7 LUGLIO 2017

Artista: Glory Of The Supervenient

Titolo: Glory Of The Supervenient

Label: Overdub Recordings 

Anno pubblicazione: 2016

 

TRACKLIST:

1. I: The Destiny

2. Flexing The Inflexible

3. Identites

4. Infinte Tangles

5. Through The Circles

6. Encoutering The Encouterer

7. Firewood \ Ash

8. Isolated Earth

9. The Background

10. Connections

11. Path Of The Night

 

LINE-UP:

Andrea Bruzzone – Drums, Virtual Instruments Programming

Angelo ” Otus Dei “Girardello – Basso

Mauro Scarfia – Sound Design

 

Glory Of The Supervenient, è il progetto nato dalla mente del batterista milanese Andrea Bruzzone che, accompagnato da una vera e propria band, ha creato questo debut album omonimo. Contenente undici brani, questo disco attraversa con nonchalance differenti ascendenti artistiche, racchiuse in questa unica creazione, fondendo rock/metal, di base, con aggiunta di sonorità jazz, drum’n’bass ed elettroniche.

L’unica etichetta che mi sento di dare a questo disco è originalità. Un album, quindi, multi sfaccettato e da assaporare un po’ alla volta, come album strumentale, necessita infatti un accorto ascolto.

Nato come esperimento, la maggior parte degli strumenti nell’album, esclusi la batteria suonata da Andrea Bruzzone ed il basso di Angelo Girardello, sono strumenti virtuali programmati rivisitati dal sound design di Bruzzone stesso e Mauro Scarfia del quale ha curato il missaggio. 

Il punto di forza di “Glory Of Te Supervenient” è che nessuno strumento prevarica su un altro, anzi, si fondono perfettamente nel creare un’atmosfera progressive rock con l’intento, forse, di lasciarci nel limbo dell’interpretazione, nel non focalizzarci in un momento preciso ma viaggiare anche nel tempo tra nuove e datate sonorità.

Un album dal suono ineccepibile, minimal ed interessante.

Atmosfere trascinanti che riescono a raggiunge l’universo di un gruppo da scoprire e, che con la sua eleganza, regala questo piccolo capolavoro mettendo d’accordo ascoltatori da più fronti.

Come dicevo, pur non essendoci egemonia da parte di nessuno strumento, le chitarre catturano l’attenzione per la loro presenza con accordi e riff che riescono ad accrescere la laboriosità di questo disco e che si amalgamano con tastiere, batteria e basso. 

I Glory Of The Supervenient, hanno sperimentato un nuovo modo di imporsi sul mercato, diversificandosi di molto dalla maggior parte delle proposte nel mondo musicale.

Attendendo un seguito a questo debutto, magari con l’aggiunta della voce, godiamoci questo esempio di diversità artistica che riesce ad unire più di una generazione in campo musicale.

 

Valeria Campagnale

75/100