28 MAGGIO 2018

I milanesi KENOS compiono i lori primi passi nell’universo death metal nell'ormai lontano 1996 col nome di UNDERWISE. Nel 2001, ormai musicalmente maturi, decidono di cambiare il loro nome in KENOS. Hanno finito di scherzare ed è nel 2002 che esce il loro primo album RIGOR MORTIS, grezzo e potente. A questo seguono INTERSECTION pubblicato nel 2004 e THE CRAVING pubblicato agli inizi del 2007, grazie al quale iniziano una fitta serie di concerti che li porteranno davanti a platee internazionali. Successivamente pubblicano X-TORSION nel 2010 seguito dal disco della svolta musicale l’ ep NIGHTRAIN TO SAMARA nel 2012. In questa release assistiamo al cambio di line up dove un nuovo cantante MICHELE  SPALLIERI porta una ventata di cambiamento donando alla band maggiore forza ed energia.
Tutto ciò ci conduce al 2018 ed alla realizzazione del nuovo album PEST. Il titolo in un certo senso dice già tutto di questa uscita, devastante come l’epidemia di peste che devastò Milano che il Manzoni ci narrò in una delle sue più famose opere. Questo album potrebbe essere una narrazione 2.0 dell’avvenimento ma molto più cruenta, sofferente e devastante. Il combo composto da MICHELE SPALLIERI (voce), GIULIO GALATI (batteria), DOMENICO CONTE (chitarre) e MARCELLO FACHIN (basso) ha coniato un disco tagliente come una katana e distruttivo come una raffica di uzi. Si percepisce da ogni singola nota la lunga lavorazione e devozione per il death metal. Si denotano assonanze con i maestri del genere e la voglia di esprimersi ai massimi livelli.  La tecnica che affiora da ogni singola traccia non rende il disco esasperante ma bensì risulta molto ben dosata (per la serie sappiamo suonare ma non vogliamo esagerare). Tutto sembra perfetto e studiato in ogni minimo particolare. Otto tracce violentissime che non vi lasceranno rifiatare neanche un attimo, voce cavernosa e sofferente che vi farà sussultare ripetutamente, chitarre veloci e taglienti che non vi lasceranno il tempo di comprendere ciò che sta succedendo, bass lines soffocante e precisa, batteria al limite del seminario (sembra di ascoltare una vera è propria lezione di tecnica e velocità). Quando inizia la prima traccia SONS OF MARTYRIDOM tutto diventa chiaro ed il male comincia a diffondersi con chitarre compresse, infernali blast beats e parti vocali provenienti dall’inferno più remoto. Stenterete a crederci, ma in mezzo a tanta violenza, si percepisce anche un tocco di melodia che non ti aspetti che impreziosisce i brani. Le tracce che seguono ne sono la degna successione, esse si legano una a l’altra come a creare un’unica storia di dolore e sofferenza. Meritano una particolare menzione tracce quali: B.D.C (BLACK DEATH CURSE), BURIED AND FORGOTTEN, LEAVE ME ALONE e la bellissima THE SWEEPER OF REMAINS dove i nostri si sentono liberi di sperimentare e ci conducono all’ascolto di nuove sonorità non proprio comuni per questo genere. Non volevo dirvelo per non spaventarvi ma i KENOS, pensando di non essere stati abbastanza estremi, hanno deciso di spolverare il tutto con sporadici passaggi black metal degni dei più infuocati gironi dell’inferno.

Penso ormai che ogni altra singola parola sia superflua, questo disco è perfetto. Unico neo (questo è solo un mio parere personale ovviamente) la copertina è inguardabile. Fortunatamente un “disco” non si giudica mai dalla copertina. Vi lascio per cercare di accaparrarmi una copia fisica di PEST... E voi, cosa aspettate?!

 

Pietro Pitale

90/100