12 MAGGIO 2018

 

Membri

Simone Filippo Canepa (chitarra / voce)

Beatrice Fioravanti (voce)

 

Tracklist

Season of love

The crow

Lethal assault

Eirenomis

It’s only rock

Claire

My memory of banshee

The end

 

La band è composta da un duo: il chitarrista Simone Filippo Canepa (che si occupa degli arrangiamenti) e Beatrice Fioravanti (voce). Provengono da Genova e ci presentano il loro album di debutto, che prende il titolo del nome della band, THELEMA appunto. La loro proposta è un hard rock con sfumature che vanno dall’acustico al rock più grintoso, con accenni metal. Iniziamo con SEASON OF THE LOVE, un brano dall’intro acustico, in cui la voce e la chitarra padroneggiano, accompagnate dolcemente dagli altri strumenti. In THE CROW ascoltiamo la band alternare parti “più tranquille” a parti con chitarra distorta. In LETHAL ASSAULT aumentiamo i ritmi! Il groove si fa più portante, con il ritornello che resta ben scandito nella testa! Con EIRENOMIS riabbassiamo i toni….intro arpeggiato che fa da introduzione alla voce di beatrice, brano che però non sembra esplodere del tutto. Il quinto brano è IT’S ONLY ROCK, brano con un po più di groove, bella l’idea, che però ci lascia come in attesa di una sfuriata finale.

Giungiamo così al sesto brano, CLAIRE, brano molto bello, per lo più senza chitarre distorte, se non verso la fine. Infatti le sentiamo dal minuto 4.05 circa fino alla fine del brano. A questo punto, però, avrei evitato di inserirle. Avrei lasciato finire il brano così, al minuto 4.05 (circa), parere mio personale ovviamente. Il settimo brano, MY MEMORY OF BANSHEE, ha un intro di chitarra che mi ricorda molto “open your eyes” dei guano apes…sicuramente dipende dall’ effetto utilizzato. Per il resto mi sembra una buona song, con un bel groove portante. Arriviamo così alla fine del disco con THE END, appunto. Qui abbiamo il piacere di ascoltare una song tutta chitarra acustica e voce. Ma qui, a differenza delle altre, non canta Beatrice, ma Simone, che, seppur con leggere pecche di intonazione in alcuni punti, ed alcune calate che ricordano un po il buon Eddie Vedder, riesce a tirar fuori un ottimo pezzo che tiene l’ascoltatore incollato fino alla fine del brano. In conclusione direi che questo disco è un buon inizio, anche se alcuni brani lasciano un po con l’asciutto in bocca, perché sembrano non voler “esplodere”. La voce di Beatrice a volte si lascia andare ad alcuni errori di intonazione, ma resta comunque una bella voce con le sue particolarità.

Curerei un po di più la produzione…soprattutto per quanto riguarda le chitarre distorte, che hanno un sound un po acerbo, e non danno la “botta” giusta….forse è proprio quella che serve per far decollare del tutto i brani.

 

Daniele Hell

65/100