25 LUGLIO 2018

 Tracklist

1. Ronzinante

2. La Corsa

3. Fantasmi

4. Palomar

5. Falsi Approdi

6. Laura

7. Un Pianoforte nell Abisso

8. Il Ritorno

9. Tradimento

10. Essere Umani

11. Vesuvio (E' Zezi)

 

“La Corsa” è il nuovo album della band Hyena Ridens. Uscito a marzo 2018, porta con se importanti cambiamenti all’interno della band stessa dopo l’esordio “Cave Canem” del 2014. A quattro anni di distanza passano da cinque a tre elementi e intensificano l’attività live. Questa corsa descritta dal nuovo power trio napoletano affonda le radici in quello che in Italia veniva proposto come alternative rock negli anni ’90 ma allo stesso tempo ha dentro di se tanto degli anni ’70, basta ascoltare l’intro “Ronzinante” e la title-track. Il disco appare subito ruvido, quasi sporco, non siamo di fronte ad una cura dei suoni maniacale o ad una registrazione che mira alla perfezione.  In realtà anche se il tutto funziona, la batteria sembra troppo spesso in secondo piano e un buonissimo pezzo come “Fantasma” avrebbe girato meglio se il drumming fosse stato meno sottovalutato. Nel press consegnato non leggo nessun richiamo comunque a questi anni ’70 (anche se progressive tra la lista dei generi proposti non lascia grande interpretazione), eppure io continuo a sentirli forti in più parti. “Palomar”, “Falsi approdi”, “Laura” e cosi via fino a “Vesuvio” parlano esattamente di questo. Ci si distacca un pò con “Un pianoforte nell’abisso” ma solo inizialmente. Devo dire in tutta verità che mi aspettavo la solita roba fritta e rifritta, un copia/incolla dei migliori Verdena mescolato a qualche accordo di quelli di cui si abusa in continuazione. Si lo so, sono io ad essere prevenuto, ma le band italiane negli ultimi anni purtroppo questo mi hanno lasciato. Invece questi ragazzi, Gennaro Davide, Paolo Astarita e Paolo Cotrone non si lasciano liquidare velocemente, anzi.

Un buon secondo album per la band, “Un pianoforte nell’abisso” è la traccia che mi convince (e piace personalmente) di più.

Io esaspererei questa atmosfera anni ’70 e mi distaccherei sempre di più dall’alternative moderno e farei un terzo album che meriterebbe veramente di essere seguito con attenzione.

D’altronde i Greeta Van Fleet stanno spopolando perchè prendono (anche esageratamente nel loro caso) ispirazione da qualcosa che ha cambiato la storia della musica. Noi quarant’anni fa lo abbiamo fatto con la Pfm, il Balletto Di Bronzo o il Banco Del Mutuo Soccorso e cosi via. Perchè non dovrebbe funzionare?

 

Gabriele Mangano

80/100