1 FEBBRAIO 2019

Lineup:

Gabriele Catania - voce

Federico Indelicato - voce

Giuseppe Virgillito - chitarra

Riccardo Cantarella - chitarra ritmica

Gianluca Buscema - basso

Mario Di Marco  - batteria

 

Tracklist:


1. Chapter I Intro

2. Chapter II Abyss of Hell

3. Chapter III Eternal Damnation 

4. Chapter IV Interlude

5. Chapter V I.N.D.N.S.L.E.

 

“I.N.D.N.S.L.E.”, abbreviazione di ‘In Nomine Dei Nostri Satanas Luciferi Excelsi’, è l’album della band catanese Fordomth, rilasciato via Endless Winter lo scorso 10 novembre.

Parto subito col dire che l’album è di per sé coinvolgente, con un sound doom atmosferico, caratterizzato principalmente da rappresentazioni sataniche e, che più che in tracce, questo lavoro si suddivide in capitoli, cinque per l’esattezza.

Si parte con un intro di piano, a metà tra l’inquietudine ed il fascino per l’oscuro, un avvio che già fa presagire l’atmosfera cupa e mestizia che lascia spazio a “Abyss of Hell”, una composizione in cui si alterna un cantato struggente, con un growl, un pezzo dark estremo, quasi soffocante e ricco di pathos. Oltre ad essere un brano molto suggestivo nel suo essere black-doom, “Eternal Damnation” risulta quasi romantico, un romanticismo inteso come un trionfo del macabro, di quell’atmosfera che Lord Byron avrebbe gradito ad accompagnare un suo sonetto spettrale.

“Eternal Damnation” è, a mio avviso, l’essenza dei  Fordomth, un brano in cui l’angoscia e l’evocazione del ‘male’ sono pesantemente rappresentate. Tra vocalizzi gutturali e voce malinconicamente pulita, le ottime chitarre che risultano un buon tappeto psichedelico per questo brano, troviamo anche un’atmosfera ariosa, sempre con quel pizzico d’inquietudine che accompagna “I.N.D.N.S.L.E.”.

Ancora un'intro di pianoforte per l’affascinante “Interlude”, piano che conduce assieme al suono di violini, un brano totalmente musicale, avvolgente nel suo essere luttuoso e drammatico, una composizione elegante nella quale aleggia il pesante drappo della tristezza.

Chiude l’album la traccia omonima “I.N.D.N.S.L.E.” e lo fa con una cadenza di marcia, funerea ovviamente, composta da molta enfasi ed il vocalizzo growl, sempre alternato e questa volta non con voce pulita ma gutturale, chitarre classicamente doom, pesanti e dominanti, quasi a portarci nell’abisso profondo degli inferi, in compagnia della band. Concetto ben riuscito, poiché ciò che si prova ascoltando questo brano, è decisamente un abissarsi nell’oscurità profonda.

Sostanzialmente, "In Nomine Dei Nostri Satanas Luciferi Excelsi” è una condanna mistica ed una discesa eterea, quella di Satana, è una processione senza ritorno che accompagna nel suo regno, tra melodie, come appunto “Interlude”, e forti suoni doom, accostati al black metal.

Un disco che decisamente affascina, sia per la tematica trattata che per la teatralità di cui si compone e nel quale i nostrani Fordomth riescono a centrare il bersaglio.

 

Valeria Campagnale

80/100