22 OTTOBRE 2017

Nome: Belphegor

Genere: Death/Black Metal

Nazione: Austria (Salzburg)

Formato: full-length

Titolo: Totenritual

 

• Tracce:

1. Baphomet (04:47)

2. The Devil’s Son (04:20)

3. Swinefever - Regent Of Pigs (04:50)

4. Apophis - Black Dragon (06:12)

5. Totenkult – Exegesis Of Deterioration (05:43)

6. Totenbeschwörer (02:15)

7. Spell Of Reflection (05:21)

8. Embracing A Star (05:34)

9. Totenritual (02:46)

10. Stigma Diabolicum [live] (05:21)

11. Gasmask Terror [live] (04:25)

 

Membri: 

• Helmuth (chitarra e voce)

• Serpenth (basso)

 

Il progetto austriaco Belphegor nasce a Salzburg nel 1992, a seguito di un anno di lavoro sotto il nome di Betrayer, e in tutto questo tempo di attività collezionano diversi lavori seminando una scia di brina ad ogni loro passo nel globo terracqueo. Belphegor deriva dal nome biblico Baal-Peor, divinità adorata dai moabiti (antica popolazione semitica) ma in seguito odiata dagli israeliti ed additata come entità demoniaca. Le imprese dell’oscura e maligna band austriaca sono molteplici come sopra scritto, infatti Belphegor iniziano la loro carriera nel 1993, quando il 7 febbraio realizzano il primo EP (“Boodbath In Paradise”), che con le sue quattro tracce donano ai fans di tale progetto 22:23 minuti di ascolto. Non tarda ad arrivare nel 1994 il secondo EP della band dal titolo “Obscure And Deep” caratterizzato dal fatto che in esso è presente una cover di una canzone conosciuta: “Sabbath, Bloody Sabbath”, dei Black Sabbath. Nel gennaio del 1995 Belphegor ritornano in scena con il primo full-length, “The Last Supper”, una consistente raccolta di dieci tracks (40:16 minuti). Due anni dopo, nell’ottobre del 1997 viene realizzato il secondo album intitolato “Blutsabbath” (nove tracce per 35:53 minuti di ascolto) seguito da “Necrodaemon Terrorsathan”, plasmato il 17 novembre 2000, lavoro composto anche’esso da nove tracce (35:26 minuti). Il 25 marzo 2002 è la volta di “Infernal Live Orgasm”, il progetto austriaco decide di registrare un live album, presentandosi in concerto con un set di dodici tracce, la raccolta ha una durata di 50:00 minuti. La produzione discografica dei Belphegor procede inesorabile, infatti “Lucifer Incestus” viene subito realizzato il 24 novembre 2003, conducendo in un vortice di tenebre gli ascoltatori avvolgendoli con le sue nove tracce. Prima di tuffarsi nuovamente a capofitto sulla creazione di una grande raccolta quale un full-length il progetto crea nel dicembre del 2004 una compilation, “The Last Supper/Blutsabbath”, composta da due dischi contenenti le tracks dei due lavori citati nello stesso titolo. Un nuovo full-length fa cadere nuovamente il mondo nelle tenebre, infatti, il 28 febbraio 2005, viene concretizzato “Goatreich - Fleshcult” (nove tracce per 38:13 minuti di ascolto). Nel 2006 Belphegor collaborano con la band Power Metal HammerFall e con l’ormai defunto progetto norvegese Black Metal I per creare uno split. Il 27 ottobre 2006 viene realizzato dagli austriaci “Pestapokalypse VI”, un album di nove tracce (38:02 minuti). Il 22 febbraio 2008 Belphegor creano un single intitolato “Bondage Goat Zombie”, seguito immediatamente, l’11 aprile, dall’omonimo full-length composto da nove tracce (39:44 minuti). Il 2009 è l’anno di nascita di un nuovo lavoro, “Walpurgis Rites - Hexenwahn”, realizzato il 9 ottobre avente in se nove malvagie tracks. Nel 2011 si affaccia al mondo “Blood Magick Necromance”, che il 14 gennaio viene creato per stupire di nuovo i fans della band austriaca con le sue otto tracce (40:26 minuti). Il secondo single del progetto Belphegor (“Gasmask Terror”) viene creato il 27 giugno 2014, che sarà poi seguito da “Conjuring the Dead”, un full-length realizzato pochi mesi dopo, l’8 agosto, contenente dieci tracce per una durata complessiva di 36:39 minuti ma che non sono servite a creare un grande successo. Dopo tre anni passati dall’ultimo album inciso i Belphegor non si arrendono ancora, e sono decisi a voler fare un salto di qualità poiché una carriera così lunga, fatta anche di piccoli successi non può essere gettata al vento. Dunque per riprendere il volo il progetto austriaco decide di creare un nuovo full-length, “Totenritual”, realizzato il 15 settembre 2017, composto da 11 tracce che accompagnano l’ascoltatore per 51:34 minuti nel cammino attraverso un mondo reo e malvagio che viene a crearsi nella mente di egli stesso. Innanzi a tutto l’idea di inserire due tracks live risulta essere apprezzabile, è vero che non è possibile godere delle stesse emozioni che si provano vedendo e ascoltando la band dal vivo e che comunque sono solo tracce audio, ma in ogni caso, ascoltandole, la mente torna a vedere  le scene grandiose e spettacolari che i Belphegor usano creare ai propri concerti. Anche in “Totenritual” la band rimane serrata sui soliti ritmi e tematiche tipiche del genere musicale praticato, seguendo alla lettera il solito stereotipo venutosi a creare proprio negli anni di nascita del progetto stesso. Tuttavia, cosa da segnalare è che come molte altre bands simili anche i Belphegor si sono “ammorbiditi”, qualcosa è cambiato e si sente: temi duri e pesanti forse accompagnati da qualcosa di un po’ “commercializzato”. Il lavoro di mix e mastering è impeccabile e nelle tracce live va ricordato l’ausilio dell’artista Bloodhamer, che crea ritmiche pesanti e pressanti definibili quasi perfette ma leggermente portate all’estremo. Nulla da dire per il basso che lega bene tutto il resto creando una buona armonia, la chitarra forse è un po’ “leggera”, ma d’altro canto a rimediare ciò vi è l’accompagnamento della batteria che (seppur lievemente) copre questo difetto. Helmut è sempre pronto a far assaporare la sua voce dal tono che alterna un timbro potente ad un altro molto tagliente, giocando tra growl e screaming, i riff e le soluzioni sono decenti ma non eccezionali. Musicisti bravi che però si cimentano in qualcosa di poco originale, purtroppo questo nuovo full-length non è niente che non sia già stato ascoltato, e non si discosta molto dai lavori precedenti, un po’annoia dato che la matrice seguita è sempre la stessa. Insomma, come si suol dire molto casino per nulla, sono prevedibili, ma per qualche ragione continuano a piacere e farsi strada, c’è qualcosa di affascinante nel progetto Belphegor, forse le composizioni semplici, ma in ogni caso non li si può esaltare. Nonostante tutto la band austriaca riesce ancora a far venire la pelle d’oca agli ascoltatori mediante i loro ritmi rei e malvagi, i margini di miglioramento sono molti nonostante i diversi anni di carriera che risultano essere stati anche parecchio prolifici. Belphegor sono bravi, ma non riescono ancora a distinguersi nettamente da altre band simili, è come se non avessero una posizione esatta. Ad ogni modo “Totenritual” è un album da seguire, contiene “male e bene”, Belphegor vanno compresi ed apprezzati, perché dietro a piccoli errori si cela un grande talento. La buona volontà dei musicisti e l’amore che impiegano nel creare nuove tracce è la cosa che in primis deve emergere, perché è il succo di ogni lavoro. Per chi ancora non ha ascoltato questo progetto si presenta un’occasione per scoprire un mondo nuovo, per chi già li conosce è consigliabile aggiornare al più presto la playlist.

 

Giulia De Antonis 

70/100