Genere: Heavy Metal 

Data di rilascio:  Settembre 2015

 

"Oh my God what I've done?

I took the horse from Satan's son."

 

Ed è con un semplice EP formato da 4 brani, che una band come gli Eisenhauer hanno lasciato il segno. Quartetto teutonico formato da Christian “Waxe” Wagner, (Vocals, Chitarra), Simon Bihlmayer (Chitarra), Thomas “Ase” Aschermann (Basso), Johann Bechteler (Batteria), dimostrano fin dalle prime note un’originalità fuori dagli schemi. 

Il progetto si apre con Sail My Soul: accattivante fin dalle prime note, presenta elementi heavy metal combinati con lo stile trash. La voce di Waxe risulta molto pulita seppur graffiante in alcuni momenti. Ne viene fuori un brano particolare, che sebbene richiami talvolta alla mente sonorità tipiche dei Black Sabbath, mostra una peculiarità amplificata dalla calda tonalità della voce. 

Horse of Hell si apre in maniera più cupa e malinconica, e avanza con un riff potente ed estenuante, pur non eccedendo nella velocità. Si tratta di un bando tipicamente heavy con influenze heavy che ricorda molto lo stile degli Iron Maiden. Il testo è interessante: racconta l’esilarante storia di un ragazzo che osa rubare il cavallo nientepopodimeno che al figlio di Satana. 

Never Surrender si mostra decisamente più spietata della precedente, con sonorità violente seppur fedeli allo stile adottato antecedentemente. Si mostra quasi come una continuazione più veloce e sferzante di Horse of Hell, ma non esplode mai.

Eisenhauer, l’ultima track, si rivela decisamente più intraprendente rispetto alle altre; ma anche qui si può notare quanto la band abbia evitato di lasciare esplodere totalmente le proprie sonorità. In questo caso la voce lascia tonalità calde per diventare graffiante, incisiva e quasi violenta.

In generale, sembra un EP ben riuscito nonostante la brevità, riesce a mantenere i toni classici dell’heavy metal senza scimmiottarlo. L’unica pecca è che sembra ci sia qualcosa che blocchi la band nel creare qualcosa di più esplosivo; sembra sempre sul  punto di spiccare il volo ma alla fine si mantiene sempre sulla stessa linea. Apprezzabili i testi, i riffs e vocals, si sposano bene e creano brani molto omogenei e originali nel loro piccolo. Consiglierei dunque al quartetto di osare di più e lasciarsi andare nel loro nuovo progetto, così che la loro potenzialità venga infine sfruttata al massimo.

 

 

Lila

75/100