7 APRILE 2018

Tracklist:

1. Against Flesh And Blood 06:09

2. Le Sang Impur 09:34  

3. Interlude 03:12

4. Hammer of the Heretics 08:31  

5. Inquisitio-Denunciatio-Exceptio 06:39

Total time: 34:05

 

Line up:

Loic F. - Guitars, recording, mixing and mastering

David Bailey - Vocals

Kevin Paradis - Batteria

 

Discography:

Autokrator (2015)

The Obedience to Authority (2016)

Hammer of the Heretics (2018)

 

In questo mese di aprile, precisamente il 10, la Krucyator productions, rilascerà “Hammer of the Heretics” degli Autokrator. La band in questione è stata fondata nel 2014 da Loic F. ed è un progetto francese che, nonostante sia attivo da pochi anni, ha già pubblicato tre album, incluso questo di cui vi parlo oggi. Il genere proposto si può definire suffocating death/drone/doom metal con influenze black metal. A differenza dei primi due album, nei quali sono presenti più canzoni ma con una durata molto simile a questo, “Hammer of the Heretics” è composto da cinque tracce soltanto. L’album, di circa 34 minuti, è comunque consistente visto che abbiamo a che fare con quattro lunghe tracce e nel mezzo un interludio di circa tre minuti, totalmente strumentale.

Per chi non conoscesse ancora la band è bene (consiglio) prendere con cautela un simile ascolto. Quindi non andare dritti allo stereo inserendo il cd a volume elevato senza prima soffermarsi a fissare la copertina per qualche attimo e scoprire a cosa si va incontro.

L’artwork, come ovviamente anche il titolo, è di forte impatto ed è caratterizzato da due colori che risaltano subito agli occhi: rosso e nero. La copertina raffigura una donna col viso coperto e due mani (con tanto di guanti) che le afferrano la testa. Da notare la catena insanguinata che la figura femminile porta al collo e l’impressione che il tutto sia ricoperto di sangue; gli occhi di lei sono di un buio totale. Allettante è anche l’edizione in cui verrà stampato, un digipack in formato dvd, che da più eleganza rispetto al classico jewel case. Dopo aver dato uno sguardo alla copertina, possiamo inserire il cd nel lettore, ma  non prima di avere indossato l’armatura…

Concettualmente, rispetto ai precedenti lavori che avevano tematiche di cavalieri romani, dittature eccetera, questo si concentra più sul religioso, sul cristianesimo, in particolare su cavalieri templari e sulle inquisizioni, trattando il tema in modo blasfemo.

 

Curiosità: Loic e David, principali membri della band, sono soliti indossare un vestito militare nero che copre l’intero corpo, compreso anche il volto.  

 

“Against Flesh And Blood” parte subito alla grande, con un’intensa e potente ritmica. In principio con un riffing molto pesante e distorto, mettendo subito in rilevanza l’enorme bravura del batterista che accompagna il suono cupo e grezzo della chitarra. Dopo qualche attimo i ritmi si velocizzano, dando spazio ad un cantato in growling molto aggressivo. La prima traccia, che supera di poco i sei minuti, alterna momenti di sfuriate drastiche ad altri con ritmi più cauti. Una prova musicale davvero sbalorditiva e colma di un’ottima tecnica dove i continui cambi di tempo rendono il brano molto avvincente e massiccio. 

Con i nove minuti di “Le Sang Impur” abbiamo conferma che stavolta gli Autokrator hanno creato una vera bomba musicale. Il lavoro di tamburi e piatti ha davvero dell’incredibile. La batteria ha un suono schiacciante e il drumming crea una sensazione assolutamente soffocante. In questa lunga traccia possiamo assaporare un death metal molto compatto, dove si passa da un sound più doom ad aumenti di ritmo improvvisi. Di sicuro una canzone che penetra nella testa creando sconvolgimento e facendoci esaltare a causa della sua grande ferocia. Nel finale un terrorizzante sottofondo di urla di dolore, come se stessero torturando e affettando qualcuno ancora vivo, creano un’atmosfera terrificante e angosciante. 

Questa sensazione da brivido prosegue nell'intermezzo della terza traccia,  “Interlude”, dove per circa tre minuti veniamo sopraffatti da suoni paurosi. Un qualcosa di oscuro e malefico giunge alle nostre orecchie sconvolgendoci e affascinandoci allo stesso tempo. Il giusto modo per spezzare la pesantezza dei brani precedenti, mantenendo vivo il suspense per farci comprendere che non bisogna abbassare la guardia per ciò che sarà poi il seguito. Le restanti due tracce raggiungono un livello di bravura musicale ancora più elevato. Dopo il breve interludio centrale, a concludere l’album, troviamo “Hammer of the Heretics” e “Inquisitio-Denunciatio-Exceptio”. 

“Hammer of the Heretics”, canzone che prende il titolo dell’album, è la seconda più lunga: otto minuti e mezzo. Il brano parte martellante con una sfuriata di batteria e chitarra per poi andare via via placandosi per dare voce al magnifico cantato in growling. Anche in essa ci sono vari cambi di tempo, alternando ritmi veloci con altri più rallentati. Dopo l’interludio, questo è un ottimo ritorno a sonorità pesanti, caratterizzati da un death metal più old school. Altra grande performance per i nostri che dimostrano per l’ennesima volta originalità e brutalità.

“Inquisitio-Denunciatio-Exceptio” ci propone sette minuti di pura aggressività sia nella ritmica che nel cantato. Un sano e crudo death metal che si mantiene costante dall’inizio alla fine. Un drumming davvero molto tecnico e preciso ci accompagna per tutto il tempo, affiancato dal suono di chitarra pesante e distorto. I minuti scorrono veloci e l’album si conclude, restando per qualche attimo dispiaciuti di essere giunti già al termine del cd. Queste due canzoni non fanno altro che concludere in modo eccellente questo viaggio devastante e soffocante. Per tutto l’ascolto si ha l’impressione di essere prigionieri in una stanza buia, o in una cantina magari, torturati da un death metal composto alla perfezione. Credo proprio che i nostri abbiano inserito l’interludio per il fatto che tra le prime tracce e le ultime due, necessitava davvero spezzare l’ascolto. Anche se “Interlude” è davvero molto oscura, quantomeno ci allieva un po’ dal successivo assalto musicale. 

Stavolta gli Autokrator hanno creato un qualcosa di veramente eccezionale e unico. Ottimo il missaggio, assolutamente aggressivo e profondo il cantato gutturale. Da dieci e lode è la performance del batterista, il suo lavoro è eccellente e andrebbe premiato a pieni voti per la sua tecnica impeccabile. La sezione ritmica delle chitarre è drastica, diretta e molto imponente. Un album “folle” sotto ogni punto di vista è quello con cui abbiamo a che fare. Un album molto ricco di originalità e cattivo da far rabbrividire, una vera furia distruttiva e maligna. Siamo di fronte ad un album meravigliosamente cupo, morboso e blasfemo, un death metal suonato in modo così distorto da fare accapponare la pelle. Si sente chiaramente l’odio e l’ostilità che i nostri hanno nel confronti del cristianesimo. Suoni claustrofobici e contorti ti trascinano in un vortice di pesantezza e ti schiacciano senza tregua. Cosa altro aggiungere? Loic F. e soci hanno un talento davvero straordinario per questo tipo di musica e sono riusciti a creare cinque tracce di rara bellezza e intensità, ma anche di pura brutalità.

Concludo consigliando vivamente l’ascolto, ripetuto possibilmente, di “Hammer of the Heretics”; gli amanti del genere credo che avranno da godere un bel po’ con queste canzoni. Per quanto mi riguarda credo proprio che stavolta ho avuto il piacere di ascoltare un qualcosa che sfiora la perfezione in campo death metal. Complimenti!!!

 

Fabio Sansalone

95/100