23 AGOSTO 2017

I Moribundo nascono nel 2014 dall’unione di membri di bands dell’underground spagnolo del calibro di Vanagloria, Bizarre, Nangiolima ed Elderdawn. 

Rimasti sconosciuti per anni, nel gennaio 2017 creano la loro pagina Facebook, che conta già più di 500 followers, e a giugno esce il loro debut album “Raíz Amarga” per Satanath Records: quattro tracce per poco meno di 35 minuti di disperazione e tragedia. 

La durata totale del full può essere croce e delizia: da una parte può deludere, dall’altra si pensi che il doom metal è un genere difficile da ascoltare per un periodo prolungato di tempo, e proprio per questo la breve durata di Raíz Amarga lo rende “digeribile” anche a chi non mastica il genere. 

Non è solo una questione di durata a rendere Raíz Amarga un ottimo debut album: il comparto sonoro affidato a Evilead si basa su melodie “dure” in stile Doom/Death Metal impreziosite da effetti ambient, pianoforte, voci liriche femminili che danno il loro contributo alle canzoni dando prova di una qualità che si dipana passo dopo passo, canzone dopo canzone. Dall’altra parte abbiamo un cantato maligno e viscerale, opera di Luis M. Merino con i testi di Mortvs Vyrr, che sottolinea a braccetto con la musica il senso di male e tragedia intrinseco, completando l’intenzione musicale di mettere l’ascoltatore a disagio. 

Un altro punto positivo di Raíz Amarga è che nonostante le melodie si basino sulle chitarre, queste non fanno da padrone sovrastando gli altri elementi, semmai il contrario: tutto coesiste senza prevalere. Le chitarre sono importanti ma non protagoniste, e collaborano con gli altri elementi in gioco per portare melodia, pesantezza e potenza. 

La musica dei Moribundo è eclettica, malinconica, influenzata dal Death nei passaggi più veloci ed oscuri e a tratti è possibile recepire influenze provenienti anche dal Funeral Doom nei passaggi più cadenzati e riflessivi. Le quattro canzoni del full sono oggettivamente lunghe ma mai noiose grazie ai cambi di umore e agli elementi “gothic” come pianoforte e voci liriche femminili che arricchiscono l’esperienza dell’ascoltatore.  

In conclusione, Raíz Amarga è must-listen consigliato sia a chi è già un fan del Doom e che adora gruppi come Swallow the Sun, Draconian o Doom:VS, sia ai meno avvezzi al genere. Non rimarrete delusi.  

 

Alessia “VikingAle” Pierpaoli

75/100