16 AGOSTO 2017

Band: Infinitas     


Titolo: Civitas Interitus


Genere: Melodic Thrash Metal - Folk Metal

Produzione indipendente

Data di pubblicazione: 5 maggio 2017

Tracklist:

1.The Die Is Cast

2.Alastor

3.Samael

4.Labartu

5.Aku Aku

6.Skylla

7.Rudra

8.Morrigan

9.Amon

10.A New Hope

 

Line-up:


Andrea Böll – Voce, Percussioni

Laura Kalchofner – e-Recorder, Background Vocale


Pauli Betschart – Basso, Background Vocale


Pirmin Betschart – Batteria, Voce, Percussioni, Clarinetto


Selv Martone – Chitarra, Strumenti virtuali 

Gli svizzeri Infinitas, nati nel 2009, un EP alle spalle e che si presentano con il concept album di debutto “Civitas Interitus”, auto prodotto ed auto distribuito, uscito il 5 maggio scorso. Singolare disco questo, composto da dieci brani, in cui la musica thrash si dipinge di folk medievale, con la melodica voce femminile di Andrea Böll che risulta essere impetuosa nei tratti in cui si destreggia con la musica, che va detto, riesce ad incantare per l’atmosfera. 
L’album inizia con un intro in lingua tedesca, che ahimè non capisco, per poi passare al primo e vero proprio brano dell’album, “Alastor”, un pezzo decisamente heavy metal, graffiante e granitico in cui la cantante accenna anche un growl iniziale. "Samael” è orientato già alle note medievali in cui si affacciano anche il violino e la voce maschile ed è un brano veramente ottimo sia per composizione che per esecuzione.
Ancora medievale la traccia "Labartu", uno di quei brani in cui chiudendo gli occhi si può immaginare di essere ovunque, cullati dalla musica, in special modo nella prima metà della canzone poiché si trasforma poi in un vortice più veloce fatto di chitarre e ritmo sostenuto.
Si passa alla tranquillità con la traccia "Aku Aku", brano totalmente musicale, quasi onirico, in cui si riesce ad apprezzare l’ariosità degli strumenti fino ad ora sempre irruenti.  Una sorte di pace attraverso la quale gli Infinitas accompagnano alla sesta traccia “Skylla”. Questa risulta essere più mainstream rispetto alle canzoni fino ad ora ascoltate, diciamo che risulta essere un po’ fuori posto nel contesto dell’album ma nella quale si può sempre apprezzare i vocalizzi.
Si torna all’atmosfera heavy folkoristico misto a thrash con "Rudra", così come nella traccia successiva "Morrigan". Quest’ultima si avvale persino di un gorgheggio lirico, sempre ad opera della frontwoman Andrea.
La nona traccia, "Amon", è aperta dal violino ed in cui non si può non notare l’eleganza con la quale la band riesce a trasmettere alcune emozioni.
Al decimo brano, "A New Hope", è dato il compito di chiudere questo album, una traccia che inizia con un parlato in lingua tedesca e prosegue con arie che danno l’idea di essere immateriali tanto riescono ad essere leggere. Il suono delle onde che accarezzano, dalla metà del brano, esplodendo poi in una roboante ripresa.
“Civitas Interitus” è un buon prodotto, un ottimo biglietto da visita per gli Infinitas, un debutto molto interessante con cui la band si presenta al pubblico.
Sicuramente questo disco piacerà a chi è solito ascoltare epic metal e a chi ama il thrash con differenti influenze.

 

Valeria Campagnale
78/100