12 DICEMBRE 2018

Gli Hierophant si formano a Ravenna nel 2010, e nello stesso anno esce il loro primo full-lenght, dal titolo omonimo. Il full è un disco prettamente death metal con sfumature doom, oscuro e pesante come la nebbia di un mattino d’inverno. Nel 2013 esce il suo successore “Great Mother: Holy Monster”, preceduto dal singolo “Son of the Carcinoma”, inserito poi nel full. Great Mother cambia drasticamente rispetto al suo predecessore: le atmosfere doom vengono messe in secondo piano a favore di un hardcore che entra a calci nella composizione del gruppo dando una sferzata di violenza, ferocia e malessere. Nel 2014 esce un altro loro full lenght, preceduto anche stavolta da un singolo, “Inganno”. Il full in questione è “Peste”, che riprende lo stile adottato in “Great Mother” ma rende la componente metal un mero sfondo a favore di un hardcore violento ed aggressivo, dalle canzoni che di rado sfiorano i due minuti di lunghezza. Passano due anni, ed esce il successore, “Mass Grave”: un disco mefitico, un miasma di suoni dove le tracce brevi sono come una scarica di proiettili addosso, mentre quelle più lunghe lasciano fluire la capacità tecnica della band, che ritornano ad unire death metal, doom e hardcore per un risultato sopra le aspettative. 

Dopo altri due anni esce il loro nuovo lavoro, l’EP “Spawned Abortion” uscito in vinile e composto di due sole tracce: l’omonima “Spawned Abortion” e la cover di “Realm Of Chaos” dei Bolt Thrower. 

La canzone che dà il titolo all’EP (o forse è il contrario) riprende l’evoluzione stilistica compiuta con Mass Grave, con elementi death metal preponderanti, blast beat feroci, distorsioni di chitarra e mefitiche voci provenienti dall’inferno più oscuro. La produzione si rivela peggiore dei precedenti lavori, ma non è un punto negativo, in quanto la scarsa chiarezza dei suoni serve a conferire ulteriore marciume al suono. La canzone è ben orecchiabile, e presenta un buon punto di evoluzione nel sound della band, nel frattempo ridotto ad un trio.  La cover dei Bolth Trower, “Realm of Chaos”, è un azzardo da proporre in un EP di sole due tracce, eppure il trio azzarda e vince: la canzone mantiene l’anima dell’originale e la reinterpreta in chiave “Hierophant”, aggiungendoci la loro dose di marciume e malessere. “Spawned Abortion” è un EP ben riuscito ed un buon biglietto da visita per chi ancora non ha avuto modo di venire a contatto con il trio ravennate, perciò si consiglia agli amanti del genere di rimediare quanto prima, non rimarrete certo delusi. 

 

Alessia VikingAle

70/100