MARZO 2017

I Judas Priest fanno parte della scena musicale heavy metal britannica, la band è nata nel 1969 a Birmingham, formata dal chitarrista K. K. Downing e dal bassista Ian Hill, a cui si unirono il batterista John Ellis e il cantante Al Atkins. Tante band sono state influenzate dai Judas Priest prendendone lo stile, una carriera lunga e variegata con oltre 50 milioni di copie vendute in tutto il mondo e definiti "Metal Gods". 

Al Atkins scelse il nome del gruppo prendendo il titolo della canzone di Bob Dylan "The Ballad of Frankie Lee and Judas Priest". Nel 1973 nel gruppo entrò a farne parte Rob Halford. La band con John Hinch alla batteria fece da spalla a gruppi hard rock come Thin Lizzy e UFO. La Gull Records li mise sotto contratto nel 1974 e con Glenn Tipton come secondo chitarrista, il gruppo pubblicò “Rocka Rolla” il primo album, hard rock influenze progressive ed accettato con freddezza sia dal pubblico che dalla critica. Con l’arrivo di Alan Moore, nuovo batterista, la band organizzò un piccolo tour in Europa ricevendo buon riscontro, suonando brani che sarebbero stati contenuti nel secondo album “Sad Wings Of Destiny” che uscì nel 1976 e che diede la svolta verso il mondo dell’haevy metal divenendo la band che ispirò in seguito molti gruppi a venire. Nonostante il successo, la Gull Records pagava il gruppo con buoni pasto, firmarono così un contratto a lungo termine  con la CBS/Columbia. I Judas Priest, nel 1977 pubblicarono “Sin After Sin”, con una cover di Joan Baez “Diamonds And Rust” che uscì come singolo. Questa volta il tour di supporto al disco li vide protagonisti anche in America facendo breccia con le loro sonorità. Nel 1978 uscì “Stained Class”, l'album vendette solo in Nord America duecentocinquantamila copie, un successo.

I Judas oltre che con la musica, aveva dalla loro parte la presenza scenica, adottando borchie, pelle, anfibi e moto, il tutto condito con sottintesi neanche tanto velatamente sessuali, e religiosi, partecipando all’ immagine dell’heavy metal. Con la nascita della P.M.R.C. Parents Music Resource Center (Centro d'Informazione Musicale per Genitori), un'associazione nata negli Stati Uniti nel 1985 la quale valutava il profilo morale dei contenuti discografici, anche i Judas capitarono sotto la censura della stessa. Nel 1980 fu pubblicato “British Steel”, considerato la punta di diamante del gruppo e nel tour furono supportati Iron Maiden, ai tempi non tanto famosi. “Point of Entry” del 1981, fu un disco inferiore ma ritornarono alla grande l’anno successivo con “Screaming for Vengeance”, divenendo doppio disco di platino. “Turbo” del 1986, orientato per il mercato americano diede la sterzata, criticato dai fan più tradizionalisti, il pop metal del disco però portò i suoi frutti oltreoceano. Parteciparono al Live Aid, il concerto del 13 luglio 1985, voluto da Bob Gelfof e Midge Ure degli Ultravox, per ricavare fondi per alleviare la carestia in Etiopia. 

Star di “Heavy Metal Parking Lot”, documentario che mostrava l’affluenza di fan dell'heavy metal ad un concerto dei Judas Priest all'arena Capital Centre di Landover, nel Maryland, nel 1986.

Poi ci fu “Ram it Down” e fu un flop. Dave Holland abbandonò il gruppo e fu rimpiazzato da Scott Travis in più ci furono problemi con la legge. Nel 1990, il gruppo fu chiamato in tribunale per una causa mossa dalle famiglie di due ragazzi suicidi, con l’accusa di aver provocato i ragazzi a togliersi la vita tramite presunti messaggi subliminali, Il brano incolpato era la cover degli Spooky Tooth “Better By You, Better Than Me”. Risultati non colpevoli, pubblicarono “Painkiller”, con musicalità aggressiva rispetto ai dischi precedenti, il tour li vide insieme a Pantera, Megadeth e Sepultura.

Dopo la tournée, Halford lasciò la band per divergenze e fondò i Fight, con Scott Travis al basso e quindi portando via un membro ai Judas. Successivamente, i Judas sostituirono Halford con Ripper Owens, invece Halford sciolse i Fight nel 1995. Ai fan non piacque la scelta, con “Jugulator” del 1997, il sound del gruppo cambiò ancora, più aggressiva ed estrema. Nel 2001, fu la volta di “Demolition”, album che vide il crollo dell vendite, dopo l’uscita di “Live in London”, Owens si allontanò dai Judas. Rob Halford nel 2003 fece ritorno festeggiando la ricongiunzione con un cofanetto di 5 dischi, raccolta dei successi “Metalogy”. Il 2004 fu prolifico, i Judas Priest incominciarono un tour in Europa con gli Scorpions e fecero da headliner all'Ozzfest. “Angel of Retribution” che uscì nel 2005, torno ad un sound più classico che trovò il consenso da critica e fan. Un concept album fu pubblicato nel 2008 “Nostradamus”, basato proprio sull’immagine del profeta francese, un doppio CD con 23 brani con ausilio di orchestrazioni. Nel 2009 è la volta del live “A Touch of Evil”, con 11 tracce inedite Nel 2011. K. Downing abbandona la band e viene sostituito con Richie Faulkner. Nel 2014 uscì l’album “Redeemer of Souls” e per il momento, rimane l’ultimo che la band ha pubblicato.

 

Discografia:

Rocka Rolla 1974

Sad Wings of Destiny 1976

Sin After Sin 1977

Stained Class 1978

Killing Machine/Hell Bent for Leather [USA] 1979

British Steel 1980

Point of Entry 1981

Screaming for Vengeance 1982

Defenders of the Faith 1984

Turbo 1986

Ram it Down 1988 

Painkiller 1990

Jugulator 1997 

Demolition 2001

Angel of Retribution 2005

Nostradamus 2008

Redeemer of Souls 2014

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“Painkiller”

 

La title-track "Painkiller" inizia questo splendido album e con l’inizio così grintoso e la voce di Halford, fa di questo brano ciò che è lo spirito dei judas. "Hell Patrol", la seconda traccia, si avvale di un’atmosfera oscura, mentre "All Guns Blazing", risulta essere una vera e propria stilettata per i suoi ritmi e le chitarre potenti. Grande pezzo anche "Leather Rebel" borchie, cuoio e metal, un po’ la natura di Halford e compagni. Si passa poi a "Metal Meltdown" con un motivo mainstream ossessivo, ed ai due brani meno speed di tutto il disco."Nightcrawler" e "Between The Hammer & The Anvil". "A Touch Of Evil" che comprova la singolare bravura del gruppo. Completamente strumentale il brano "Battle Hymn”, composizione straordinaria a chiedere questo spettacolare album, c’è "One Shot At Glory" e arrivati a chiusura ci si trova a pensare che bisogna riascoltarlo assolutamente.

 

Tracklist:

1-Painkiller 

2-Hell Patrol 

3-All Guns Blazing 

4-Leather Rebel 

5-Metal Meltdown 

6-Night Crawler 

7-Between The Hammer & The Anvil 

8-A Touch Of Evil 

9-Battle Hymn 

10-One Shot At Glory