10 AGOSTO 2017

Paramnesia è l'album di debutto dei Forbidden Seasons uscito a gennaio del 2017 tramite l'etichetta Time To Kill Records, preceduto dal singolo "Illusion".

I Forbidden Seasons sono una band metalcore italiana nata nel 2016 composta da cinque membri: Mark Cassanelli (voce), Symon Ray e Danny Ghale (chitarre) Paul J. Price (basso) e Federico Spagnoli (batteria). I loro testi si rifanno a problematiche sociali e persone oppresse ma capaci di andare avanti grazie alla loro speranza e fiducia.

La prima traccia dell'album si apre con  "Birth DEF" ovvero un intro caratterizzato da synth arpeggiati e modulari e da scream in sordina che aprirà il secondo brano "Paramnesia".

Procedendo con l'ascolto si può subito notare una certa sperimentazione ad esempio l'affiancamento dei breakdown di batteria e dei riff serrati di chitarra con l'uso costante di atmosfere ambient e quasi "gotiche". La voce di Mark, influenzata notevolmente da Oliver Sykes dei Bring Me the Orizon,  alterna abilmente cantato clean, graffiato e scream. Nella seconda parte di "Paramnesia" vi sono diversi silenzi interrotti bruscamente da esplosioni di chitarra e batteria, oltre a scream ampiamente effettati. 

"Aaru", sicuramente un riferimento ai campi egizi Aaru, nonchè residenza dei defunti in cui aravano, seminavano e mietevano, presenta un'apertura interessante ovvero un vocalizzo femminile evanescente che effettivamente sembra rievocare canti egizi antichi. Subito dopo l'atmosfera vira su toni decisamente violenti con breakdown e scream incastrati in un mix perfetto di sofferenza e rabbia, alternati da un ritornello decisamente più melodico con un cantato graffiato che conferisce un senso di liberazione e speranza come se fosse un grido alla vita.

Il quarto brano "Illusion" nonchè singolo di "presentazione" dell'EP, si apre con una batteria che procede sincopata assieme ai riff di chitarra e note ripetute in tremolo picking, come nella tradizione metalcore. Il sound procede con un ritornello poco incisivo che lascia il posto ad un bridge sicuramente più interessante che comincia con toni piuttosto "chill" con chitarre clean e voci sempre più in crescendo. La batteria invece si abbandona a veri e propri blast beat che presentano un elemento di novità rispetto ai brani precedenti.

"Shapes" presenta una struttura affine al sound proposto fino ad ora, nulla di nuovo, ma il ritornello in voce graffiata è molto più emotivo e sentito, inoltre nel bridge viene reintrodotta una parte interamente elettronica che ricorda vagamente l'intro dell'EP che culmina con il ritornello ripetuto ancora una volta e marcato da scream aggiuntivi.

L'ultima traccia "Last Breath" rappresenta un'ottima chiusura ed ha un approccio più deathcore, perfetta per il pogo e tralasciando il ritornello melodico, sembra di ascoltare a tratti i vecchi Suicidal Silence. La batteria alterna parti in blast beat con breakdown violenti e anche gli scream sono ancora più estremi e filtrati, tutto questo rimanendo in campo metalcore. 

Detto ciò, Paramnesia presenta una certa varietà sonora, grazie alla sperimentazione e agli effetti sui vari strumenti (voce compresa), inoltre non risulta banale pur rimanendo su certe strutture di base onnipresenti nel genere. Una nota di merito va in particolare al cantante Mark Cassanelli che dimostra un'ottima padronanza dell'inglese oltre che dello scream e tecniche affini. 

Un aspetto che sicuramente si poteva migliorare è sicuramente la produzione che, per quanto soddisfacente, in alcuni punti sembra dare molta meno enfasi alla voce e meno dinamica alle chitarre.

 

Gianluca Santoro

 85/100