29 GENNAIO 2019

Howling in the fog torna tra le pagine di I.V.L... 

Chi non ha ancora avuto modo e piacere di conoscere questo progetto è bene sapere che si tratta di una one-man band esordita ormai nel lontano marzo del 2010. Il trentino Gabriele Paolo Marra, in arte "Der Antikrist Seelen Mord", è colui che vi si cela dietro. 

Quasi nove anni di attività, durante i quali sono stati rilasciati diversi album, alcuni dei quali già recensiti tra le pagine di questa testata. Ho avuto il piacere di scrivere la mia opinione su "Enigma", precisamente un anno fa, nel gennaio 2018. L'album su scritto, infatti, precede questa ultima fatica, della quale cercherò di esprimere un mio modesto giudizio.

"L'Èternitè par les Astres":

Il concept è a tema più che altro spirituale, non per niente è ispirato all'opera di Louis-Auguste Blanqui, rivoluzionario e politico francese dell'800. Nel suo libro "L'eternità degli astri", Louis, ci parla della possibile esistenza di infinite dimensioni parallele, che portano all'idea di infiniti nostri doppi che ripeteranno o varieranno le nostre azioni. E' un tema molto affascinante.  

Ma tornando all'album in questione, c'è da dire intanto che si tratta del sesto full lenght che il nostro polistrumentista rilascia e a parte questi, di pubblicato finora, ci sono tre ep, una demo e vari single. In quasi nove anni di carriera non è affatto poca roba...

L'artwork, anche questa volta, ha qualcosa di incantevole, anche perchè credo che in esso siano racchiuse sensazioni ed emozioni che ci faranno compagnia durante l'ascolto. Osservandolo viene da pensare che è un pò come se rappresentasse l'oscurità del mondo di oggi, dominato da avvenimenti negativi e spiacevoli più che altro. Un uomo seduto quello in copertina, visto di spalle che osserva uno scenario dominato da colori scuri, cupi e tristi. Come se si trovasse di fronte un percorso tortuoso e non facile da intraprendere, per cercare di raggiungere quella luce che si intravede in fondo al tutto, lontana, ma non cosi tanto da risultare irrangiungibile. Come ogni persona che cerca di raggiungere lo stato di pace e serenità, ma per poterci riuscire deve proseguire tra diversi ostacoli, con forza e coraggio, senza mai perdersi d'animo. Credo che almeno in minima parte, ognuno di noi si possa rispecchiare in tutto questo.

...Per quanto riguarda la parte musicale dell'album invece, c'è da premettere che delle dieci tracce che compongono questa opera, quattro sono intermezzi strumentali... 

Ad aprire le danze è "Point of value". La canzone inizia arpeggiando in modo melodioso per poi partire alla carica, alternando momenti più calmi ad altri dal 'sapore' tipicamente atmospheric e post-black, specie per il cantato in screaming che in alcuni tratti viene marcato e risulta essere molto energico e grattante. Ma non è solo nelle parti in screaming che il nostro risulta essere all'altezza come vocalist, ma anche nel cantato pulito e già da subito, infatti, notiamo il suo impegno e la sua bravura. Le voci che si sovrappongono, si amalgamano alla perfezione come se danzassero nello spazio profondo dando libero sfogo alla propria ragione di essere. Tra cantato pulito, sussurrato e scream aggressivo, il nostro dona il meglio di se per tutta la durata del disco (circa 46 minuti). Questa è la prima caratteristica del full che va davvero sottolineata. Credo che il nostro abbia veramente delle ottime qualità a livello vocale...

 

"E' un errore pensare che l'amore sia una emozione,

in realtà è uno stato di coscienza,

un modo di essere al mondo

e di vedere le cose"

 

...Le quattro tracce strumentali che sono suddivise per tutto l'album, sono caratterizzate da atmosfere black metal, a tratti progressive, ambient, di forte impatto e con voce grattata in alcuni punti. "Salvation", "Segmento", "Nebula" e "Marble", seppur di breve durata, la più lunga infatti si aggira attorno ai due minuti e dieci secondi, riescono a dare quel senso di completezza a tutto il contesto. Come pezzi di un puzzle che servono a completare un determinato disegno e veniamo, così, sopraffatti da atmosfere più cupe e tristi, alternate ad altre che suscitano un senso di tranquillità.

...Al nostro artista piace molto essere vario nelle composizioni... 

 

Un anno di vita, un anno di sacrifici, 

emozioni, esperienze, duro lavoro,

ma tanta soddisfazione e 

momenti sia felici che tristi

 

...Queste le parole di Gabriele Paolo Marra, questo è ciò che è racchiuso in "L'Èternitè par les astres" dopo, appunto, un anno di duro lavoro, un anno di emozioni di varia natura. Momenti di soavi melodie, con voce pulita, a tratti sussurrata, ricoperti di arpeggi e note emozionanti e piacevoli. Come l'inizio di "Formula", caratterizzato da note acustiche e cantato che sussurra frasi nella nostra lingua. Una canzone che riesce a prenderti da subito, riuscendo ad affascinarti grazie ai passaggi tristi e dominati da sonorità più progressive ad altri di rabbioso screaming post black. Anche in questa canzone il cantato si alterna continuamente, rendendola davvero magnifica fino alla fine, dove il tutto termina di colpo, lasciandoti per un attimo con un pò di amaro in bocca. "Lunatic" arriva acusticamente da lontano, quasi a volerci cullare con la sua melodia per poi stupirci con un sound di impatto e diretto. Anche in essa l'esibizione vocale è a dir poco entusiasmante ed emozionante. Concentrarsi sul cantato in vari stili, mentre in sottofondo la musica continua ad accarezzare il nostro udito è una sensazione davvero appagante e che ti penetra dentro, specie quando lo stile musicale cambia inaspettatamente.  

In "Return to the sea" si assapora un inizio molto malinconico, per poi scatenarsi in suoni di forte impatto, ritmica più grattante e sfuriate di batteria e screaming. Interessante il solo verso la fine, anche se di breve durata.  Molto coinvolgente "Ancient future", che ti cattura dall'inizio sino alla fine grazie all'alternarsi della voce, elementi progressive, un bel solo di chitarra accompagnato da un suono di batteria alquanto tecnico e le voci che, sovrapponendosi, creano davvero un qualcosa di piacevole e originale. Tra il sussurrare frasi in lingua madre e la voce in screaming che da molta carica, la canzone giunge alla fine, rivelandosi una delle più belle dell'album. "Saved" è l'ultima delle tracce e colpisce molto per la sua atmosfera malinconica ma a suo tempo anche aggressiva. Anche in questa canzone le voci si caratterizzano in vari stili, sovrapponendosi ma in maniera alquanto "ordinata", senza creare confusione, lasciando all'ascoltatore il gusto di assimilarle al meglio...

N.d.r. ...Gli amanti della musica a 360 gradi, cioè tutti coloro che hanno ampie vedute riguardo ogni tipo di sonorità, saranno felici di lasciarsi prendere per mano ed essere guidati in questo viaggio onirico e malinconicamente "cosmico". Il nostro polistrumentista non è il classico musicista che si sofferma su un genere dalle sensazioni gelide e cupe quale l'atmospheric post-black metal, anche se mantiene salde le sue radici riguardo tali sonorità. Gabriele spazia molto musicalmente, nelle sue canzoni riesce ad inserire cosi tanti elementi che dare una definizione al genere che compone risulta davvero difficile. I suoi album sono una fusione di vari stili musicali, lui riesce a dare un tocco molto personale a ciò che compone riuscendo, in ogni suo lavoro, a essere originale, tecnico e molto emozionante. 

Ho avuto varie volte modo di dialogare con lui virtualmente e posso affermare con certezza che abbiamo di fronte una persona oltre che gentile e rispettosa, molto in gamba e creativa. Riesce ad esprimere con la musica il suo stato d'animo, le sue sensazioni ed emozioni. Ci riesce alla perfezione, secondo il mio punto di vista, in quanto nelle sue canzoni, tutto ciò che egli compone, non fa una piega. Non annoia mai, non ti lascia mai con la sensazione di vuoto o di aspro durante l'ascolto dei suo album. E' un artista nel vero senso della parola, perchè se una sola persona riesce a creare tutte queste sonorità emozionanti, allora non può significare altro che quella mente ha talento da vendere, quella persona è nata per fare musica. Nel caso di Gabriele posso solo aggiungere due cose a tutto quello che ho scritto sia in questa recensione che nella precedente: la prima è che ormai per me è affermatissimo come musicista e compositore e la seconda è che, sempre secondo il mio punto di vista, il progetto Howling in the fog merita tantissimo, merita molto più di ciò che ha raccolto finora. Se non avete idee ristrette sul mondo musicale e non vi soffermate al "classico" genere ben definito, consiglio vivamente l'ascolto di "LÈternitè par les astres" ed il precedente "Enigma" per essere travolti da un vortice di emozioni ed avere conferma di questo mio personale riepilogo. 

 

Fabio Sansalone

90/100