23 GIUGNO 2017

Gli Sweeping Death sono una band bavarese di progressive thrash metal.
Hanno iniziato nel 2012 e dopo un singolo uscito nel 2016, arrivano ora con un EP autoprodotto.
La formazione comprende: Andreas Berti al basso, Tobias Kasper batteria e piano, Markus Heilmeier chitarra, Simon Berti chitarra e coro ed Elias Witzigmann voce.
L’EP si presenta con una copertina originale che pur mantenendosi inquietante, ricorda nello stile certi gruppi prog psichedelici dei primi anni 70. Qui la band tedesca sembra dare molta importanza agli intrecci delle due chitarre e all’alternanza o sovrapposizione delle due  voci.  Per quanto riguarda il concetto di progressive è più da intendere come uno stile musicale dove i brani sono costituiti da vari cambiamenti e diversi modi di  elaborare  i motivi melodici  ecc... e non come hanno fatto altri gruppi thrash dove era più che altro la tecnica musicale che veniva usata in modo virtuoso  e complicato; questo rende la band meno pretenziosa,  lasciando però un ascolto più fluido che non stanca l’ascoltatore.
Il primo brano è "My insanity" ed inizia con un riff di chitarra in stile arabeggiante e ci introduce, subito. ad un ritmo thrash con un cantato melodico  ad alti toni, tipico del thrash  metal anni 80 e difatti la loro proposta si ispira a quegli anni. Il cantato ogni tanto si incupisce e diventa stridulo e greve per poi ritornare pulito, giocando sulle due voci della band, proseguono con assoli tirati ma molto melodici e a dire il vero molto ben fatti, lasciando una piacevole sensazione all'ascoltatore. Infine una risata maniacale chiude il pezzo quasi a sorpresa... bel brano che ti trasporta in un  vortice senza farti stancare.
‘’Pioneer of time’’ è aperta da una rullata di batteria e poi le chitarre partono in un rincorrersi tra loro che fa rimembrare i vecchi Iron Maiden, mentre le due voci (questa volta più cattive) cantano in alternanza fino a giungere ad un coro melodico e tragico che sembra provenire da qualche disco grunge anni 90, mentre in altri punti il cantato mi ricorda il Gene Simmons dei Kiss. Il brano ha un break di piano per poi esplodere ancora più rabbioso di prima con la chitarra che sembra imitare giri classicheggianti. Il pezzo è meno immediato del precedente  e più lungo ma superiore come composizione… decisamente bello.
‘’Astoria’’ è la title track  che apre con chitarra e piano  in modo melodico e ritmato allo stesso tempo, sempre in stile classicheggiante, poi si dipana in un tema stile cavalcata drammatica e  melodica,  allontanandosi alquanto dallo stile thrash anni 80 iniziali.  Partono, poi, vari intrecci chitarristici non molto veloci ma comunque grintosi e piacevoli.
‘’Devil's dance’’ è un  pezzo leggermente tirato ed è  il meno variato del disco, il quale  finisce con una serie di assoli dove si torna a riprendere le melodie orientali.
‘’Death & legacy’’  inizia con un bell'intreccio di chitarre sorrette dalla batteria e ci portano in un giro thrash, questa volta abbastanza tirato  e con accelerazioni ulteriori, il  cantato si adegua  con momenti rochi e altri melodici e  dopo un poco ci si trova a pogare nella stanza... Giunge allora un break parlato con chitarra lontanamente psichedelica e la chitarra prorompe infine in un lungo assolo molto ben fatto.
‘’Till death do us part’’ che chiude l'opera, apre con il piano suonato in maniera classico-gotica e la chitarra che segue non è da meno. Le chitarre iniziano a giocare tra loro con melodie molto azzeccate e il coro vocale si erge in lontananza,  mentre il pezzo infuria sempre più, portandosi all'acme della drammaticità per poi spegnersi quasi di colpo, lasciandoti la sensazione di voler riascoltare l'album daccapo e questo non e cosa da tutti.
La band in questo EP dimostra che, pur suonando un genere non di certo nuovo, ha saputo mantenersi su un piano compositivo ed esecutivo sicuramente valido ed un po’ inusuale  senza aver comunque inventato nulla di nuovo. Ma quando una band riesce a produrre un disco che ha la capacità di far vedere le abilità stilistiche dei vari membri, senza però apparire ampollosi o troppo tecnici sfornando, invece, dei pezzi validi, piacevoli e freschi, si riesce a dare un valore aggiunto.
Aspettiamo, ovviamente, l'arrivo del loro primo album completo.

 

Triplax Vermifrux

85/100