Band: 1000Dead

Album: 1000Dead

Rilascio: 17 marzo 2017 (in Europa)

Etichetta: Metal Scrap Records

 

1000Dead. No, non è il nome di un film horror degli anni ’90, ma il nome di una band, composta da 3 metalheads, che vanno ad aggiungersi alla schiera dei sostenitori del metal greco. Nati a Rethymno, nei primi mesi del 2013, i 1000Dead non hanno perso assolutamente tempo in chiacchere e si sono messi subito al lavoro per scrivere materiale inedito, dando vita, l’anno successivo, ad una demo di 3 pezzi, che ha scosso subito un discreto successo! A Settembre 2016 vede la luce “1000Dead”, il primo full-lenght autoprodotto, contenente 11 brani, e, successivamente, a Marzo 2017, la band firma un contratto con la Metal Scrap Records, rilasciando cosi il full album sotto tale marchio. 

L’obiettivo principale dei 1000Dead è quello di farvi scapocciare e demolire i timpani, grazie al loro inconfondibile genere: un Hardcore con influenze decisamente Thrash Metal, un concentrato di riff sfrenati e taglienti, mescolati a potenti breakdown, i quali vi porteranno a tirare pugni e testate ovunque!

Tutte queste fantastiche caratteristiche le troviamo immediatamente nel primo brano, “Lying Trough Teeth”, in cui si possono sentire i cazzotti metallici in faccia che la band vuole tirare, il tutto caratterizzato dal riffing degli strumenti di stampo prettamente Thrash uniti, nei bridge successivi, a micidiali breakdown “Metalcore style”, risultando di distruttivo impatto. Insomma, un pezzo brutale, aggressivo e super diretto all’ascolto. Gli altri 10 pezzi viaggiano su questa linea d’onda, quindi, fin qui nulla di nuovo, come tanti di voi penseranno...

La differenza dello stile particolare del gruppo, lo notiamo nel combinare la cattiveria Thrash-core, che lo caratterizza, allo sperimentalismo e nell’elaborazione di intermezzi più melodici e armonizzati, soprattutto in fatto di tecniche vocali. Troviamo anche una piccola componente derivante dal Jazz (si, avete letto bene: Jazz!) nella traccia “Post-War Blues”, in cui le feroci parti ritmiche si legano in maniera perfetta agli intermezzi creati da una serie di accordi dalle sonorità molto tese! Logicamente non parliamo di influenze estremizzate a miliardi di generi, ma di piccole sfumature che la band ha concesso ai pezzi, per spaziare dalle terrificanti schitarrate in sedicesimi e dal blast beat violentissimo. Sfumature, che, a nostro avviso, hanno dato quell’impronta moderna in più ai suoni ed allo stile della band (basti sentire pezzi come “Unveil Hatred”, “Stonework”, “Unplug Me”, Dignity….A Dying World” oppure “Noise/Pain”). I brani restanti rimangono una vera e propria garanzia per gli amanti del mosh e dell’headbanging, i quali mettono, comunque, benissimo in risalto la tecnica dei 3 pionieri greci, non solo dal punto di vista strumentale, ma anche da un punto di vista canoro, data la tecnica utilizzata dal cantante/chitarrista Nikos Marinakis, caratterizzata da un falso cordale che si intreccia perfettamente con un growl decisamente grezzo e truce.

Nonostante “1000Dead”, sia il primo full album di una band che sicuramente avrà la possibilità di portare a casa le proprie soddisfazioni, c’è da considerare il fatto che, non essendo un genere nato ieri e che la schiera di gruppi che ne fanno parte non è esattamente povera, sarà altrettanto dura per i thrashers greci fare breccia in una concorrenza cosi vasta ed in continuo aumento. 

In ogni caso, “1000Dead” è sicuramente un eccellente primo risultato ottenuto dalla band sino ad ora, il quale non deluderà di certo le aspettative dei metallari più insensibili ed irrequieti, e che potrebbe determinare il consolidamento, tanto lavorato, di uno stile unico e moderno, mettendo in risalto la band stessa. “1000Dead” costituisce l’aggressività e la potenza di cui ogni amante del Thrash-core va ghiotto e il tentativo della band di unire generi cosi diversi a favore degli ascoltatori più curiosi.

Precauzione: se non desiderate troppo la sensazione delle gengive rotte o delle badilate in testa, allora vi consigliamo vivamente di passare ad altro!

 

 

Simone Zamproni

91/100