17 LUGLIO 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Il progetto Kaledon potrebbe definirsi “maggiorenne” ormai, gli anni di attività non sono pochi, ritenete cambiata la scena attuale rispetto al passato?

 

Ciao, innanzitutto grazie per questo spazio. E’ un piacere essere qui.

Beh si, la scena è cambiata radicalmente, e aggiungo anche un purtroppo.

Quando abbiamo iniziato noi, il solo fatto di arrivare a pubblicare un disco, era un impresa non da poco. Per arrivare a contattare le case discografiche del tempo, si dovevano inviare decine e decine di pacchetti fisici, per poi ricevere (dopo diverse settimane) una lettera di rifiuto prestampata. Non c’erano i social che aiutavano con la promozione, non c’erano i mezzi di oggi. Quindi tu mi dirai… beh… secondo questi dati, la scena è migliorata?! Ebbene… se da quel punto di vista (cioè strettamente legato a promozione e pubbliche relazione) è notevolmente migliorata, per tutto il resto si è creato un enorme voragine, che ha risucchiato tutto il resto. Basti pensare che oggi le case discografiche fanno pagare i gruppi per entrare nella loro scuderia, il che vuol dire che chiunque può mettere fuori un disco. Questo ha saturato il mercato, ed il risultato è stato una completa perdita di interesse nella musica. La gente non compra più… quasi non scarica nemmeno più… ascoltano distrattamente in streaming (con qualità discutibili) la musica, e ogni nuovo prodotto finisce nel calderone… Questa situazione porterà a breve a gravi conseguenze.

 

C’é una “mente” principale nel progetto oppure le composizioni e le parole vengono ideate da tutti? Dove trovate l’ispirazione?

 

Mi occupo io dell’80% di musica e testi. Ci tengo però a precisare che tutti contribuiscono in maniera eccelsa, e che ogni proposta esterna che arriva, finisce praticamente sempre su disco. In passato, con vecchi elementi della band, ci sono state delle divergenze artistiche, dovute a gusti e stili personali troppo diversi, per cui magari è stato scartato qualcosa perché troppo “fuori tema” ma, oggi questo non accade più… I gusti musicali della band sono molti omogenei. Inoltre io ho scritto il concept story sul quale si base l’intera discografia dei Kaledon.

 

Il genere da voi praticato risulta essere Power Metal, descrivetelo a parole vostre.

 

Ma ecco… se devo essere sincero, il termine Power Metal inizia a starci un pochino stretto. Di fatto non abbiamo mai fatto un disco intero di Power Metal. Abbiamo sempre avuto tante influenze diverse, e ci sono sempre stati brani di tanti generi. Ci piace spaziare, e soprattutto la musica segue il testo. Se il testo è romantico avrai un brano dolce, se il testo è epico avrai un brano epico e via di seguito…

 

Cosa manda avanti questa idea di far crescere il progetto Kaledon? Ci sono stati aneddoti particolari che vi hanno spinto ad andare avanti?

 

Sai… in quasi 20 anni di storia, di aneddoti ce sono stati milioni. Divertenti, tristi ecc. ecc. Come band abbiamo condiviso gioie e dolori, matrimoni, funerali e tanto altro. Abbiamo iniziato poco più che ventenni, e adesso ci ritroviamo con figli ecc. La cosa che ci fa andare avanti è la grande passione ed il grande interesse per questo mondo. La musica è vita, e di conseguenza… i Kaledon sono la nostra vita.

 

E’ possibile avere una vostra spiegazione del nome Kaledon?

 

Kaledon è il nome del regno in cui è ambientata tutta la Legend Of The Forgotten Reign saga, da me scritta nel 1997. Ogni disco è interamente basato su questo concept. I primi sei album erano in pratica i sei capitoli della storia. Dopo di che, siamo passati ad analizzare un personaggio per volta della storia. In pratica stessi fatti, ma narrati dal suo personale punto di vista.

 

La line-up ha subito cambiamenti, se possibile saperlo, come vi trovate ora?

 

Leggendo vecchie interviste, ho imparato che non devo più dire che va tutto bene, perché poi, sei mesi dopo c’era un cambio! Ahahahahh… Mettiamola così… oggi 13 Luglio 2017 ti dico che le cose vanno bene, anche se forse nel futuro prossimo potrebbe esserci qualche novità. Sai, non tutti sono portati per dedicarsi anima e corpo ad un progetto impegnativo come questo per cui… prima o poi, chi è fatto così… molla…

 

Pensate che ognuno di voi riesca ad influenzare in modo particolare il progetto con le proprie idee?

 

Quasi tutti! Come dicevo prima, chi si dedica anima e corpo a sperimentare, studiare, migliorarsi, crescere e chi più ne ha più ne metta, per forza di cose influenza gli altri. Anche con una semplice idea. Per farti un esempio stupido, Michele, il nuovo cantante, ha “influenzato” la band con le sue idee di gestione del palco, con un sistema audio (di cui ora non ti parlo sennò ci vorrebbero 6 giorni) che ci ha facilitato la vita.

 

La discografia posseduta da Kaledon é vasta ed intrisa di opere, escludendo l’ultimo album, quale dei vostri lavori preferite? Paragonatelo all’ultimo full-length.

 

…e accidenti è dura! Uno dei miei album preferiti è Chapter 4 e Altor, adoro molto anche Antillius. Purtroppo nessuno dei dischi passati è paragonabilea nuovo Carnagus: Emperor Of The Darkness, perché il nuovo lavoro è cupo, cattivo e oscuro. E’ un lavoro diverso e unico nella nostra discografia.

 

I temi trattati nei testi delle vostre tracce sembrano essere interessanti, come mai questa scelta?

 

Come ti dicevo prima, il tutto è collegato al concept fantasy che ho scritto, ormai molti anni fa. Adoro il fantasy e quindi sviluppai questa storia, che ormai mi porto dietro da 20 anni.

 

Come vedete il vostro futuro? Cos’altro potete raccontare riguardo Kaledon?

 

Vista l’attuale scena, come vedo il futuro? Proprio non lo so… Purtroppo siamo costretti a vivere alla giornata, e vedere come va. Riguardo al cosa possiamo ancora dire beh… ci sono tanti personaggi che potrebbero essere analizzati, e che potrebbero ricevere un intero album a loro dedicato. SE le condizioni di mercato non peggioreranno, ci lavoreremo nel prossimo futuro. Per adesso è tutto, ti ringrazio per questo spazio.

Ciao, Alex Mele