18 LUGLIO 2018

Curioso il nome CENTO SCIMMIE,mi ha fatto tornare in mente la pseudoscienza di Watson in cui esistono masse critiche di soggetti  che per  , non ben precisate, doti psichiche passerebbero le loro abilità ed il loro sapere  ad altri soggetti, addirittura, lontani tra di loro e visto che tale massa critica per le scimmie era di cento unità la curiosità è cresciuta ancora di più ,tanto che mi sono messo all'ascolto con animo da quindicenne che potrebbe scoprire cose nuove . Le mie aspettative  non sono andate, in parte , deluse perché i CENTO SCIMMIE  , gruppo Veneto, composto da  Andrea Coppo  – Voce, Alessio Ometto – Chitarra, Antonello Carrossa – Chitarra ,  Mirko Visentini  – Batteria , Massimiliano Bilato – Basso ,propongono un rock variegato molto legato al passato, dove la componente principale sono i testi ,cantati in italiano dal buon tiro generale anche se di difficile assimilazione . FRAGILE  ,questo è il titolo dell'album ,è uscito nel febbraio 2018 sotto l'etichetta Overdub recording  ed è composto da otto tracce ,che trasportano l'ascoltatore in un viaggio attraverso momenti decadenti e visionari e dai continui cambi di umore musicale  dove le linee vocali dipingono atmosfere surreali ,a volte tragiche  altre volte sognanti ed eteree . Si parte con “ Cosmetico “ dal riff ruvido ed ipnotico, con una sezione ritmica sempre presente  ed un cantato ispirato  che affonda il proprio songwriting nel passato e consegnandoci un brano tirato e godibile. Si continua  con “ Schiena “  sulla falsariga della precedente , con continui stop and go che esaltano il testo , veramente interessante. In “Cane “ invece  le atmosfere si fanno più movimentate  ,con una sezione ritmica sugli scudi a dettare tempi quasi Funky , e con un chitarrismo raffinato ed intrigante. “Verme “ invece è cupa e visionaria , dove ad un riff prettamente hard Rock si contrappone un cantato ispirato e sofferente e dove la sezione ritmica ,pur nella sua semplicità ,dà corpo ad un brano grintoso ed accattivante. “Ipergiganti Gialle “ deve molto ,per struttura , al prog rock dove ad atmosfere rarefatte si contrappongono sfuriate strumentali   visionarie ,  che mettono in mostra la preparazione tecnica del combo Padovano, il tutto al servizio delle linee vocali  che passano  da parti sognanti ad altreruvide e grintose .

Si continua con “ Pezzi “  , brano più riflessivo  dove ad arpeggi lenti e sognanti con parti vocali lineari e pulite  si contrappongono accellerazioni grintose e ruvide  con vocals arrabbiate. “Basta che Funzioni “ e “ Labbra “ chiudono l'album su strutture musicali grintose dai molteplici cromatismi sonori e  da una linea di cantato pulita e sempre in grado di reggere i cambi rimici dettati dalla musica  ,e pur consegnandoci due brani similari ,per struttura sonora, non tolgono , ma non aggiungono , niente al lavoro dei cinque musicisti. Arrivati alla fine dell'ascolto si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un lavoro ben curato e prodotto , con testi interessanti  e linee vocali sempre al servizio della forma canzone, ma che lascia perplessi per la sua disomogeneita a livello musicale oltre alla sua ,eccessiva ,poca immediatezza nell'ascolto , che potrebbero spiazzare l'ascoltatore meno avvezzo a certi tipi di sonorità. Consiglio questo “Fragile “ a tutti coloro che non si mettono all'ascolto con dei pregiudizi musicali ed hanno la pazienza di scoprire sfumature nascoste, avranno non poche soddisfazioni.

 

Alessandro Bettoni

65/100