Dopo circa due anni da “Black Power Flower”, Brant Bjork (batterista per Kyuss e Fu Manchu), ci offre un nuovo album dal titolo “Tao Of The Devil”. In questo album troviamo tante cose: troviamo hard-rock, troviamo alternative metal, troviamo stoner, troviamo anche suggestioni country.

 

L'album comincia con The Greeheen, la quale, dopo un inizio alquanto morbido, ci offre riff ruvidi e marcati degni di un alternative metal in stile Alice in Chains con qualche striatura stoner. L'atmosfera del pezzo è cupa e oscura, il cantato è deciso, i riff duri e metallici. Man mano che procediamo con il pezzo ascoltiamo echi degli anni 70 del secolo scorso (e qui non faccio nomi, arrivateci da soli). Con Brant Bjork ci dirigiamo tra le strade scalcinate del rock, strade dove provare emozioni irripetibili.

 

Humble pie presenta tanto southern rock con riff ancora taglienti e assoli magnetici. Passiamo davvero in un'altra epoca ascoltando questo stupendo album per gli amanti di un sound gagliardo e verace. Stackt, come le altre, ci porta un psych rock che si mischia con tutto il resto in modo ottimale. In questa canzone capiamo, ancora più, che questa band da uguale importanza all'energia sonora e alla melodia in un connubio magnificamente congegnato. La title-track Tao Of The Devil è solenne ed evocativa: sembra celebrare una sorta di rito messianico. 

 

Anche Luvin' è stupendamente settantiana e fa innamorare i nostalgici di quegli anni. Dave's war, con i suoi dieci minuti, è un ibrido tra metal e rock psichedelico, il pezzo migliore di questo album a mio giudizio, un pezzo dove si condensano tante forze irrazionali espresse sotto forma di onde sonore davvero scalpitanti. Verso i tre minuti c'è un cambiamento di stile e di ritmo: questa parte del prezzo esprime tanta profondità sonora. Verso i 6 minuti si comincia a “cavalcare all'impazzata” con delle bordate sonore di ampio respiro. Si continua, quindi, verso la fine con un vortice sonoro fulgido ed inebriante.

 

Brant Bjork con questo album ci propone musica davvero “tosta”: Tao Of The Devil è un concentrato di diverse influenze messe tra loro insieme in modo magistrale. Questo album merita proprio: come non ascoltarlo e innamorarsene già dal primo pezzo? E poi, per gli amanti di sonorità alla Hendrix, ci si trova nel paradiso praticamente. O all'inferno come meglio vi pare...

 

Felix

81/100