4 LUGLIO 2017

Nel 2009 una nuova anima progressive metal nacque dalle ceneri, come una leggendaria fenice dorata. Il suo nome è Virtual Symmetry e nascono a Lugano, nella Svizzera italiana, da un’idea non dichiarata – ma dimostrata attraverso arbitrarie scrittura ed esecuzione di primo materiale musicale – da Valerio “Æsir” Villa. Inizialmente, è proprio l’attuale chitarrista milanese a prodursi e suonare tutti gli strumenti, fino all’arrivo. Il 2012 vedrà l’ingresso dell’unica e sola formazione: Alessandro Poppale al basso, Davide Perpignano alla batteria, Mark Bravi alle tastiere e Marco Pastorino (Temperance) alla voce. Il 2014 vede l’uscita del singolo “Program Error (We Are the Virus)”, che rivela la loro identità post-apocalittica, del manto più ambito del progressive metal. La loro musica non può che suonare Virtual Symmetry, attorno stili Dream Theater e Masterplan. Nel 2016 “Program Error (We Are the Virus)” sarà la seconda traccia del full-length di debutto, “Message from Eternity”. Un maestoso prodotto progressive metal italiano e degno di essere ricordato fra le sonorità Dream Theater, rese Virtual Symmetry con l’aggiunta di una certa alchimia. L’alchimia che sarà resa più tattile e tangibile nell’EP successivo, “X-Gate” (2017), dotato di tre brani decisamente importanti per i luganesi. “Eyes of Salvation”, inizio del concept dell’ascensione immaginifica dell’anima, inizialmente riprodotta al contrario, per poi in seguito essere annunciata dall’iniziale strada verso la fine della vita. Poi, i tasti bianchi e neri del maestro, Mark Bravi, e l’accesso del carrozzone Virtual Symmetry, inizializzano il percorso di ascensione del portale X. Le urla infuocate e illuminate di Marco Pastorino, la formidabilità della sintonia fra chitarra e tastiera, i tempi dispari di Davide Perpignano, in sintonia col suo bassista, Alessandro Poppale, guidano l’ascoltatore minuto per minuto, secondo per secondo, alla simbolica seconda traccia, “Alchymera”, dove fantascienza, alchimia, filosofia e istrionismo si mescolano al progressive nudo e crudo del brano. In questa traccia c’è la demarcazione fra l’essere umano e l’essere “oltreumano”, sempre persi nei giochi di arpeggio fra chitarra e tastiera, in moderati e metamorfizzanti ritmi che, in seguito, strapperanno una lacrima all’ascoltatore più in sintonia con tonalità e insiemi di scale melodiche che richiamino alla nostalgia. Lo straziante abbandono della vita terrena, in una chimera alchemica, tradotti da i lamenti più espressivi negli assoli di chitarra e negli effetti speciali orchestrali e sinfonici, condurranno all’aggressività con cui terminerà “Alchymera”, lasciando spazio ad “Elevate”. Qui, la luce dell’eternità (che fa eco al primo album) sarà puntellata da armoniose e lente nenie del cuore di un ancora semidio, di cui è data percezione di buona azione. La traccia sembra rimanere in una sua dolcezza, ma verrà in seguito smascherata da suoni più vivaci e sornioni, quasi apatici e puramente tecnici, come la ritmica d’altronde. Qui è la fine a fare la differenza, dove gli ultimi tocchi di pianoforte di Mark Bravi guideranno alla conversione totale del semidio in dio. Effetti sinfonici e industrial si mischiano alla malvagità e al delirio di onnipotenza di un uomo che ha raggiunto l’”X-Gate”… ma il tutto si interrompe, lasciando al tintinnio dello stetoscopio il beneficio di essere la perfetta introduzione dell’ultimo movimento di piano, in scala maggiore. Insomma, lieto fine o fatalismo terminale? In questo EP, i Virtual Symmetry riescono ad incanalare un estro poetico decisamente polare. La capacità di trascinare nel concept l’ascoltatore fortunato donerà forti emozioni allo stesso, garantendogli di attingere completamente alla radice sensoriale dell’EP. Oggettivamente, è in EP lavorati come questo che la sola presenza di tre tracce è il giusto equilibrio atto a completarne la loro struttura portante. Il significato di “X-Gate” ruota attorno la morale che il delirio di onnipotenza insegni indirettamente a ciascun essere di essere inutile e iniquo al realizzarsi. Il vero e proprio “X-Gate” è l’insieme di tutte le menti, dotate di un loro nucleo ed una loro originalità. Il delirio di onnipotenza è sintomo di guerra! L’X-Gate, dunque, non può che non essere un luogo immaginifico tendente al concreto.

Che cosa ci aspetterà, dunque, dopo questo grande traguardo dei Virtual Symmetry di Lugano? Di certo, l'originalità è sottesa all'eguagliarsi a loro modo a gruppi come Dream Theater, Masterplan o Persefone.

 

Alexander Daniel

78/100