10 APRILE 2018

Band: CORAM LETHE

Album: IN ABSENCE

Genere: DEATH METAL

Provenienza: Siena

 

Membri:   

Francesco Miatto - Drums 

Leonardo Fusi - Guitars

Filippo Occhipinti - Guitars

Giacomo Bortone - Vox

Christian Luconi – Bass

 

Questa volta ho tra le mani il disco di una band eccelsa…

Per carità, nulla da togliere a tutte le band che ho finora recensito, ma stavolta mi prudono le mani (e le orecchie), essendo poi questo un genere che amo.

Qui si parla, stavolta, del death metal dei  CORAM  LETHE, band toscana, di Siena per la precisione, attiva dal 1999… da molto tempo, quindi!

Qui si parla di quasi ben 20 anni di attività!!! Tanto di cappello!

Quindi, dicevamo, si formano nel 1999, anno in cui  auto producono il loro debut album, “REMINESCENCE”.

Nel 2004 il loro secondo lavoro, “THE GATES OF OBLIVION”, mentre nel 2007 è l’anno di “…A SPLENDID CHAOS”, e nel 2012  vede la luce “HETERODOX”.

La band ha partecipato a numerosi eventi, anche importanti, come GODS OF METAL e TOTAL METAL FESTIVAL, e vanta notevoli aperture a band del calibro di ENTOMBED, TANKARD, DARK FUNERAL, DEICIDE, ROTTING CHRIST, DEATH SS…

Un applauso lo meritano già per questo!

Ma ora facciamo partire il loro ultimo disco, “IN ABSENCE”.

Partiamo con “Esoteric”, un 2 minuti di piano che fa da intro al tutto…

Ed ecco “In absence”, la traccia che da il titolo al disco. 

Qui già capiamo che band ci troviamo davanti…

un inizio potente che lascia spettinati sin da subito!

La terza, “Food for nothingness” resta sulla stessa onda… una botta in faccia (positivamente parlando), in cui le ritmiche lasciano ben poco respiro all’ascoltatore, che non può far altro che ammirare la bravura di questa band!

“Not been born” parte leggermente più morbida delle precedenti, ma è solo un impressione, perché poi, nei suoi  ben 7 minuti di durata,  si sente la potenza di questi ragazzi!

In “Cognitive separation” e “Pain represents pained representatives” continuiamo ad apprezzare la loro bravura , in cui gli strumenti e la voce creano un muro di suono, caratterizzato anche da variazioni più “pulite”, con la batteria che ci regala delle vere cavalcate di energia, e la chitarra che ci fa ascoltare degli intermezzi in cui gioca con gli effetti, che ci fanno ammirare dei momenti quasi eterei.

In “Animateria”  troviamo, oltre ovviamente alla loro forza, una bella variazione tra i minuti 2.30  e 3.30, in cui possiamo godere del gioco di suoni che si crea tra gli strumenti.

Infatti ci fanno capire che tra le loro influenze musicali, oltre ovviamente al death, al black, al doom, troviamo anche il progressive.

Arriviamo così all’ultima, “To rise again”  in cui c’è una bella introduzione, quasi ipnotica, che apre ad un massiccio  groove, in cui la voce si alterna tra growl e sussurrato… ben 9 minuti di potenza! 9 minuti possono sembrare tanti, ma scorrono lisci come l’ olio, perché questa band riesce a non annoiare chi sta dalla parte dell’ascolto.

In conclusione posso dire che sono rimasto molto impressionato dalla bravura e dalla potenza di questi ragazzi, che, ricordo, sono attivi da quasi 20 anni!

Riescono ancora a regalarci perle come questo loro ultimo disco.

Le loro sonorità mi ricordano quelle dei sepultura, obituary, death… band che amo… di conseguenza non posso non amare anche i CORAM LETHE!

 

Daniele Hell

80/100