Fabrizio Spurio è un regista, un disegnatore ed uno scrittore dedito al genere horror. Vive e lavora a Roma, città dove è nato nel 1971. Da sempre interessato a temi horror, thriller ed al cinema d'animazione, ha trovato come riferimento di base registi e produttori quali Dario Argento, Lucio Fulci e Mario Bava oltre a tanti altri. Già da giovane scopre l’amore per la scrittura ed il disegno, crea una propria etichetta, Goreproduction, e comincia a girare corto e mediometraggi con i quali partecipa a diversi festival di cinema indipendente, collaborando con altri autori underground. Con EUS edizioni ha già pubblicato "Oreoscure" una raccolta di racconti horror, del soprannaturale che si rifanno alla tradizione italiana dell'horror cinematografico, ambientati ai giorni nostri, ed il romanzo “Capelli”. All'attività di scrittore alterna anche quella di illustratore e nel dicembre 2016 organizza la sua prima mostra personale, “Carnographia”, presso la galleria d'arte “Le Bitte” a Roma. Attualmente sta realizzando il suo primo volume a fumetti.

“Buio Scarlatto”, ultimo lavoro di Fabrizio, supportato dalla colonna sonora dei Barafoetida, band di genere darkwave, gothic, indie rock ed industrial. Il gruppo è stato scelto per la musica proprio per la loro musicalità.

La colonna sonora uscirà su album, a nome della band e sicuramente sarà trascinante ed onirica.


INTERVISTA A CURA DI VALERIA CAMPAGNALE


Ciao Fabrizio, benvenuto sulle pagine di Insane-Voices-Labirynth e grazie per il tempo che ci dedichi. Quando e come è nata la tua passione per il genere horror?

 

Intanto grazie a voi per il vostro interessamento. In realtà non ricordo quando ho iniziato ad amare il cinema horror, anzi da bambino devo dire che (come tutti) ero anche un po' spaventato dai film del terrore, ma ricordo che le prime esperienze con i mostri le ho avute vedendo in televisione, nei primi canali privati che c'erano all'epoca, i film giapponesi dei vari “Godzilla” e “Gamera”, quelli con le persone dentro quelle tute di gomma, che simulavano combattimenti tra giganteschi esseri primitivi. Mi piaceva vedere quei mostri, certamente meno paurosi, anche per il contesto della trama che naturalmente si allontanava da temi macabri. Ricordo anche che mi piacevano molto i film con i mostri creati in stop motion, che non sapevo ancora essere creati ed animati da quel genio che risponde al nome di Ray Harryhausen. Poi con il tempo la mia curiosità verso i mostri, e di conseguenza verso il macabro è aumentata, e così sono entrati nella mia vita fantasmi, vampiri e creature da laboratorio più classiche... Fino al giorno in cui scoprii Dario Argento, e da li cambiò la mia vita.

 

Hai un legame più con il genere horror classico come quello anni ’70 oppure ti rispecchi anche in quello moderno?

 

Non ho preferenze legate ad un certo periodo, anche se mi sento più in sintonia con l'horror anni '80. Ma vedo di tutto, a volte mi concentro sui classici Universal degli anni '30, altre volte parto con gli splatter anni '80, poi torno indietro alle produzioni Hammer anni '60 per poi deviare nel giallo nostrano anni '70. Insomma, vedo di tutto, non ho una preferenza, a parte per quello che riguarda gli autori. In quel caso sono molto legato alla produzione di Argento, prima di tutto, poi Fulci e Bava padre. Credo che questi siano gli autori che hanno fondato il nostro cinema horror, e ne hanno dettato leggi e regole.

Anch’io come te sono un’appassionata di questo genere, secondo la tua opinione, cosa attrae maggiormente lo spettatore in un film dell’orrore? È un modo per esorcizzare le proprie paure o proprio per l’interesse al gusto del macabro e dell’arcano?

 

Sinceramente non credo al discorso dell'esorcizzare le paure e i timori. Mi sembra di più che ci sia un piacere a partecipare ad un rito, a staccare la spina dal quotidiano, ad entrare in un mondo che non ha nulla a che vedere con quello che ci circonda. Vedo il cinema come evasione e spettacolo. 


Infatti i miei preferiti sono tutti quei generi che non mi riportano alla rappresentazione della realtà, ma anzi, mi offrano cose che nella vita di tutti i giorni non posso vedere, e quindi l'horror, ma anche il fantasy e il cinema d'animazione.

Cosa ne pensi delle serie tv come “American Horror Story”?

 

Non le vedo. Mi annoia vedere una cosa che per sapere come finisce devo aspettare anni (anche se la serie che hai citato so che termina ad ogni stagione). Voglio godermi un film senza dover attendere una settimana per il nuovo episodio oppure fare avanti e indietro dal lettore dvd/blue ray per vedere il nuovo episodio...

 

Tornando invece ai tuoi lavori extra regia, hai pubblicato due libri, ovviamente rimani sempre nell’ambito dell’orrore e del sovrannaturale, ci possiamo aspettare altri scritti da parte tua?

 

Io credo di si, avrei in mente un altro volume, che contiene anche alcune scene di una certa durezza, ma credo che la scriverò come mi viene, senza autocensure. Non amo la censura nell'ambito artistico. Certo, non mi piace la volgarità, ma adoro arrivare ad eccessi senza per questo dover abbandonare il buon gusto. Mi piace infastidire, e se posso anche sconvolgere con le idee che cerco di trasmettere e con le immagini che ricreo o su carta o con la parola stampata (o con i video che realizzo).

 

Come hai trovato l’ambiente editoriale italiano?

 

Per la mia esperienza triste, fortunatamente ho trovato una casa editrice, la EUS Edizioni, che è onesta. Quelle contattate in precedenza oltre a voler avere una sorta di controllo censorio sui miei scritti volevano anche una discreta somma per essere pubblicato, somme che poi si rivelavano essere solo un pagamento per poi ritrovarmi con tante copie a casa da piazzare per conto mio...

Illustratore, sei anche un bravissimo disegnatore, tra l'altro hai idealizzato anche l copertina del disco dei Barafoetida “A Coffinful Of Secret”, com’è nata l’idea per l’artwork del loro album?

 

Parlando con Denny Z, uno dei membri fondatori del gruppo, mi ha detto che l'album avrebbe avuto una concezione gotica, a quello mi sono rifatto, anche pensando a delle copertine di libri di racconti di Edward F. Benson o di Montague Rhodes James. Insomma, mi sono ispirato ai classici...

 A me piace molto il tuo omaggio a Disney, “Alice Nel Paese Delle Meraviglie” in particolare, possiamo dire che sostanzialmente anche nei film della Disney c’è una sempre una parte malefica, annoveriamo anche Walt Disney nell’ambito dell’horror fantastico?

 

Il macabro nella figura del cattivo in Disney deve essere presente, anche perché è quello il vero motore della vicenda. Ma Disney è un discorso a parte. Ho sempre amato i suoi cartoni animati, il piacere di creare l'arte del movimento nel disegno (anche per questo motivo non amo molto i film in CGI che vengono prodotti ora, non vedo più il disegno muoversi). Ho anche frequentato un corso di cinema d'animazione, ed ho lavorato per sei anni in studi d'animazione di Roma. Un periodo bello e creativo.

 

Ho potuto vedere il video della tua personale “Carnographia”, davvero complimenti, hai una visione orrifica nelle tue tematiche, come nasce un tuo disegno?

 

È difficile per me spiegare come mi vengono le idee. Nascono di colpo, io dico che ho dei flash, dei lampo in cui vedo l'immagine. Cammino per strada, parlo con qualcuno, leggo qualche cosa, ed ecco che di colpo, magari per una veloce concatenazione di idee, ecco che mi viene alla mente l'immagine. Ma devo confessare che me la prendo comoda, non è che corro a gettare su carta quello che viene, anzi me la prendo con calma. Magari prima che creo il disegno passano anche mesi, ma l'idea rimane dentro la mia testa come un tarletto, che scava ed è li, e mi dice sempre che vuole uscire. Poi un bel giorno inizio e lo faccio. Ma deve esserci anche quella voglia, quel preciso momento in cui penso “ecco, è ora di farlo”. Penso anche che le cose che creo non le invento io, ma è come se fossero loro che vengono a trovarmi, il mio unico scopo è portarle nella realtà. Un po' un parallelismo con quello che dice Stephen King per la letteratura (ma non voglio certo paragonarmi a lui, un gigante della letteratura, non solo horror, un mio altro riferimento): lui non inventa le storie, quelle sono già li, sepolte come lo scheletro di un dinosauro; sta a lui iniziare a scavare per portare fuori le ossa e vedere lo scheletro completo. Ecco per me, con i disegni, funziona così.

 

Ora stai lavorando al tuo primo fumetto, cosa ci possiamo aspettare, una serie di fumetti o un volume unico?

 

Un volume unico, per il semplice motivo che, nonostante mi piaccia disegnare, odio disegnare sempre gli stessi personaggi, quindi ho dovuto trovare delle storie molto brevi che mi dessero il piacere di arrivare presto al finale, storie un po' alla Zio Tibia incrociate a “Creepshow”. Devo dire che sono stato aiutato da Samuele Zàccaro, che mi ha fornito i soggetti e le idee per alcune delle storie che compongono il volume, e da Andrea Pucci che ha creato l'illustrazione per le copertine. In definitiva si tratta di piccole storie, o anche semplici situazioni che mi hanno stuzzicato l'idea di raccontare le immagini. Il volume contiene anche alcune illustrazioni libere da contesti narrativi, e forse ci inserirò anche un mio racconto inedito dai toni anche umoristici.

 

Ringraziandoti nuovamente per la tua disponibilità ed augurandoti il meglio nella tua carriera, vorresti aggiungere qualcosa?

 

Solamente che sono contento che ci sia in Italia un pubblico sensibile all'horror, anche underground, visto che chi dovrebbe sostenere ufficialmente la creatività non fa nulla. Ringrazio voi per la possibilità che fornite di divulgare queste idee e queste creazioni.

Teaser del concept album "BuioScarlatto" composto da Barafoetida:

https://youtu.be/DwGwLgmK8CY