23 GENNAIO 2019

"Molla l'osso" è l'album di cui oggi vi parlo: secondo lavoro registrato in studio dalla band punk rock, Laziale Dog's Machete, in attività dall'ottobre 2014, fondata dal batterista Marco Nalli (autore dei testi) e completata in formazione da Andrea Vispi alla chitarra, Stefano D'Angelo al basso e Paolo Bianchini alla voce e chitarra ritmica. 

Nel 2016 il chitarrista Mirko Milani sostituisce Andrea Vispi (il quale lascia la band per problemi personali) regalando un sound con influenze surf e completando lo stile attuale voluto e definito da loro stessi:"punk'n' roll". Undici tracce che si susseguono presentandoci tutto il marciume scomodo e degradato della società. Storie di strada in cui i protagonisti sono personaggi reietti, fuorilegge, emarginati.  La prima traccia "Disagiato" e la seconda "Molla l'osso"  introducono alla perfezione lo stile e il messaggio che la band vuole far passare dell'album stesso e del loro stile musicale personale. Dopo "Devil pusher" (molto carina e godibile all'ascolto) e "Vendetta", troviamo la  quinta traccia solo musicale "Sousha". Questa, col suo sound che potrei definire "spaghetti western", spezza un po' dal grido di protesta cantato tra i denti e volutamente fastidioso di tutte le canzoni presenti nell'album. Con la sesta canzone "Il cane del quartiere" la band ricalca e prosegue dritta sul filone ruspante e graffiante del messaggio che vuole continuare a dare fino alla fine di questa opera, forse un po' troppo dilungata e ad un primo ascolto ripetitiva nelle sue tracce. Ma anche questo potrebbe rientrare nei loro piani in sede di creazione: dare all'ascoltatore un messaggio preciso e insistente su ciò che dà tanto fastidio alla moderna e pulita società che vorrebbe solo coprire i propri mali velocemente  e si ritrova invece costretta a guardare la realtà nuda, cruda e ancora molto reale e presente soprattutto negli angoli di quartiere delle nostre "belle città". Niente da dire su suoni e costruzione dei brani, riff e voce taglienti, per tutte le altre canzoni dell'album: "Padre infedele", "Time to overdose", "Un'altra rissa"(una delle mie preferite) e "Blackout". Forse per catturare meglio l'attenzione generale avrebbero potuto accorciare un po' i tempi e queste tracce, che in ogni caso sono piuttosto similari nella loro semplicità musicale e ad un primo ascolto possono apparire ripetitive. Ma nell'insieme i quattro mettono a segno un lavoro degno di nota e di attenzione. Come ultima e azzeccata traccia i quattro piazzano la scanzonata e popolana: "Te possino dà tante cortellate" e ci consegnano un album esattamente come è stato promesso.

"Molla l'osso" offre un ascolto molto scorrevole e adatto a tutti i tipi di "orecchie" oltre che naturalmente agli amanti del genere punk-rock e delle atmosfere nostalgiche di esso.                         

 

Elisa Gasparinetti

70/100