ARNWALD è un progetto di musica Ambient Industrial Dark che lo stesso ARNWALD ha creato per esplorare il più oscuro lato dell’uomo.

Attraverso questo primo album 'Primal Expurgation', l’autore apre un processo emotivo di esorcismo, Il primo passo nel suo viaggio di microcosmo. Musicalmente è influenzato da stati spontanei come malinconia, odio, follia, disorientamento in un mondo in cui non è inserito. 

Sentire questo suono selvatico assemblato, sfruttando al meglio le varie esperienze musicali come batterista in band come Enthroned, Necroblaspheme, Humanitas Error Est, Lost God… cercando di creare qualcosa di personale, lontano dai suoi altri progetti, qualcosa di puramente egocentrico, che ancora contengono i resti della sua carriera musicale principale come batterista.

ARNWALD è per lui più di un progetto, più che musica, è una catarsi profonda, una riconciliazione con se stesso.

Album di Doom Black Ambient con sfumature dark.

Questo progetto è reso particolare con l’ingresso dell’elettronica in cui la parte vocale è quasi inesistente. Le 11 tracce che lo compongono sono senza titolo e le parti Industrial lo portano quasi sul Post Black.

L’Artwork è tutto in bianco e nero, in cui è risaltato un volto di persona sofferente e questa sofferenza è la tematica principale dell’album. 

L’album si apre con “I”, canzone dal ritmo lento con un’introduzione molto lunga, in cui i suoni sembrano riprodurre dei lamenti e la voce distorta entra nelle orecchie dell’ascoltatore, mettendolo in ansia… Il viaggio in questa sofferenza è appena iniziato.

Seconda Traccia “II”: intro di synth e batteria, in cui il ritmo ha cadenza marziale, e subito dopo le tastiere distorte fanno la loro comparsa, seguite da un arpeggio di chitarra in sottofondo. Un finale con il giro dell’introduzione. Tranquillità e sofferenza sono le emozioni che inondano l’ascoltatore.

Canzone successiva “III”: intro di batteria triggherata con effetti elettronici che portano l’ascoltatore verso il finale con ritmi lenti e ripetitivi. Canzone di intramezzo puramente strumentale.

Successiva è “IV”: intro di tastiere ed effetti elettronici, accompagnati da una voce molto distorta tale da sembrare un effetto computerizzato. Una linea di basso ripetitiva in loop con effetti che si soprappongono, accompagna l’ascoltatore verso il finale.

Quinta traccia “V”: batteria, synth, lamenti, immergono l’ascoltatore in una litania martellante e marziale dall’inizio alla fine… il viaggio nella disperazione dell’umanità continua.

Sesta traccia “VI”: intro lenta con tastiere e batteria che mantengono un ritmo marziale per tutta la durata della traccia. poco dopo la parte elettronica accompagna i due strumenti iniziali, fino a quando la batteria acquista un ritmo più lento. Nel finale il tempo ritorna a quello iniziale.

Settima traccia “VII”: intro di synth batteria e elettronica, le distorsioni e gli effetti si mischiano insieme. La tastiera entra per rompere la monotonia del ritmo precedente. Il tempo iniziale si ripete e porta l'ascoltatore al finale.

Ottava traccia “VIII” la canzone inizia con un ticchettio di orologio e degli effetti di scariche elettriche che stanno caricando in un macchinario. La batteria e il synth, poco dopo entra anche il basso. Dopodiché inizia un assolo di batteria a una velocità media. I rintocchi di orologio portano al finale della traccia.

Terz’ultima traccia “IX”: intro di synth, batteria e tastiere a un ritmo a velocità media, la chitarra distorta di sottofondo accompagna gli altri strumenti. Poco dopo anche le tastiere si distorge e questo suono porta verso il finale.

Penultima traccia “X”: batteria ritmo marziale a marcia poco dopo entrano anche le tastiere e il basso. La canzone che rende ascoltatore un po' di tranquillità e di speranza rispetto alle tracce precedenti. La batteria si abbassa di volume ed entra elettronica. La canzone sì conclude con due colpi di timpano.

L'album si chiude con “XI”: la canzone inizia con batteria, synth ed elettronica, dopo qualche secondo entrano le tastiere distorte, con un effetto di campane da chiesa rendono l'ascolto diverso, questo ritmo continua ancora e ti porta fino al finale.

Album tutto strumentale e non semplice da digerire ai primi ascolti, un concept album basato sulla sofferenza e il dolore e le emozioni più oscure degli esseri umani. Le canzoni sono composte con ritmi ripetitivi e martellanti che portano ansia e malessere interiore a chi lo ascolta per la prima volta. Questo album va ascoltato e riascoltato per capirlo a pieno. 

Le sperimentazioni ed elettronica fanno da padrona, come gli effetti. La parte Ambient e Dark è amalgamata molto bene come la parte Industrial.

Consigliato a chi vuole ascoltare musica complessa e diversa dal solito. Gli appassionati del genere lo apprezzeranno molto. Se volete provare ad ascoltare un album diverso dal solito provate a dagli una possibilità di ascolto.

 

 

Daniele Blandino (Lucyfer) 

75/100