NOME: Helfir.

GENERE: Decadent Noir Metal.

NAZIONE: Italia (Lecce).

FORMATO: Full-length.

TITOLO: The Human Defeat.

 

• Tracce:

01. Time In Our Minds (04:14)

02. Light (04:39)

03. Tide (04:56)

04. Protect Me (04:39)

05. Chant D’Automne (03:33)

06. Mechanical God (03:47)

07. Climax 2.0 (08:09)

08. Golden Tongue (05:27)

09. The Last Sun (06:52)

10. Chant D’Automne [instrumental version] (03:31)

 

MEMBRI: 

• Luca Mazzotta (voce, chitarra, tastiera, basso, drums programming).

 

Il progetto solista Helfir nasce da un’idea di Luca Mazzotta, a Lecce, nel 2014, quando egli decide di plasmare la sua “creatura” rendendola reale e viva, arricchendo la musica del suo pensiero e creando un sound molto particolare, emerso dalla fusione di due sue grandi passioni: il Dark Decadent Metal ed Acoustic Rock. Bisogna sottolineare che per diversi anni l’artista italiano ha condotto molti studi musicali, che lo hanno portato ad aprire la propria mente a nuovi orizzonti, e ad avere un quadro molto esteso del concetto di “musica”. Grazie al proprio spiccato talento Luca Mazzotta ottiene una parte come musicista in diversi gruppi musicali Rock dando il meglio di se, fin quando egli decide di rendere concreta la sua idea attualmente conosciuta con il nome di Helfir. Immediatamente la casa discografica My Kingdom Music nota il talento e la passione di Luca Mazzotta per la musica, e non si lascia sfuggire l’occasione di offrirgli un contratto e contribuire alla creazione dei suoi nuovi lavori prestando un ottimo servizio di mix e mastering. La carriera dell’artista è lunga, le sue creazioni sono molte, ma è opportuno incentrarsi sulla sua perla Helfir, con cui ha in attivo ben tre lavori, tra cui due singoli intitolati “Alone” e “My Blood” entrambe usciti nel 2013, seguiti da un full-length:“Still Bleeding” (creato nel 2015). La parte di storia più interessante riguardante il progetto solista leccese riguarda la nuova idea di Luca Mazzota risalente al 2017, un album dal titolo “The Human Defeat”, titolo molto riflessivo, che esprime perfettamente il concetto di decadenza ed indifferenza che ogni giorno si riscontra nella realtà comune. Con le sue dieci tracce il full-length lascia trapelare malinconia, toccando l’ascoltatore nel profondo dei suoi sentimenti, riconducendolo ad una profonda riflessione personale. Mediante questo full-length L’artista italiano dimostra che si può sempre migliorare i propri risultati, si denota assolutamente bene come in “The Human Defeat” Luca Mazzotta abbia dato il meglio di se, legando elementi elettronici ad una batteria acustica e guarnendo il tutto con l’aggiunta di basso e chitarre potenti (al contrario la tastiera è poco presente). Il “cavallo di battaglia” di Helfir tuttavia è la voce ben equilibrata, che alterna parti di canto pulito a diabolici pezzi growl che rendono le tracce più pesanti ma allo stesso tempo donano ad esse una sorta di marcia in più e danno in oltre un tocco di complessità. Nell’insieme il full-length non si tratta di qualcosa di troppo artificioso, complicato e capzioso che potrebbe risultare nel finale qualcosa di esagerato, ma neanche troppo semplice e scontato, i suoni non sono eccessivamente pesanti ed hanno un eccellente impatto sull’ascoltatore che riesce perfettamente a percepire l’essenza del Gothic Metal. In alcune tracks si denota la cura che Luca Mazzotta impiega nei suoi lavori, si comprende chiaramente che tutto ciò derivi da una mente creativa, si riescono a percepire le emozioni che ogni singolo brano vuole trasmettere, il senso di malinconia e l’oscurità che avvolge ogni angolo circostante. L’idea di creare una versione strumentale della traccia “Chant D’Automne” è inoltre ottima, poiché in tal modo si riesce a catturare ogni minimo particolare di quest’ultima, ed altrettanto buono è stato il pensiero di porla alla chiusura dell’album, per ristabilire l’iniziale atmosfera di tranquillità e serenità data la melodicità del brano. Tutto questo armonico complesso, nato da una sola mente, è sicuramente ben riuscito, Luca Mazzotta è presente da diverso tempo nella scena musicale underground italiana, ma sicuramente quest’ultimo full-length gli farà onore, potrebbe essere definito un piccolo successo, si riesce ad udire elementi che donano un sound raffinato alle tracce, e alla conclusione di tutto sicuramente lo sforzo fatto dall’artista sarà premiato. Il progetto italiano Helfir sembra essere per ora sulla buona strada, rimane da sperare che la prosegua bene e che migliori sempre di più donando agli ascoltatori dei veri e propri successi.

 

 

Giulia De Antonis

74/100