26 OTTOBRE 2018

Oggi si parla di un gruppo veterano, gli Anguish Force, che sono da poco uscito con il loro nuovissimo album Chapter 7. Non è semplicissimo raccontare la loro lunga storia. Il chitarrista LGD, infatti, inizia a comporre nel 1988. Le sue idee hanno però la possibilità di divenir concrete solo nel 1995, quando, non senza difficoltà, riesce a mettere su una band. Il nome scelto per il progetto è semplicemente Anguish. Nel corso degli anni successivi, come spesso capita, la band deve lottare contro diversi cambi di formazione. Nel 2002 il gruppo si fa chiamare definitivamente Anguish Force, per poi pubblicare il primo omonimo album l'anno successivo. La band sprizza di creatività, e nel 2005 vede la luce 2: City of Ice. Gli Anguish Force propongono un heavy metal pestato e potente, con tinte power e thrash, che permette loro di emergere nel circuito underground. Nel 2006, dopo aver fatto uscire l'EP Defenders United, il quintetto entra in contatto con la prestigiosa My Graveyard Production. Nel biennio 2008-2009 escono ben due album: Invincible Imperivm Italicum e Created 4 Self-Destruction. Seguono Atzwang (2012) e Sea Eternally Infested (2014).

E quindi arriviamo al presente. Chapter 7 apre le danze con la title track, che di fatto è un'intro strumentale che sfoggia le ottime capacità tecniche della band. Forse è un po' troppo lunga, ma tutto sommato riesce a scorrere abbastanza bene. La prima vera traccia è quindi Karma's Revenge, un pezzo veloce e pestato. Molto divertente, anche se non particolarmente sorprendente. Don't Lose The War è più lenta, caratterizzata da un riff principale molto efficace. In generale, il pezzo ben costruito, impreziosito da un ottimo assolo di chitarra. The Other 11 September e Planned Earthquake, invece, sfociano nel thrash. L'impatto è ottimo, e in sede live queste composizioni promettono davvero di dare spettacolo. La sesta composizione, Under The Streets, è una traccia molto più sull'heavy metal, che comunque mantiene lo stesso un gran tiro, ed è caratterizzata da un memorabile ritornello e da un altro ottimo solo di chitarra. Con Waiting For The Call si ritorna verso il thrash, con immutato impatto ed efficacia. L'ascolto prosegue con The Punishment, cavalcata che soffre un po' il confronto con le più che promosse tracce precedenti. L'oscura The Book Of The Devil è suonata veloce e con un gran tiro, ma ormai c'è poco da aggiungere alla qualità di Chapter 7. Tuttavia ci sono ancora due pezzi da ascoltare. So It Was ricorda molto i Judas Priest, soprattutto nella prima parte. La composizione ha delle buone idee, ma con i suoi 9 minuti non sembrava così necessaria. Termina l'opera una divertente cover di Thunder In The Thundra dei Thor.

Chapter 7 merita sicuramente di essere ascoltato. Molti pezzi sono davvero validi e interessanti. Il livello generale degli Anguish Force è senza dubbio alto. L'unico difetto che si può trovare è l'originalità. Infatti, non è un album rivoluzionario o innovativo. Le influenze dei grandi gruppi thrash e heavy metal che conosciamo tutti sono molto riconoscibili. Ma il tutto è confezionato molto bene, e ciò non è mai scontato.

 

Tracklist:

Chapter 7

Karma's Revenge

Don't Lose The War

The Other 11 September

Planned Earthquake

Under The Streets

Waiting For The Call

The Punishment

The Book Of The Devil

So It Was

Thunder In The Thundra

 

Formazione:

LGD: chitarra

Kinnal: voce

Luck Az: chitarra

Tumbler: basso

Pemmel: batteria

 

Giovanni Casareto

85/100