10 LUGLIO 2017

I disorder sono un gruppo Thrash metal formatosi ad "El Salvador".

Hanno avuto il primo input di vita a metà degli anni 90.

La prima demo è stata rilasciata nel 2001,e nell'anno successivo era in uscita il primo album. Dopo 10 anni di inattività della band  Jorge va alla ricerca di membri per tornare alla carica e, ad anni di distanza hanno pubblicato il loro ultimo lavoro, ovvero l'album che vado a recensire "Fuego Negro" uscito il 21 aprile di quest'anno.

Questo è un album in cui troverete potenti riff in un'atmosfera piú black/thrash colma di ritmiche "oscure".

Ha uno stile vecchia scuola, gli amanti di quel suono "grezzo" lo ameranno, e la produzione é ottima il che giova all'intero album durante l'ascolto.

Fuego negro riesce a miscelare il retró ed il moderno allo stesso tempo grazie alla mera potenza e velocità che percorre l'intero album.

Sin dall'inizio del disco con "Carroñeros de justicia"  offre un thrash molto simile a quello degli Slayer anche se più agguerrito durante le parti vocali. "Existencias  Paralelas" é una macchina da riff che ha come fulcro il suono netto della chitarra.

"Tiempos Violentos" e "Misantropica Barbarie" non danno pausa per un respiro e non lasciano spazio per una strumentale soave.

Per chiudere nel migliore dei modi questo album in puro stile Thrash abbiamo la title track "Fuego Negro"  che si presenta imponente ed ha uno dei migliori riff che possiamo trovare nei lavori della band.

I temi principali che troviamo in quest'album sono le guerre e la morte e con questi esso vi trascinerà in una condizione emotiva in cui vi sentirete più morti che vivi nonostante i suoni forti e caratteristici dei brani.

L'album presenta ospiti alle voci, e alla chitarra oltre i nostri due talentuosi membri fissi.

Questa band è adatta al pubblico di "puristi", anche perché puntano sulla velocitá ed aggressività.

La breve durata di Fuego Nero non deve essere motivo di negatività anzi, invoglia a riascoltarlo più volte proponendo un ottimo black/thrash senza troppe pretese anche se qualche traccia in più non avrebbe di certo guastato.

 

Maria Rosaria Di Landri

80/100