17 NOVEMBRE 2017

I Divine Weep sono una band polacca fondata dal chitarrista Bart e dal batterista Daro nel 1995, nascono come band Black Metal, ma se da Tears Of The Ages vi aspettate questo, beh, vi sbagliate di grosso. Infatti, dopo un paio d’anni passati su più di una trentina di palchi e successivamente aver rilasciato un demo di nome Promo 97, i Divine Weep subiscono una forte battuta d’arresto che li vedrà fermi fino al 2010, anno nel quale esce il loro secondo demo che ha tutto un altro sapore. Infatti vanta sei canzoni inedite e una cover degli Iron Maiden composte secondo le nuove e più mature influenze musicali di Bart, che hanno origine circa dieci anni prima, infatti abbandonano quasi completamente il Black per dedicarsi ad un Heavy Power più definito.

Nei successivi due anni dal rilascio del secondo demo entrano a far parte dei Divine Weep i talentuosi Przemek e Jano, rispettivamente come chitarrista ritmico e bassista. Con una formazione finalmente stabile e salda ecco che nel 2013 esce il loro primo full-length “Age Of Immortal" che vede come cantante lo stesso Bart; ma si sa, specialmente nel Power Metal il chitarrista solista ha l’arduo fardello di mantenere una tecnica mostruosa, veloce e precisa, cantare complica le cose di parecchio; per questo motivo nel maggio dello stesso anno si aggiunge alla line up Igor, che assume proprio il ruolo di cantante, nonché frontman. Nel 2014 Przemek viene sostituito da Darek Moroz e la band coglie l’opportunità di collaborare con artisti del calibro dei Vader e di Blaze Bayley (ex-Iron Maiden). Con questa nuova line up i Divine Weep nel 2016 registrano “Tears Of The Ages", nello studio Hertz, purtroppo però quando l’album uscì ci fu anche l’abbandono di Igor dalla band e dalla scena per motivi personali. Fu sostituito da Kamil Budzinski. Perché prima dicevo che non hanno abbandonato del tutto le origini Black? Ad un primo e superficiale ascolto di "Tears Of The Ages" vi sembrerà di avere tra le mani un classico album Power metal da manuale.

In realtà basta sentire anche solo più attentamente la batteria per capire che i Divine Weep vogliono comunque mantenere una certa cattiveria ritmica, cattiveria che si contrappone comunque con l’importante presenza di composizioni che prediligono tonalità in maggiore, tipiche del Power metal.

L’album apre con un’energica Fading Glow, mutevole canzone dalle connotazioni davvero particolari, molto apprezzate le improvvise interruzioni di tempo che sembrano dar ancora più senso al titolo. Ma la vera identità dei polacchi Divine Weep emerge con "Day of Revenge", infatti si possono sentire le linee guida che caratterizzeranno l’intero album: cambi di tempo, inusuali per una band Power, grandi competenze tecniche sia in composizione che in esecuzione di assoli e varie influenze musicali mischiate in un connubio di pregevole fattura. Altro brano davvero interessante e prova di un songwriting davvero azzeccato oltre che caratteristico, come l’intero album del resto, di una qualità audio impeccabile, è "Petrified Souls"; qui i Divine Weep sfornano riff di batteria tipici del Thrash, chitarre che svecchiano di molto idee Heavy anni “80 e un cantato in tutto e per tutto Power. Igor è un grande cantante, su questo non ci piove. L’album si conclude con la Title Track, disponibile anche in lingua originale (polacco) in una bonus track: Łzy Wieków, facendo capire che i Divine Weep ci sono, sono presenti nella scena e hanno energia da vendere! Si trova anche la Title Track dell’album precedente: "Age Of The Immortal".

In conclusione questi Divine Weep sono una piccola perla del genere che non si fanno scrupoli a palesare le loro influenze musicali (Iron Maiden su tutte) portando l’Heavy Power, ormai abbastanza saturo, su un gradino più alto. Consigliatissimo per gli amanti del genere.

 

Francesco Goi

 79/100