27 GENNAIO 2019

 

DOMANDE A CURA DI MELISSA GHEZZO

 

Rispondono Giangabriele Lo Pilato (chitarra) e Danilo Ficicchia (batteria)

 

Benvenuti su IVL, come vedono la luce gli EVERSIN?

 

Giangabriele: Grazie mille Melissa. Gli EVERSIN nascono verso la fine del 2008 da una idea mia, di Ignazio Nicastro (basso) e di Angelo Ferrante (voce). Dopo aver provato diversi batteristi, nel 2013 a noi si è unito in pianta stabile Danilo Ficicchia (batteria). Abbiamo pubblicato quattro album tutti per la My Kingdom Music, ultimo dei quali è “Armageddon Genesi” uscito alla fine di giugno. Da circa quattro anni abbiamo iniziato a calcare palchi di livello internazionale e fortunatamente possiamo vantare di aver partecipato ad alcuni dei più grandi festival europei tra cui il Rock Avaria ed il Rock Off e di aver diviso il palco con gente come Iron Maiden, Slayer, Megadeth, Annihilator, Carcass e molti altri.

 

 Vi definite Post Thrash Metal... Cosa volete intendere?

 

Giangabriele: siamo una band Thrash Metal abbastanza atipica,  il nostro sound, il nostro modo di scrivere sono abbastanza lontani dai classici stilemi dettati dai mostri sacri del genere. 

 

Avete influenze legate a Testament, Death Angel, Slayer.... Cosa vi differenzia dalle altre band che fanno il vostro genere?

 

Danilo: ognuno di noi ha delle personali influenze diverse tra loro cosa che contribuisce a rendere lo stile della band unico e riconoscibile. Poi è ovvio che molte band piacciono a tutti all’interno del gruppo quindi Slayer, Annihilator, Metallica, Megadeth, Testament, Speultura, Grip. Inc. sono band che ci mettono da sempre d’accordo. Col tempo siamo riusciti a farsì che la nostra musica potesse attingere sempre meno da questi mostri sacri per poter così creare una nostra precisa e ben formata personalità musicale cosa che nel panorama odierno, fatto di band clone, ci differenzia non poco. Noi siamo ben coscienti che il percorso musicale che abbiamo scelto di intraprendere è un percorso molto rischioso, abbiamo sempre seguito il nostro istinto componendo sempre ciò che ritenevamo più opportuno, senza mai pensare a come sarebbe stato accolto un album cosa che nel corso degli anni ci ha esposto a moltissime critiche ma allo stesso tempo ha fortificato in noi il desiderio di essere sempre una band riconoscibile e con una forte personalità

 

Armageddon Genesi è il vostro ultimo lavoro, in cosa vi rappresenta questo disco?

 

Giangabriele: Armageddon Genesi è’ il miglior disco che abbiamo mai registrato, almeno fino al prossimo. A parte lo scherzo, non cambierei una virgola di ARMAGEDDON GENESI, è un macigno senza eguali, veloce, devastante, monolitico e fottutamente ispirato. Lascia senza fiato e senza muscoli del collo. Ha un trademark ben definito e riconoscibile e riesce a far luce in maniera completa su ciò che è la band oggi.  Perdona la mia presunzione, ma ti invito a trovare, tra le band italiane e non, oggi nel 2018, un prodotto simile, un disco che, nel panorama Thrash odierno, suoni come il nostro, che abbia le stesse caratteristiche tecniche e compositive. 

 

Tra il 2010 e questo 2018 sono usciti cinque album, che cosa lega queste cinque uscite discografiche?

 

Giangabriele: Il primo disco “Divina Distopia” risentiva molto di un’immaturità compositiva legata alla nostra giovane età, e pur essendo un signor disco, farei davvero tante modifiche. Dal secondo album in poi, cioè da Tears on the Face of God del 2012, passando per Trinity: the Annihilation del 2015 fino ad arrivare all’odierno Armageddon Genesi, la band è maturata ed è riuscita a creare uno stile preciso, potente, dinamico e riconoscibile. Un tratto che lega questi tre dischi è la costante ricerca di un’evoluzione musicale che va ad arricchire sempre più il nostro Thrash Metal.

 

Le vostre pregresse esperienze musicali in che modo hanno contribuito a formare la vostra consapevolezza?

 

Danilo: hanno arricchito un background già di per sé abbastanza ricco facendo in modo che la nostra musica potesse esser sempre più matura e ben composta. Inoltre ci hanno insegnato a stare all’interno di una band, a rispettarne i ruoli e a condividere praticamente tutto.

 

Il vostro potente sound è entrato in contatto con artisti molto conosciuti in Europa ed oltre oceano, avete condiviso il palco con nomi illustri come Blind Guardian, Soulfly, Carcass, Death SS... Queste personalità del metal, anche italiano, come hanno contribuito a migliorare la vostra musica?

 

Giangabriele: avere la possibilità di stare fianco a fianco con certi professionisti è un privilegio, poter parlare, imparare e confrontarsi con artisti di quel calibro non è cosa che succede tutti i giorni. Abbiamo imparato moltissimo, da come si tiene il palco a come ci si relaziona con il pubblico e con gli addetti ai lavori. Da quando abbiamo iniziato a calcare palchi di alto livello abbiamo iniziato a vedere le cose in maniera diversa e la cosa ha davvero giovato alla band. Potrà non piacere a molti ma adesso gli EVERSIN sono una band internazionale, è un dato di fatto.

 

Siete siciliani, una regione difficile per quanto riguarda il metal. Chiedo sempre un'ultima riflessione... Cosa pensate dell'attuale scena metal italiana ed in particolare modo come vedete la musica nella vostra regione?

 

Danilo: La scena italiana è una buona scena, fatta da buone band e da ottimi musicisti ma purtroppo manca di coesione. Spesso ci si perde dietro stupide liti che di certo non aiutano nessuno. In Sicilia la situazione non è assolutamente diversa, anzi. Purtroppo invidia e malelingue hanno sempre troppo spazio.