5 APRILE 2019

Band: Asymmetry of Ego

Album: Forsake Beyond the Dusk

Data di rilascio: 28 Luglio 2018

Etichetta: Black Widow Records

 

Stufi delle solite letture su analisi di album del Rock classico?

Allora la recensione di oggi la dedichiamo a voi, con una band tanto giovane quanto moderna in fatto di sound, vale a dire gli “Asymmetry of Ego”, nati a Genova nel 2014 costituita dall’attuale formazione, grazie al cantante e chitarrista Simone Carbone, Paolo Valanzola alla seconda chitarra, il bassista Davide Medicina, il tastierista Stefano Bergamaschi ed il batterista Marco Fuliano.

Sin dalla nascita del progetto i ragazzi non perdono tempo e si concentrano sulla stesura dei brani inediti, rilasciando dopo poco tempo l’EP di debutto "Freedom For Convenience”. Successivamente nel 2016 rilasciano il singolo “One Word” e il 28 luglio 2018, grazie ad un accordo con l’etichetta “Black Widow Records”, sfornano il full-length di debutto “Forsake Beyond the Dusk”, album di nove tracce che mette in mostra lo stile ed il carattere vero e proprio della band.

Vi abbiamo anticipato il fatto che gli Asymmetry of Ego conservano dal 2014 una pasta sonora piuttosto moderna ed infatti, senza smentirci, veniamo accolti dall’intro  "Freedom For Convenience”, piccola anteprima dall’aspetto oscuro e tetro, la quale accompagna l’ingresso di “Erase myself”, pezzo interamente costituito da un’abbondante dose e spinta di stampo Alternative Metal, quindi, ritmiche energiche con riff distorti e dalle basse accordature che avanzano grazie al rombo della batteria, il tutto contornato dai suoni Synth delle tastiere, le quali concedono una massiccia fetta di definizione e modernizzazione al riffing degli strumenti. Potete farvi un’idea più chiara ascoltandovi la successiva “The sound of brightness”, traccia dal carattere Alternative Metal, con sfiziosi inserti ritmici decisamente più “sincopati” e meno lineari della precedente, ma che successivamente sfociano in Breakdown aizzandoci all’headbaning.

Traccia godibile e che mette in luce la tecnica dei ragazzi!

Il quarto pezzo “The Monster” parte in con una pacatezza in stile ambient e che viene dopo qualche secondo sormontata dagli incalzanti riff del Nu Metal, grazie al gigante muro sonoro costruito dalle accordature delle chitarre e del basso. Da notare, tra l’altro, l’ottima tecnica vocale di Simone, il quale scambia, a seconda del portamento e della dinamica del pezzo, la voce pulita e limpida con quella decisamente più grezza e gutturale. Il tutto pare essere registrato a meraviglia, con una risoluzione chiara, netta ed incisiva su ogni strumento e ogni linea vocale, quindi i grossi complimenti vanno a chi ha provveduto al mastering e mixing.

Proseguiamo con “Deep from the underground”, brano caratterizzato da una dinamica tranquilla e piacevole, nonostante la personalità comunque rockeggiante. Il pezzo mette in rilievo la dedizione per il Djent da parte della band, data la ritmica che continua a spostarsi in maniera costante e che regala punti alla band stessa data l’esecuzione e la tecnica che essa richiede.

Di carattere molto più Rock e meno spinta risulta anche “One Word”, singolo rilasciato in precedenza, il quale si dimostra comunque un’altra traccia ricca di carica ed energia, mescolata sapientemente ad inserti melodici e di piacevole ascolto.

Abbiamo apprezzato parecchio il lento “Fake lies”, che nonostante la dinamica generalmente pacata e sobria, riesce comunque a mantenere lo standard elettrico, moderno ed accattivante della band genovese.

Diversa risulta, invece, l’impatto della successiva “The anp heap awakens” la quale riprende le strutture dei canoni del Djent e la cattiveria spudorata del Nu Metal.

L’album termina con “Outro: torn apart”, finale costituito da un riff di vena Alternative con inserti Progressive, che poi sfociano in un piacevole e melodico ritornello sorretto dalle potenti ritmiche Nu Metal.

Insomma ragazzi, che album! È decisamente più difficoltoso per noi descrivervi la personalità della band e del prodotto da essa sfornato, piuttosto che vivendo i pezzi dell’album stesso in prima persona. Gli Asymmetry of Ego hanno tirato fuori un album eccezionale, sia dal punto di vista stilistico e della scelta ponderata nella costruzione di tranquilli brani godibilissimi e, allo stesso tempo, di impatto mostruoso, che a livello di sound, nel quale si evidenzia una cura ed una pulizia dei suoni senza precedenti, unitamente alla chiarezza percepita nei riff più scatenati, in cui solitamente le accordature basse fanno da nemico ai tecnici del suono e nella fase di equalizzazione di mastering e mixing, quindi altri omaggi vanno a chi se ne è occupato.

In definitiva “Frosake beyond the dusk” è un album che, specie per chi ha gusti più moderni o anche per i neofiti, può fare davvero la differenza e che grazie all’impatto roccioso del Metal unitamente alle varietà melodiche inserite potrà raccogliere critiche ottime e, di conseguenza, fare breccia nell’underground nazionale.

 

Simone Zamproni

93/100