5 anni.5 lunghissimi anni,per permettere alla nuova creatura del grande Maurizio Iacono di vedere la  luce.Un nuovo concept album, intitolato “the immortal wars” la cui tratta narrativa si basa sulla seconda guerra punica e soprattutto la schermaglia contro Annibale. Dopo “Romulus” e “Caligvla”, pensavo che mai piu’ avrei potuto ascoltare qualcosa di quella epica portata. Mi sono dovuto ricredere: Vero Death metal grezzo e cupo, lento e pesante, condito da orchestrazioni e arrangiamenti sublimi, capaci di portare l’ascoltatore a vivere personalmente le guerre romane.

Un album non troppo lungo (38 minuti), 7 brani e un intermezzo, un viaggio nelle legioni romane durante le invasioni puniche.

Si apre con  “The Rise of Hannibal”, un brano che già dal nome dice tutto, Death oscuro, dedicato al conquistatore, suoni rudi, vecchi, sporchi, pesanti, precisi. Si continua con  “Hispania (The Rise of Saguntum)“ e qua il death diventa più’ spinto  ma allo stesso tempo giostra con alcune orchestrazioni gargantuesche, capaci di far rabbrividire l’ascoltatore. “Crossing the Alps“  si gioca più’ sulle parti soliste e soprattutto sull’assolo, ma che comunque continua a seguire la linea del death. “Suvetaurilia“ il respiro prima del grande balzo, la quiete prima della tempesta, un’ intermezzo che spezza l’album, dando una lieve, flebile speranza, che viene subito spazzata via da  “Cato Major: Carthago Delenda Est!”, l’essenza del death racchiusa in pochi minuti, forza primordiale, come un macigno, un sound devastante. 

“Ad Victoriam (The battle of Zama)“, un’ultima resistenza, compensata da atmosfere capaci di trasportarti nel mezzo della battaglia, un’ottimo sottofondo mentre i nostri occhi volgono su Annibale e la sua prima vera sconfitta: il fallimento della manovra a tenaglia. “The Spoils of War“ racchiude la maggior parte dell’epicita’ del disco, facendo da tramite all’ultimo brano, “The Roman“ la cui rivelazione vede Maurizio cantare un verso totalmente in Italiano:

 “Con il sangue romano, con l’onore dell’aquila, siamo figli di Romolo, un sogno, un brivido, sempre con te, fino alla fine dei tempi, Ave Roma!”

Un ritorno inaspettato ma gradito, nel quale la band di Maurizio ha di nuovo confermato l’amore per l’antica maestosità’ dell’impero Romano, dal quale fieramente discende.

 

Tracklist:

1. The Rise of Hannibal

2. Hispania (The Siege Of Saguntum)

3. Crossing Of The Alps

4. Suavetaurilia (Intermezzo)

5. Cato Maior: Carthago Delenda Est!

6. Ad Victoriam (The Battle Of Zama)

7. The Spoils Of War

8. The Roman

 

 

Barabba

90/100