25 MAGGIO 2018

I Distant Bonds sono un trio Londinese, formati nel 2017, e creano una musica che mostra delle reminiscenze pop in stile Albert Lambert fino a delle influenze alternative rock/metal in stile Three Doors Down, Breaking Benjamin, Seether e gli ultimi album dei Linkin Park. I componenti del trio sono: Ray Hikari, Mario Simanovsky e Kay Erodotou. Nonostante la loro giovane età hanno già un certo seguito, specialmente fra il pubblico piu giovane, ed un palmares decente per un gruppo emergente . 

Al momento però, sono impegnati a festeggiare l'uscita del loro nuovo EP omonimo, troviamo una auto-produzione buona, accompagnata da un songwriting molto “trendy” ed un textwriting molto sdolcinato. Commentando il contenuto del disco, la stessa band afferma che ogni canzone sull'EP è molto personale o puramente basata sulle istruzioni e solo alcune tracce si concentrano su esperienze di vita reale idee soggettive dei membri della band. Il suono uggioso delle chitarre , accompagnate da un basso molto invasivo e dalla batteria abbastanza ritmica e cadenzata, danno un’impresione di un prodotto buono, anche se “già sentito”. Ma proprio qui entra in gioco l’asso nella manica della band, la voce che incanta l’orecchio di ogni ascoltatore con il suo colorito molto Alternative. 

L'offerta di cinque bei brani si apre con i riff spartani ma ardenti e ritornelli accuratamente accorati di "Chuck the Bass". Queste chitarre aride e le voci indubbiamente atmosferiche danno poi vita anche a "Defender", un brano molto energico, prima che "Our Souls" arrivi ad arrestare con la sua agitata serenata e le reminiscenze elettronicamente infuse in stile Linkin Park . "Everything I Am" è un'altra prova commovente di musica dolce ed emotiva che mantiene un ambiente malinconico fino a quando la solenne "Tonight" prende il posto di un finale accattivante ed al tempo stesso incredibilmente rinvigorente.

Distant Bonds ha generato una buona sintesi di pop, alternative ed elettronica, che rimane costantemente liscia e coerente dall'inizio alla fine. Il mix straordinariamente fluido delle sue magnifiche voci e sonorità elettroniche dovrebbe riuscire ad attirare un grande pubblico.

 

Dmitriy Palamariuc 

77/100