6 OTTOBRE 2018

Ennui è una band georgiana, formata nel 2012 da David Unsaved nella città di Tbilisi, e ha all’attivo un sorprendente palmares, composto da 4 full-lenght e due split, in cui il duo caucasico esplora una varietà di stili nei generi del funeral doom e death metal. Dopo l’album “Falsvs Anno Domini” sembrava che la band avesse preso una pausa di riflessione, ma sono tornati di recente orgogliosi di presentare il loro quarto album, “End of the Circle”, che contiene tre tracce molto aride e tenebrose. Non bisogna però farsi illusioni, l’album è molto impegnativo e duro da digerire, in quanto non troveremo sul percorso la melodicità che distingueva gli Ennui dalla massa. Ogni traccia richiede la tua completa attenzione a partire dalla title-track di oltre 30 minuti. Paesaggi sonori torridi ed evocativi, riff pesanti e terrificanti in perfetto stile Evoken e Skepticism con un sogwriting che sconvolge la mente e fa bollire gli acidi dello stomaco. Un’atmosfera spettrale e scomoda, con una batteria ben cadenzata di cui l’oscuro battito pesante ti appesantisce il ritmo cardiaco e non offre alcun sollievo durante l’intera audizione. Imprescendibili le chitarre ed il basso molto profondo, che aggiungono una solida e voluminosa struttura e pesantezza ad ogni canzone e tracciano veemente all’ascoltatore un sentiero arduo e complesso verso la gola degli inferi. Grazie anche al growl incredibilmente gutturale e potente "End of the Circle" denota un suono grandioso, cinematografico, e la produzione impeccabile lo rende un piacere allettante per chiunque sia disposto a superare la sfida delle canzoni che durano più di venti minuti ma che non sfocia mai nel banale o nel monotono perchè si presenta come un soundtrack incredibilmente piacevole da assimilare. La title-track ci racconta una retrospettiva filosofica e grottesca, un racconto pieno di dolore e rancore di ogni anima tormentata nel suo viaggio verso le fiamme eterne. Un momento di silenzio, come la quiete prima di una tempesta distruttiva ed arriva la seconda canzone, The Withering Part I - Of Hollow Us, una marcia di morte con delle sonorià lugubri e voci demoniache. I passaggi melodici ed i cambiamenti di tempo mantengono la tensione infernale lungo l’intera canzone, nota dopo nota, secondo dopo secondo. Ma la pesantezza e la natura prolissa della musica dei georgiani Ennui spicca nell’ultima traccia, The Withering Part II - Of Long Dead Stars. Seguendo una formula simile esposta dalla precedente, il ritmo è mantenuto basso, pesante e lento che riempie la mente del pubblico di pensieri torbidi e terrificanti. Secco, micidiale e molto depressivo, nei perfetti canoni dello stile maestoso e furvido come il Funeral Doom.

La band non ha deluso e l’album si è rivelato una bella sorpresa per gli amanti del genere, con dei ritmi e degli argomenti interessanti ed impressionanti, che mantiene continuamente i sentieri della musica vivi ed avvincenti, non dimenticando la tradizione ed i canoni dello stile ma senza perdersi sulle vie dei “già visti” o “dei troppo generici”. In realtà tutto fluisce e suona molto bene e svegliano negli ascoltatori la fame di voler risentire nuovamente, ancora ed ancora, il nuovo gioiello. Ennui porta l'eccellenza ed una maturità artistica intoccabile, e delle idee ed elementi diversi in ogni traccia per mantenere tutto sorprendente, ed un alto livello di qualità che può essere solo applaudito. In ogni forma, "End of the Circle" è un’ottimo acquisto per tutti gli amanti del Funeral Doom e del Doom/Death, che sicurmente conquisterà un posto nell’Immortalità.

 

Dmitriy Palamariuc

85/100