Band: LETHE

Album: The First Corpse on the Moon

 

Lethe è un progetto Metal/Trip-Hop/Electronic/Pop sperimentale formato da due grandi artisti: Tor-Helge Skei, polistrumentista norvegese conosciuto per il suo attivismo nei Manes, ed Anna Murphy, cantante di origine elvetica nota per la sua militanza Eluveitie.

Solo dalla fusione di due artisti simili poteva uscir fuori un qualcosa di stravagante e lontano dagli schemi che cambierà il vostro modo di pensare alla musica. La band trova la sua origine alla fine del 2012 e dopo aver realizzato due singoli ed il debut album "When Dreams Become Nightmares" con la Debemur Morti Productions, Lethe raggiunge un nuovo accordo discografico con l'etichetta italiana My Kingdom Music con cui è stato realizzato l'album che andrò a recensire ovvero "The First Corpse on the Moon" uscito il 27 febbraio, un viaggio che Kei stesso definirà con l'espressione "snapshot in time".

Parto con il dire che quest'album, essendo una fusione di generi ed influenze, merita vari ed intensi ascolti per essere compreso ed apprezzato al meglio, non è un lavoro facile da interpretare data l'assenza di schemi e fa sì che le tracce prendano forme inaspettate che tendono anche a frastornare l'ascoltatore che fa fatica a rimanere nella totale indifferenza emotiva.

L'album si apre con "Night" dove il canto di Anna, simile a quello di una sirena ammaliatrice, si fonde con il pianoforte riuscendo ad addolcire la forte presenza di chitarre elettriche. Da qui si inizia ad avere una simbiosi di ritmo e melodia portata da "Inexorbitant Future", qui è la volta di "Down Into The Sun" dove, lasciando sempre in primo piano l'elemento chitarra, si fa sentire la presenza del trip-hop e di interazione tra la voce femminile e maschile che sfoggia un pezzo rap; "My doom" immersa nell'elemento elettronica tende ancora a giocare sull'interazione di voce femminile e maschile; "Teaching Brids How To Fly" è un viaggio mentale che contiene una fusione di generi inaspettata che distacca da tutte le canzoni precedenti; ora è il turno della Title Track che si presenta eterea con diversi livelli tra canto e stili musicali utilizzati; qui parte "Snow" con un’introduzione molto angosciante e spaziale che si estenderà poi in tutta la canzone; "Wind To Fire" si presenta con una strumentale molto "semplice" che non sembra appartenere al disco ma la voce di Anna è in continua evoluzione  e sembra diventare l'elemento centrale; come preambolo del gran finale abbiamo “With You" una canzone che si presenta con un tumulto di forza e debolezza,che incanta; L'album si chiude con "Exorcism" una scalata di pianoforte che muta in qualcosa di inquietante ed angosciante. 

Sono tanti, a parer mio, i messaggi che vogliono lasciarci i Lethe con questo album e, nonostante in alcuni brani il loro sperimentale può sembrare azzardato, nel complesso è un buon album e credo che ci siano solide basi per continuare a sfornare brani pieni di elementi contrastanti che faranno rimanere stupefatto e frastornato l'ascoltatore.

 

 

Maria Rosaria Di Landri

75/100