19 FEBBRAIO 2019

Gli Infinita Symphonia sono una band proveniente da Roma in attività dal 2008 e composta da quattro elementi: Luca Micioni (voce), Gianmarco Ricasoli (chitarre), Ivan Daniele (batteria) e Alberto De Felice (basso), quest'ultimo musicista però non risulta presente nel disco che verrà qui analizzato, al suo posto le parti di basso vengono eseguite dal chitarrista Gianmarco Ricasoli. Liberation è il terzo full-length della band uscito su My Kingdom Music nel Dicembre del 2018.

Premetto che non ho ascoltato i precedenti lavori del gruppo, quindi la mia recensione si rifarà solamente a ciò che ho potuto ascoltare in questo disco.

La musica qui proposta dal gruppo è sostanzialmente un heavy metal piuttosto convenzionale (e per quanto mi riguarda non è un male), sulla loro pagina Facebook la band dichiara di avere influenze di gruppi e generi musicali anche molto diversi tra loro ma di queste posso dire che dopo aver ascoltato il disco, non ne ho rilevato la presenza, mi spiego: a che serve dire di ispirarsi al metalcore e al death metal melodico quando nella propria musica non ve ne è traccia?

Non trovo necessario fare un “track by track” dell'album in quanto le canzoni che si attestano tutte tra i quattro e i cinque minuti abbondanti (a parte la title track che ne dura oltre sette e la traccia finale che passa gli undici minuti) scorrono via piuttosto facilmente anche data la loro costruzione semplice e questo per me è un altro punto a favore. C'è inoltre da segnalare la presenza di due ospiti alla voce ovvero: Ralph Sheepers (Tyran Pace, Gammaray, Primal Fear) che canta nella terza canzone intitolata “Never Forget” e Blaze Bayley (Wolf's Bane, Iron Maiden, Blaze) presente  sulla sesta canzone “A Silent Hero”. Ciò che purtroppo non mi ha permesso di apprezzare a pieno il contenuto del disco è stato l'uso di questi suoni molto (troppo) moderni che spesso e volentieri ormai si ritrovano anche nei dischi heavy metal, non capisco se siano scelte volute per avvicinare più gente che non è abituata ad ascoltare certe sonorità e quindi ci si avvicina a qualcosa di più “morbido” (attenzione questo è un discorso generale che non riguarda solo questo gruppo). A mio avviso questi suoni sono più adatti a generi come il pop o altri fin troppo mainstream derivati dal metal, che per la musica proposta dagli Infinita Symphonia. Mi sarei aspettato un sound molto più aggressivo anche se nelle canzoni è presente molta melodia e ritengo che la batteria con un suono “cartonato” e troppo in evidenza, il basso quasi inesistente e le chitarre  cupe e con molti bassi soprattutto nelle ritmiche, tolgano davvero quella grinta e quella spinta in più che un lavoro del genere dovrebbe e meriterebbe di avere. Anche la voce risente un po' di questo tipo di produzione, troppo cupa senza un minimo di effetto ambientale che la enfatizza.

Con questo non voglio assolutamente gettare fango sulle capacità tecniche e compositive della band né tanto meno sull'impegno che sicuramente è stato messo nella composizione e nella creazione dell'album, anzi come ho scritto sopra le canzoni funzionano bene. L'unica cosa che trovo forse un po' eccessiva è l'aver inserito una traccia strumentale di undici minuti, ma è un fattore secondario che non pregiudica l'ascolto del disco e se la band ha voluto fare questa scelta va bene così.

Per quanto mi riguarda il voto che mi sento di dare è un 65/100 dato l'impegno della band e le canzoni che sono tutto sommato apprezzabili (soprattutto in alcuni ritornelli). Purtroppo come ho detto, i suoni utilizzati non mi permettono di dare di più.

 

Eddy Hatefull

65/100