2 AGOSTO 2018

Gli Eversin si formano nel 2008 ad Agrigento. Nel 2010 entrano nel roster di My Kingdom Music per rilasciare il loro primo album, “Divina Distopia”, seguito due anni dopo da “Tears On The Face Of God” che ha visto un’apparizione di Tony "Demolition Man" Dolan (Venom) tra i guest. Il disco porta loro grandi soddisfazioni: grazie ad esso dividono il palco con gruppi quali Death Angel, Destruction, Suicidal Angels, Carcass e molti altri, calcando palchi anche fuori dall’Italia, come il Rock Off Turkey a Istanbul.  Nel 2015 esce il loro terzo album, “Trinity: The Annihilation” che mostra la loro maturità a livello musicale, e i consensi raccolti in ogni dove li portano a calcare i palchi di prestigiosi festival europei e non (tipo Rockavaria in Germania, ancora il Rock Off Turkey o il Chania Rock Festival in Grecia). L’anno successivo esce un Ep di 4 tracce, “Flagellum Dei”, e finalmente arriviamo al 29 giugno 2018, giorno in cui vesce la nuova release degli Eversin: si tratta di "Armageddon  Genesi", il loro quarto album in carriera. 

Avevamo lasciato gli Eversin maturati in quanto a composizione e produzione: “Trinity: The Annihilation” era infatti un lavoro ben strutturato con una produzione chiara rispetto ai precedenti lavori. “Flagellum Dei” invece lasciava interrogativi riguardo l’uso di basi elettroniche, utilizzate in “We Will Prevail”: furono solo un esperimento oppure simboleggiavano un ipotetico futuro musicale della band?

Se si dovesse riassumere il disco con una parola, questa sarebbe “maturazione”. Sì, sembra scontato dirlo parlando dell’ultima release in ordine temporale, eppure nella carriera degli Eversin questo album rappresenta il picco più alto di maturità compositiva. Maturità che si esprime anche nel tentare di mescolare il thrash con nuove strade, nuovi orizzonti. Ne è un esempio “Soulgrinder”, dove alle melodie thrash si aggiunge una nota groove. Nota bene: alla chitarra qui abbiamo come guest Ralph Santolla, storico chitarrista che collaborò con Obituary e Deicide e scomparso prematuramente questo 6 giugno. Oppure in “To the Gates of the Abyss” dove il ritmo rallenta e si fa cadenzato anziché spingere al limite il pedale sull’acceleratore. Oppure ancora in “Where Angels Die” dove la batteria diventa ultra tecnica, fino a rasentare sonorità death. 

"Armageddon Genesi" non è solo sperimentazione; troviamo anche qui valide tracce di puro e sano thrash metal: ne sono un esempio “Legions”, “Jornada del Muerto”, “Seven Heads” e l’omonima traccia "Armageddon Genesi", che vede come guest alle voci Lee Wollenschlaeger, cantante dei Malevolent Creation, per creare un contrasto interessante tra il suo growl e l’urlato del cantante degli Eversin. 

Rispondendo alla domanda di poc’anzi sull’uso o meno di effetti elettronici, questi non sono mancati, seppur in maniera meno marcata rispetto a “We Will Prevail”: qui gli effetti sono limitati soltanto alla voce e solo in alcuni passaggi come nella già citata “Where Angels Die” o in "Seven Heads". 

In conclusione, "Armageddon Genesi" è un buon lavoro, più che consigliato a fan di Slayer, Testament e/o Annihilator.

  

Alessia “VikingAle” Pierpaoli

70/100