9 LUGLIO 2017

I Sileni sono una band con oltre vent'anni di carriera alle spalle ma poco propensi ad esporsi sul panorama musicale, non a caso si trovano pochissime informazioni al riguardo. Quello che si può stabilire con certezza è che il loro sound è caratterizzato da influenze ben precise tra cui Pink Floyd, The Cure, Nick Cave, Fugazi; dunque generi con sfumature notevoli tra loro ma sapientemente miscelati. 

Rubbish è il loro secondo album in studio uscito il 7 febbraio 2017 tramite l'etichetta Karma Conspiracy Records.

Il progetto si apre con la traccia "Hush" introdotta da un riff di chitarra in reverse che vira su toni decisamente post rock, da subito si può notare la presenza di una voce sofferta, malinconica e decisamente profonda simile allo stile di David Gilmour che contribuisce a creare un'atmosfera dark e a tratti onirica. Nella seconda parte il ritmo diventa più incalzante e decisamente più rock grazie alle chitarre distorte.

Nel secondo brano "All Over", il mood cambia nettamente su melodie più soft e psichedeliche, con la presenza di una chitarra acustica d'accompagnamento che esegue una plettrata piuttosto "spagnoleggiante" arricchita da linee di violino che contribuiscono a creare un'atmosfera intima e ritmata allo stesso tempo.

"Frozen" è una delle tracce più malinconiche dell'album, non a caso la voce trascinante e sofferta si fonde con una melodia in tonalità minore abbastanza lenta e opprimente sopratutto quando si inserisce il synth che amplifica questo stato emotivo e dimostra dunque una perfetta riuscita in questo intento.

La successiva "Revenge" presenta elementi affini alla traccia precedente, la malinconia è sempre presente, ma viene affiancata da una certa desolazione di fondo e ciò viene espresso molto bene dalla chitarra western con riverbero. Nonostante nella stessa traccia è presente successivamente un cambio di rotta su sonorità tipicamente floydiane, l'atmosfera rimane pressochè la stessa.

Il brano "Break" purtroppo non offre elementi diversi da "Revenge" infatti il ritmo, i groove di batteria e i riff di chitarra sono molto simili, l'unico elemento che diversifica la struttura generale è sicuramente il solo finale, semplice ma efficace che accresce notevolmente il pathos della traccia come se fosse un grido di disperazione.

La title track space rock "Rubbish" si differenzia dai brani precedenti, la novità risiede in primo luogo nel basso che da un ruolo di accompagnamento senza fronzoli particolari, diventa quasi lo strumento solista, con un giro armonico proprio. La parte finale inoltre vira su sonorità decisamente metal: la voce diventa grattata rasentando lo scream, la batteria si abbandona ad assoli virtuosistici e la chitarra distorta procede serrata e violenta. Questa risulta senza dubbio la traccia più originale dell'album.

La forte aggressività precedentemente descritta lascia il posto alla calma e alla serenità, priva di turbamenti e l'intento del settimo inedito "Come" è proprio questo: spegnere i conflitti interiori, grazie all'uso di tonalità maggiori e synth atmosferici tipicamente 70's.

La psichedelica "Happy" presenta una struttura tipicamente soul, anch'essa in tonalità maggiore, non a caso sembra confermare l'andamento della precedente "Come".

Il nono brano "Hardest" ricorda  "Shine On You Crazy Diamond", capolavoro indiscusso dei Pink Floyd. Di tutte le tracce questa è senza dubbio la più simile al loro stile in termini di fraseggio, soli e voce. 

"Life" è introdotta da un riff di basso che risulterà l'elemento portante fino alla fine del brano mentre la chitarra esegue note evanescenti e tipicamente ambient. Un aspetto sicuramente particolare è che in questo caso la batteria è presente solo verso la fine della traccia in chiave elettronica.

Dulcis in fundo, l'album si conclude con "Further" accompagnata dal suono del mare che trasporta in una dimensione di pace. La melodia portante richiama perfettamente questo mood grazie all'uso di melodie dolci  combinate con la batteria che procede soave in pieno stile smooth jazz.

In conclusione si può dire che Rubbish presenta molti pro e contro, un esempio è l'originalità, infatti nonostante le chiare influenze, la band mantiene uno stile proprio a discapito di una certa ripetitività presente in diverse tracce da un punto di vista ritmico e stilistico. Ad ogni modo risulta sicuramente un lavoro ben fatto.

 

Gianluca Santoro

85/100