NOME: Rudra.                                                                                                                   GENERE: Vedic Metal.                                                                                                     NAZIONE: Singapore.

FORMATO: Full-length.

TITOLO: Enemy Of Duality.

 

Tracce:

1. Abating The Firebrand (06:18)

2. Slay The Demons Of Duality (04:44)

3. Perception Apparent (05:46)

4. Acosmic Self (05:12)

5. Root Of Misapprehension (05:27)

6. Seer Of All (04:52)

7. Hermit In Nididhyasana (06:40)

8. Ancient Fourth (09:24)

 

MEMBRI:

Kathir (voce e basso)

Vinod (chitarra)

Simon (chitarra)

Shiva (Drums)

 

Rudra è un progetto nato il 28 gennaio 1992, a Singapore, che ha rivoluzionato la scena musicale Metal introducendo un genere nuovo con forti influenze folkloristiche denominato Vedic Metal. La band crea musica considerabile come una sorta di tributo alla propria cultura religiosa ed agli antenati, di fatti lo stesso nome “Rudra” appartiene alla Divinità della tempesta e della malattia, una forma del Dio Shiva o Shankar ma molto più distruttivo. I temi principali affrontati nelle tracce da Rudra sono riguardanti il Vedismo, la filosofia Indù e la mitologia, argomenti quindi molto interessanti in grado di attrarre e coinvolgere gli ascoltatori più curiosi. Dal 1992 ad oggi Rudra hanno avuto un intenso periodo prolifico dal punto di vista musicale, nel loro “arsenale” di fatti vi sono due demo, uno split e ben otto full-length. Il primo demo viene realizzato nel 1995, intitolato “The Past” (4 tracce), seguito poi nel 1997 dal secondo ed omonimo del gruppo musicale: “Rudra” (9 tracce). Nel 1998 esce il primo (e attualmente unico) split dal titolo “Metal Legion”, creato in collaborazione con Beast Petrify, Brutal Fear, Sakaratul Maut e Abattoir, e nello stesso anno, a luglio, il progetto crea il primo album, avente lo stesso nome della band “Rudra” (11 tracce). Il secondo Full-length di Rudra viene alla luce a settembre del 2001, intitolato “The Aryan Crusade” (13 tracce), che mostra nuovamente la grande varietà di brani che la band usa inserire nei propri album. Nel 2003 i singaporesi incidono un nuovo album, dall’ enigmatico titolo “Kurukshetra”, seguito poi da altri quattro full-length: “Brahmavidya: Primordial I” (2005), “Brahmavidya: Trascendental I” (2009), “Brahmavidya: Immortal I” (2011) e  ta (2013). Il 10 novembre 2016 il progetto torna alla carica con un nuovo album intitolato “Enemy Of Duality” contenente otto tracce e con durata complessiva di minuti 48:23. Questo innovativo full-length non rappresenta per Rudra esclusivamente uno stravolgimento del loro genere, con ricerca di un sound differente, ma sembra anche essere il loro progetto più ambizioso registrato fino ad ora. La band di Singapore da origine ad un nuovo stile musicale, se così si può dire, proprio mediante “Enemy Of Duality”, in cui si uniscono le sonorità tradizionali tipiche della cultura indiana a quelle dure, pesanti, ree e malvagie del Black e Death Metal, dando origine ad un nuovo stile: il Vedic Metal. Ascoltando l'album si possono evidenziare intensi riff e cambi di tempo che appesantiscono le tracce e fondersi alle tonalità sonore folkloristiche tipiche della cultura vedica, l’album è chiuso da un lungo finale, rappresentato dalla traccia “Ancient Fourth”, che rappresenta il full-length nel complesso toccando tutte le particolarità sfruttate da Rudra nella composizione. Non si può evitare di segnalare altresì che purtroppo la resa sonora è un po’ scarsa, arida e si riscontrano ripetitività nel decorso delle tracce, ciò aggiunto alla discreta lunghezza dei brani proposti potrebbero rendere il full-length noioso e ridondante alle orecchie di chi non è amante del genere, nonostante ci siano brani piuttosto validi essi sono quasi soffocati da altri, che risultano essere meno piacevoli all’udito e monotoni. Tralasciando i difetti che esistono ma che sicuramente Rudra riuscirà a correggere grazie alla propria caparbietà, “Enemy Of Duality” è sicuramente adatto ad un pubblico che ama la fusione di Black/Death/Thrash al folklore induista. Nel frattempo questo piccolo successo sarà sicuramente un incoraggiamento per Rudra che in un futuro regalerà ai propri fan dei veri capolavori.

 

 

Rusalka

65/100