13 LUGLIO 2017

Lunghi pezzi strumentali sono i brani che i L'Ira Del Baccano. Ci propongono nel loro terzo album ( il secondo in studio, dato che il primo fu registrato dal vivo). Il progetto, originariamente è nato nel 2006   da Alessandro "Drughito" Santori e Roberto Malerba.

La band si divide tra influenze quali i Black Sabbath anni '70, la psichedelia dei Pink Floyd, Hawkwind e con l’esecuzione dal vivo  di lunghe jam session come facevano i Grateful Dead. Nel 2008 la band ha pubblicato il suo primo album - "Si non è sede ... Live", 56 minuti di spettacolo dal vivo in concerto. L'album  verrà reso disponibile come download gratuito dal loro sito ufficiale. Hanno suonato molti concerti in Italia, dividendo il palco con gruppi come Nebula, Stregoneria, Doomraiser, Vibravoid , L'Ira de Dios e Samsara Blues Experiment. Nel 2013 L'Ira Del Baccano ha registrato il secondo album, il primo in studio, "Terra 42" che viene rilasciato dalla Subsound Records nel mese di ottobre 2014. Nel ottobre 2016 la band ha  registrato  il nuovo album pubblicato sempre dalla Subsound Records e rilasciato nella primavera del 2017.

Lunghi pezzi strumentali dicevamo… dove la band prova a catturare in studio ciò che sanno produrre sul palco.

E’ da ricordare la bella copertina che richiama quelle di alcuni gruppi di progressive oscuro anni ‘70.

 

L'album si apre con l'omonimo brano, ovvero "Paradox Hourglass" diviso in due parti, dove la prima supera gli undici minuti.

La parte uno si apre in maniera ritmata con un riff stoner per poi passare al basso che crea assieme alla chitarra dei giri musicali che si avvicinano al jazz rock per poi tornare sui propri passi nel suono stoner e in alternanza echi chitarristici del space rock progressive degli anni 70 che introducono l'ascoltatore in una specie di scivolo sonoro psichedelico. Interessanti anche i giochi di glissando della chitarra, il tutto alternandosi tra momenti veloci e momenti più lenti e d'atmosfera.

La  parte due si apre con basso e chitarra che esplodono velocemente in un susseguirsi di riff rock 70’s vicino allo stile degli  High Tide e un pizzico di Black Sabbath  primissimi tempi. Anche qui non mancano i momenti più leggeri con glissando della chitarra e suoni spaziali delle tastiere.

 

"Abilene" parte  come  breve acustico e poi procede ancora con riff sabbathiani che si alternano con momenti di calma che fanno volare l'ascoltatore in luoghi sconosciuti all’interno della propria mente. Il pezzo prosegue con riprese dei riff duri e acidi e glissando vari, il tutto senza perdere mai la melodia e una certa dolcezza di fondo, coadiuvati da fantasmatici suoni delle tastiere...un ottimo pezzo.

 

Chiude l’album "The Blind Phoenix Rises" che inizia acida ed allucinata in una lenta progressione che apre ad una chitarra e basso stoner-doom, dando origine ad un pezzo decisamente più oscuro e pesante dei precedenti, mentre verso il finale si procede con riff più veloci, ripercorrendo i sentieri sonori dell’ hard rock psichedelico.

In sostanza un ottimo album ben suonato, per nulla noioso o ripetitivo che non risente della mancanza del cantato e fa viaggiare l'ascoltatore verso i mondi che la band vuole suggerirgli.

Consigliato a tutti gli appassionati del stoner  più  curato e dei viaggi psichedelici.

 

Triplax Vermifrux

90/100