03 AGOSTO 2017

I venezuelani Infestus nascono nel lontano 1997 e dopo vari assestamenti di formazione si arriva al primo DEMO nel 2004. Bisognerà poi aspettare parecchi anni (oltre il fatto di consolidare la lineup) per avere il vero e proprio debutto con il qui presente EP, chiamato Dresses Of Darkness. Sul lato musicale ci si rifà ad un sound non propriamente originale ma dagli spunti interessanti ovvero un gothic/black metal debitore di bands come Moonspell e Cradle Of Filth. Una sorta di ritorno agli anni 90’ sia per attitudine che nel sound e perché no, anche nell’estetica.

Dopo l’intro teatrale e vampiresca, chiamata per l’appunto “Vampirica” si entra nel vivo del dischetto con “My Mournful Charlotte” un brano dai toni gothic metal con rimandi alla già citata band portoghese di Fernando Ribeiro (sia nel cantato che strumentalmente) con vocals alternanti un solido scream/growl ad un pulito che però risulta troppo impreciso e che necessita parecchio lavoro per migliorarlo. 

Una delle beghe del lavoro è purtroppo un bilanciamento dei suoni troppo confusionario che mette troppo in primo piano la batteria (specie i piatti, davvero fastidiosi) e le voci, tagliando le gambe alle due asce, che riescono ad emergere solamente durante gli splendidi assolo presenti nel disco.

Ciò è un vero peccato in quanto piccole perle come l’epica “The Shadow of the Vampire”, traccia dalle melodie accese sposata ad un veloce black metal con una sezione ritmica decisa e molto varia. Il cantato in pulito purtroppo continua a non convincere, come pure nella seguente “Lobizon”, melodica e gothicheggiante, condita da un ottimo guitar solo.

La song finale “Blood Matriarch” è più veloce e cupa sempre immersa nel limbo tra il gothic ed il black metal (sempre ancorato ai tempi d’oro del genere). Il cantato estremo è sempre efficace ed il lavoro melodico è sempre ispirato e da non sottovalutare.

Un primo lavoro composto da luci e ombre, che presenta una band ancora acerba e con evidenti limiti di produzione e composizione ma non si può certo negare la voglia e la passione di creare qualcosa di proprio, seppur in piccola parte. Consigliato agli amanti delle sonorità più dark ed oscure.
 

Enzo 'Falc' Prenotto

60/100