22 FEBBRAIO 2019

TRACKLIST:

Kolossus “Intro”

Kolossus “Norge”

Kolossus “Makt”

ManoN “The Invocation”

ManoN “The Vitriol Age”

ManoN “Of Hastur and Xenaoth”

 

LINE UP:

Kolossus: Helliminator (vocals, all instruments, programming)

ManoN: Albrecht Schwarzimmer (vocals, all instruments, programming)

 

Recentemente stampato dalla MASD Records nel Gennaio 2019 con il titolo di “The Invocation of Makt” (25 copie a disposizione su Bandcamp ad opera di Chiara Rovesti), questo split (originariamente stampato in 100 copie numerate a mano) vede coinvolti due artisti Genovesi, Kolossus e ManoN, che offrono 3 pezzi a testa di interessante black metal scandito da diverse sfumature che rendono pregevoli entrambi i progetti.

Kolossus è il nome dietro il quale si cela Helliminator, one man band attivo dal 1998 al 2005 con il progetto T132 (tre demotape all’attivo), e dal 2014 impegnato in questa nuova veste solista.

Il suo è un black metal che predilige sfumature viking , le cui influenze possono essere ricercate in bands come Vreid e Windir, senza però dimenticare alcune incursioni che ricordano anche qualcosa degli Enslaved.

Dopo un “Intro” decisamente atipico e dal sapore quasi classico, arriva la bordata di “Norge”, un pezzo dalla rocciosa e furibonda sezione ritmica che si sposa a melodie sofferte, con una parte centrale melodica molto bella e che impreziosisce la violenza della song dando lo stacco giusto di intensità in un pezzo idealmente diviso a metà proprio da questa parte. Le melodie dolenti ed i passaggi aggressivi sono alternati a sconfinamenti in territori rock e quasi anni ’90 nella pesante e rallentata “Makt”, probabilmente il pezzo migliore tra i due che ci offre Kolossus, dando l’idea non solo di una vasta cultura musicale, ma anche degli orizzonti sonori che l’artista potrebbe andare ad esplorare in un prossimo lavoro.

Le tematiche, incentrate su terre e divinità nordiche, misteri dell'aldilà e funeste guerre di religione, ed una produzione molto attenta e grintosa danno un buon quadro (sebbene due pezzi più un intro siano pochi) delle potenzialità di questo musicista.

Si passa quindi a ManoN, altra one man band attiva sin dal 1995 (dal 1996 con questo moniker) e che ha all’attivo un demotape (“The Ancient Spirit Of Nature” del 1999) ed un full-lenght (“MMIII – Northern Dignity” del 2003). Il nome del moniker, dietro al quale si cela lo pseudonimo di Albrecht Schwarzimmer, è ispirato al teen horror del 1996 “The Craft” (“Giovani Streghe” qui in Italia) ed in particolare alla divinità della natura che le ragazze evocavano nella pellicola per ottenere poteri magici.

Il musicista si districa nel raw black metal in maniera molto tradizionale, anche se reinterpretato con la giusta dose di cattiveria e di personalità. Gorgoroth e Darkthrone sono i nomi che più si possono ricollegare al lavoro di ManonN,benché l’ombra della scimmiottatura sia ben lontana.
“The Invocation” è un buonissimo pezzo di apertura, con un bel riff di chitarra affilato, preciso e malinconico, che trascina l’ascolto ad un bel dimezzamento prima di riprendere la sua corsa. Il lavoro chitarristico e gli arrangiamenti sono più presenti in “The Vitriol Age”, il migliore pezzo del musicista a detta di chi scrive, che sposa bene tecnica e rapidità, con cambi di atmosfera interessanti e una parte centrale davvero che non ti aspetti.

Chiude il terzetto la solitaria e plumbea “Of Hastur And Xenaoth”, un lavoro tutto per chitarra ed atmosfera, che arriva come filtrato da un vecchio disco attraverso una radio sperduta chissà dove, e che regala all’ascolto una specie di riposo dopo tanta violenza ben congeniata. Temi come l’incontrastabilità della natura e dei suoi elementi, l’anti-religione, la disperazione ed il disprezzo rendono ancora più interessante questo terzetto di pezzi, seppur una produzione non proprio all’altezza di ciò che viene proposto, penalizza un po’ un lavoro davvero ben fatto.

Questo split rappresenta due artisti che cercano di vedere lo stesso genere attraverso due lenti diverse: di sicuro ciò che ci arriverà da entrambe le parti, in un prossimo full-lenght a testa, sarà più che un’interessante scoperta. Non fatevene scappare una copia!

 

Voto  Kolossus: 85/100

Voto  ManoN: 80/100

 

Aldo Artina

83/100