive tano anche più melodici, la costruzione dei dischi più curata. Parecchi dei loro fan li seguirono fino all’album “Powerslave” del 1985 in quanto i posteriori album iniziarono a raccogliere molte critiche negative.

Durante la loro carriera, i Maiden vedranno uscite e ritorni da parte di Adrian Smith e Bruce Dickinson, Janick Gers, alla chitarra, compreso.

In sostituzione di quest’ultimo, entrò Blaze Bayle con una voce talmente differente che l’album “The X Factor” del 1995 cambia decisamente i suoni e rimane il disco e ed il periodo più contrastato della band, ad ogni modo fa seguito per “Virtual XI” nel 1998.

L’anno successivo rientrano a fare parte dei Maiden Bruce Dickinson che nel frattempo ebbe una carriera solista purtroppo non così fortunata come avrebbe meritato per la sua voce ed il chitarrista Adrian Smith registrando nuovamente tutti insieme il bellissimo “Brave New World” nel 2000 e “Dance of Death” nel 2003. Insomma, tornata l’ugola d’oro, sembrano lo scontento dei fans è risolto ed il successo lo si evinse con lo spettacolo al Rock in Rio del 2000.

Con “A Matter of Life and Death” del 2006, i Maiden vendettero tantissimo ma ci fu un grosso abisso  da parte dei critici divisi tra   l’ approvazione totale ed altrettanto dissenso. 

“The Final Frontiers” del 2010 trovò composizioni lunghe e molto strutturate, dividendo un’altra volta i fan tra i nostalgici del vecchio sound ed i simpatizzanti della nuova era.

Ultimo lavoro, discusso, della band è “The Book Of Soul”, altro lavoro molto complesso, sempre caratterizzato da brani lunghi e strutturati che effettivamente toglie la spontaneità dei precedenti album.

Tant’è che gli Iron Maiden con qualsiasi disco escano in commercio, hanno ai loro piedi il mondo del metal classico, sono passati dal punk, come band alternativa si sono appiattiti consegnando album sempre dello stesso stampo ma fu con il ritorno di Bruce Dickinson che la band riprese nuova vita. Sarà stata la sua carriera solista che discostandosi dal genere quasi oppressivo di Steve Harris, ha riportato con sè una qualità differente.  

Gli Iron Maiden hanno un aereo privato, l’Ed Force One, spesso pilotato dallo stesso Dickinson, possono vantare un merchandising alla stregua dei Kiss tanto è ricco e svariato, del resto gli Iron Maiden sono un’istituzione, o li ami o li detesti, noi li amiamo e ringraziamo il Ruskin Arms, locale londinese, che diede largo spazio ai live del gruppo, facendoli crescere e conoscere al grande pubblico. 

 

DISCOGRAFIA:

1980 – Iron Maiden

1981 – Killers

1982 – The Number of the Beast

1983 – Piece of Mind

1984 – Powerslave

1986 – Somewhere in Time

1988 – Seventh Son of a Seventh Son

1990 – No Prayer for the Dying

1992 – Fear of the Dark

1995 – The X Factor

1998 – Virtual XI

2000 – Brave New World

2003 – Dance of Death

2006 – A Matter of Life and Death

2010 – The Final Frontier

2015 – The Book of Souls


"FEAR OF THE DARK"

 

Siamo nel 1992, “Fear Of The Dark”, nono album del gruppo, diventa uno dei maggiori successi soprattutto in termini commerciali, magari non un disco supremo ma con buone musical metal. Prima fra tutte la title track che diventerà cavallo di battaglia assieme agli altri brani più datati e tra i più amati dal pubblico.

La voce di Bruce Dickinson oscilla tra un ottimo livello e la forzatura, in più vediamo anche Janick Gers integrato nella band.

Con questo disco gli Iron Maiden superano di gran lunga quello che sarà il prossimo album che vedrà Blaze Bayle alla voce ma ancora non lo potevano sapere.

“Fear Of The Dark” è forse l’album che più si avvicina al marchio Maiden, quasi a recuperare i vecchi fan.

“Afraid To Shoot Strangers”, un altro brano che entrerà a far parte delle loro hit maggiori, la bellissima ballad “Wasting Love” che diventa un singolo di successo, “Chains Of Misery“ è un altro brano da tenere in considerazione, “Fear Is The Key” “The Fugitive”, “The Apparition”, “Judas Be My Guide”, “Weekend Warrior”, tutti brani che non immettono assolutamente niente a ciò che la band ha ideato fino a questo album ma rimangono tuttavia dei brani soddisfacenti ed anche di facile ascolto.

Insomma, pur non essendo nulla di eccezionale a livello di novità artistica, questo album rimane una piccola perla della loro lunga e prolifica carriera.

 

TRACKLIST:

Be Quick Or Be Dead

From Here To Eternity

Afraid To Shoot Strangers

Fear Is the Key

Childhood's End 

Wasting Love

Fugitive

Chains of Misery

Apparition

Judas Be My Guide

Weekend Warrior

Fear Of The Dar