7 FEBBRAIO 2018

Band: Trevor and The Wolves

Album: Road to Nowhere

Etichetta: Nadir Music

Data di rilascio: 02/01/2018

 

Senza indugiare troppo ed andando dritti al sodo, oggi, vi proponiamo una di quelle band che abbiamo avuto il piacere di ascoltare e che abbiamo ritenuto fin da subito di facile ascolto. Parliamo dei “Trevor and The Wolves”, il progetto nato nei pressi di Genova, capitanato da un membro che milita in una delle band Death Metal nostrane più prestigiose, cioè i Sadist! Il cantante Trevor ha dato vita a questo nuovo progetto, completando la line-up assieme al chitarrista solista Francesco Martini, al chitarrista ritmico Alberto Laiolo, al bassista Antonio Aluigi e al batterista Emanuale Peccorini.  

Conclusa la composizione dei pezzi il gruppo attraversa il periodo di registrazioni presso il Nadir Music Studios a Genova, sotto la completa supervisione di Tommy Talamanca, chitarrista dei Sadist, il quale ha ricoperto la carica di produttore per la nuova band di Trevor.

Il 2 Febbraio viene annunciata la release del primo full length della band, che prende il nome di “Road to Nowhere” sotto l’etichetta discografica Nadir Music.

L’album parte con la traccia “From Hell to Heaven Ice”, un intro che sembra voglia mettere subito in chiaro il concetto concreto della forza della natura, caratterizzato da delicate note di flauto e il suono di un temporale; il tutto, successivamente, sfocia  quasi improvvisamente in un compatto riffing di stampo Hard Rock, con fortissime influenze derivanti dalle band del primo Rock/Metal inglese. La tecnica vocale che Trevor ha deciso di mettere a disposizione ai suoi pezzi è un “falso cordale”, molto spinto, acidognolo, ma comunque molto preciso e, tuttavia, non va a sminuire di troppo il pezzo stesso. I brani successivi “Burn at Sunrise” e “Red Beer”, sono altri vigorose dimostrazioni di forza in fatto di Hard Rock, le quali mettono fin troppo in evidenza le intense influenze degli anni ‘70/’80, il che potrebbero rendere i pezzi troppo scontati, per un pubblico decisamente più esigente. Da notare, comunque, la cura, la pulizia e l’attenzione attribuita alla registrazione ed al mixaggio degli strumenti nello studio di Nadir Music; i volumi degli strumenti sono tutti ben bilanciati, presenti e tutti i suoni risultano equalizzati a dovere, dato il genere trattato dalla band italiana. Il quarto pezzo “Black Forest” risulta più slanciato dei precedenti, caratterizzato da ritmiche in ottave e caricate dalle plettrate chitarristiche e dalla batteria incalzante. La cosa che a questo punto ci fa un pochino storcere il naso però, è la noncuranza notata nei testi nelle fasi del ritornello, le quali ci aspettavamo di cantare a squarcia gola in uno dei pezzi ascoltati fino ad ora, ma sembra che ogni frase presente nei testi sia fine a se stessa. Un vero peccato!

Lo stesso discorso vale per le seguenti trace “Bath Number 666” e “Spiritual Leader”, entrambe costituiscono un’altra carica puramente Hard Rock e che non vanno assolutamente in contrasto con i brani precedentemente ascoltati. 

La successiva “Roadside Motel”, invece, tende a discostarsi leggermente, dato che veniamo deliziati da una serie di piacevoli riff di stampo Country, uniti all'elettrica anima Rock che la band conserva. In questo pezzo notiamo con piacere un ritornello decisamente più melodico, costituito dalla voce di Trevor accompagnata dall'altrettanto potente voce di Grazia Quaranta, che regala al pezzo una marcia in  più.

La carrellata di “Road to Nowhere” si conclude con un’ulteriore serie di sferzate  a base di Rock’n’roll racchiuse dentro i nomi dei pezzi  “Wings of Fire”, “Lake Sleeping Dragon” ed “Unforgivable Mistake”, le quali sono sprigionate dalle schitarrate sapientemente distorte e dall'andamento deciso in ottave dell’accoppiata ritmica basso/batteria.

In effetti questo primo lavoro dei nostri Trevor and The Wolves è senza dubbio un primo approccio al mondo dell’underground nazionale che sicuramente raccoglierà i consensi degli amanti del genere ma, come detto in precedenza, le influenze sono più che evidenti e, a nostro avviso, la band deve ancora trovare la propria strada in fatto di composizione e, magari, valutare in futuro un rinnovamento stilistico che possa giovare alla loro maniera di trasmettere i messaggi sotto il sacro segno del Rock. Sicuramente non farà male al buon Trevor valutare anche una revisione della metrica e della melodia dei testi delle canzoni, dato che, come sappiamo, posso essere una parte fondamentale per rompere la concorrenza che esiste oggigiorno tra le band, nei confronti di un pubblico immenso di ascoltatori, il quale, risulta diventare sempre più esigente ed incline alla scoperta di nuovi geni e talenti.

In ogni caso “Road to Nowhere” è una garanzia per tutti gli ascoltatori che amano vivere il Rock in chiave moderna grazie ad un ottimo connubio tra sonorità spinte ed una sfiziosa componente melodica.

 

Simone Zamproni

71/100