Solas, il nuovo disco del quartetto irlandese, The Answer, porta sulle spalle un periodo buio in cui si è trovato il gruppo, smarritosi d’animo tra problemi finanziari e personali (specie per il cantante Cormac Neeson). Un buio che però ha portato ad appunto, una nuova luce (Solas è la parola gaelica che significa luce), forse magari prematura, perché magari, si sarebbe necessitato di più tempo per incanalare le energie in un nuovo album. La rock band comunque ha voluto provarci, quindi si vada ad iniziare per capire se veramente valeva la pena affannarsi per una nuova pubblicazione.

 

“Solas” la titletrack parte con un giro di basso, accompagnato a vocals molto dark mentre nell’aria risuona una chitarra molto nera, quasi malvagia. Il pezzo è lento, curioso un inizio come questo e per tutto il resto della canzone si respira tristezza sinfonica con un mix di cori nella parte finale, che enfatizzano il senso di malessere; ottimo l’assolo. Dopo la prima traccia (che profuma molto di intro), segue “Beautiful World” pezzo in cui il senso tragico viene enfatizzato pur con la comparsa di chitarre più corpose e riffs molto secchi e crudi. Il lavoro melodico trasuda malinconia che trova conferma in un ritornello pieno di ferite ancora aperte. “Battle Cry” pare quasi riportare la luce con guitars acustiche e la voce che irradia già più un senso di serenità. La sezione ritmica si fa più danzereccia e il chorus è sempre corale e rustico, quasi gospel. È praticamente una ballata dal sapore americano un po’ energica. Ripetitiva ma alla fine godibile. 

“Untrue Colour” presenta un riffing blueseggiante molto oscuro, messo in loop continuo ma che soffre di una struttura compositiva che non lascia il segno. Un pezzo debole ed insapore. 

Da questo punto in poi l’album comincia a prendere una piega statica molto accentuata. Saltano fuori come funghi moltissime ballate o comunque pezzi lenti, depredati da quella verve rockeggiante che contraddistingueva i quattro ragazzi nel passato. Sicuramente gli infausti eventi hanno creato un mood sicuramente non felice ma più di metà del disco è troppo indirizzato a tempi lievi. 

Pezzi come “In This Land” (una sorta di ballata dal sound acustico irish) oppure la finale “Tunnel” (colma di cori sicuramente evocativi ma con delle tastiere troppo in secondo piano)  suonano gradevoli e piacevoli, ma si trovano compresse in mezzo a troppe similitudini. Ci sono comunque pezzi che emergono, come “Thief of Light” altro pezzo con chitarre acustiche e voci corali (che riportano alla mente gli ultimi Anathema). Un pezzo breve ma elegante e molto intenso. Sicuramente uno dei picchi del disco assieme all’altro pezzo da novanta chiamato “Real Life Dreamers” che irrobustisce l’atmosfera con giri chitarristici più pesanti e distorti mescolati alle tanto care gite acustiche. A fare da special guest c’è la cantante Fiona O Kane, dotata di un timbro che ben si accompagna a quello del singer. Piano piano la sezione ritmica si elettrizza e il pezzo esplode in maniera epica e potente.

Come prevedibile ci sono delle tracce rock-blues. “Being Begotten“ è la classica musica del diavolo nella sua  derivazione più classica del genere. La voce è decisa e calda ideale per tratteggiare l’energia che traspare dalle note. “Demon Driven Man” presenta un corposo rock incrociato con il blues, semplice ed essenziale che dà una frustata di energia combinando acustico ed elettrico nella maniera migliore, condendo il tutto con l ennesimo efficace assolo.

“Left Me Standing” è la canzone meno riuscita, che funge da riempitivo, dove a sorpresa si velocizzano un pochino i ritmi con un rock radiofonico ma fin troppo zuccheroso, che davvero stride in maniera eccessiva in un album volto ad atmosfere totalmente differenti.

 

Solas, è un disco controverso. E’ un disco che avrebbe reso meglio in formato EP, con una scelta più accurata delle canzoni da inserire. Le canzoni sono ben fatte, ma troppo simili l’una all’altra, rendendo l’ascolto relegato ad una o due volte. Picchi notevoli ma dispersi nella propria sordità. Buono ma non essenziale in quanto molti hanno fatto le stesse cose, con risultati più efficaci.

 

 

Falc.

70/100